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Thursday, January 26, 2012

IRIMI



Recentemente ho condiviso un bell' allenamento con i compagni di pratica, e seguendo il suggerimento dell' insegnante ho voluto porre particolare attenzione ad un concetto che spesso c'è nell'arte marziale, si tratta di eseguire il kata o la forma con l'intenzione di attaccare, di colpire o di tagliare con veridicità, cioè di allenare le tecniche in 'irimi',il cui principio si dice sia stato colto grazie allo studio approfondito dell’Arte della lancia (Yari-jutsu).

Ma vediamo esattamente di cosa si tratta...l'ideogramma “iri” esprime l'idea di passare l'entrata della casa, di penetrarvi da soli o di essere invitati e comunque in generale di 'entrare' nello spazio avversario; "mi" invece riguarda il corpo nella sua fisicità proprio, letteralmente irimi si potrebbe tradurre come "mettere il proprio corpo nel corpo dell'avversario".

Per padroneggiare queste tecniche è palese quindi la necessità di allenare sia il tempo e la distanza che sviluppare una attitudine mentale all'attacco, alcune persone sono naturalmente portate alle tecniche irimi, cioè trovano facile inserirsi in un attacco e proseguire oltre quasi a travolgere con il proprio KI l'energia dell' avversario per altre persone invece questo lavoro va fatto progressivamente lavorando sulla morbidezza, sul sentirsi a proprio agio quindi con la mente calma, osservando bene i movimenti dell' avversario per non esserne sorpresi e quindi avere il tempo necessario per "entrare".

In conclusione seguendo il metodo della lancia, irimi è utilizzato per esprimere l'azione di penetrare vittoriosamente sino all'interno della guardia di un avversario armato di un'arma più lunga della propria quando si è armati (magari di una spada) o anche quando si è disarmati.

Monday, January 23, 2012

PROVERBIO CINESE


In tre occasioni l’uomo rivela la sua natura: quando la sua mente cede all’ira, quando il suo corpo è piegato dal vino e quando deve mettere mano alla borsa

Ho avuto modo, di recente, di constatare ancora una volta come la saggezza orientale sia vicina alla realtà...una persona può spacciarsi per equilibrata e magnanima, per onesta e buona, ma ahimè le faccende legate al denaro svelano impietosamente la vera natura dell' individuo.

Saturday, January 14, 2012

UNIONE E CONSAPEVOLEZZA



Bruce Lee sosteneva di temere maggiormente un avversario che allenasse un calcio 10.000 volte piuttosto che un
avversario in grado di dare 10.000 calci, questo perchè l'allenamento e la costanza sono la chiave per ottenere la
consapevolezza del proprio corpo.

Per consapevolezza intendo la sensazione di muovere il corpo con unione, senza
privilegiare un arto sull'arto, senza schiacciare a terra con i piedi (ma al contrario come dicono i cinesi 'camminare
sulle nuvole', e cambiando continuamente tipo di attacco come per coprire lo spazio avversario a 360 gradi.

Ovviamente tutto questo è possibile solo se non si lascia una parte del corpo "scollegata",
se non si è veramente dei grandi esperti capita parecchie volte durante lo sparring di fronteggiare un attacco utilizzando
solo il lato destro del corpo (o sinistro) e poi finire a impattare inesorabilmente contro l'avversario.

Per ricercare la morbidezza e quindi la velocità è necessario prima ricercare l'unione e questo processo inizia proprio partendo
dal rendersi conto, quindi ci dobbiamo allenare molto prestando concentrazione in ciò che stiamo facendo e affinando l'ascolto
del corpo.
Bisogna cioe' lavorare su se stessi e non sull' avversario o sul compagno di allenamento ricercando la continua adattabilità
alle differenti situazioni.

Tuesday, January 03, 2012

2012 - NUOVO ANNO


Apro il primo post del nuovo anno...il 2012 l'anno del Dragone (secondo lo zodiaco orientale) con questa bella frase che mi/vi dedico.

Devo essere ancora un po' paziente in attesa del tempo giusto e poi... giro di boa lasciandomi alle spalle un bel po' di negatività :)

I saggi restano
calmi e silenziosi
in attesa del tempo giusto
Wen-Tzu

Monday, December 19, 2011

PROVERBIO GIAPPONESE


Ci sono momenti nella vita di ognuno di noi in cui tutto sembra accanirsi contro, in cui sembra di remare faticosamente senza muoversi mai, come se stessimo viaggiando nel legno, nella pietra...

In Giappone esiste un detto: “ICHI NO UE NI SAN REN”, che tradotto significa : “Tre anni su una roccia”.

Vuol dire che bisogna perseverare.

Il modo invece non viene specificato...bisogna perseverare e basta forse senza guardarsi indietro, senza farsi domande, senza pensare...

Monday, November 28, 2011

FILM - CONFUCIO



Titolo originale: Confucius
Titolo Italiano: Confucio
Regia: Mei Hu
Genere: Biografico, Documentario
Durata: 120 minuti
Paese: Cina
Anno: 2010
Cast: Chow Yun-Fat, Yi Lu, Jianbin Chen, Quan Ren, Huang Jiao, Ban Wang, Xun Zhou, Lu Yao, Kaili Zhang

Ieri sera ho visto questo gradevole DVD sulla vita del grande saggio, il film a mio avviso ottimamente realizzato nella prima parte (brioso, vivace e interessante) scade un po' dalla metà in poi lasciando passaggi poco chiari e personaggi in sospeso, merita comunque nel complesso, per gli appassionati del genere, una visione.

Vi posto la trama :

Nel VI secolo a.C., l’antica dinastia Zhou era pericolante. A corte, i signori feudali progettavano e litigavano su ciò che rimaneva dell’Impero, con la speranza di riunire il regno sotto la loro bandiera. Era un periodo di forza, splendore e gloria per la Cina. Era un tempo di guerra, di eroi, di nuove idee, di nuove opere… Era il cosiddetto “periodo della Primavera e dell’Autunno” in Cina.
Il nome formale di Confucio è Kong Qiu, il nome di cortesia è invece Zhong Ni. Nacque in una delle aristocrazie in declino, nello stato di Lu. Guardava angosciato il mondo caotico intorno a lui, sperando di poter cambiare il disastroso corso storico del periodo della Primavera e dell’Autunno e degli Stati Combattenti. Ma, come per altri saggi dell’epoca, il tempo di Confucio doveva ancora venire. Ha lavorato con dignità, coraggio e ambizione come funzionario del regime di Lu, ma vide i suoi sogni e il suo futuro nella conduzione di una vita quotidiana fatta di principi. Per 14 anni ha attraversato i regni, condividendo la sua saggezza. Fu assediato da eserciti itineranti, attirato in bollenti intrighi politici, incompreso più e più volte dal mondo degli uomini … e alla fine è tornato nella sua casa di Lu, cercando l’unico rifugio in cui poteva insegnare ai suoi discepoli e finire i suoi scritti in pace. Morì deluso di questo mondo, i suoi sacrifici e la passione per un mondo migliore non riconosciuti. Ma, dopo che il mondo ha saputo che era morto, l’ha riconosciuto come il “Modello Saggio dell’età della Miriade”. Dopo la sua morte, le parole e i pensieri che ci ha lasciato sono stati ricordati e sono diventati un’importante radice spirituale di quel popolo che oggi conosciamo come i cinesi. Questa è la storia di un uomo che è diventato il più grande saggio e insegnante nella storia.


Wednesday, November 23, 2011

Musha shugyō 武者修行



Con questo termine, si indica la pratica dell' allenamento errante a cui ronin e samurai (che in questo caso venivano chiamati shugyōsha ) si sottoponevano in cerca di avversari valorosi per accrescere la proprio fama o anche solo semplicemente allenandosi presso altri Dojo per apprendere nuove tecniche o trovare dei Daymio da servire.

Questo concetto lascia ben intendere il pensiero insito nelle arti marziali della necessità costante di un confronto per la crescita, e mentre oggi vediamo una chiusura ad attività esterne di allenamenti con altri praticanti all'epoca questa era una vero e proprio bisogno.

Non credete ai 'maestri' che vi vogliono cristallizzati dentro a dojo, associazioni, club, per timore che la fuori ci sia qualcosa di meglio, il vero Maestro spinge l'allievo al confronto, gli da magari dei consigli su cosa potrebbe incontrare ma è certo che l'allievo tornerà da lui per il rapporto padre/figlio che si è istaurato.

Wednesday, November 09, 2011

KENSEI 剣聖



Parliamo spesso del termine sensei inteso come maestro, padre (l’equivalente di sifu per le arti cinesi) che il più delle volte nell’epoca attuale indica semplicemente colui che è un passo più avanti di noi nella pratica.

Anticamente in Giappone il sensei era una persona con una spiccata personalità dotato di grande carisma e in alcuni casi era addirittura fondatore della scuola, del ryu, in questo caso ho trovato un termine meno noto ma che viene riportato in alcuni libri di testo : kensei, la parola è costituita da 2 ideogrammi differenti ‘spada’ e ‘santo’.

Qui l’ideogramma di spada può essere inteso anche come ‘pugno’ 拳聖 e in tal caso il termine diventa ‘pugno sacro’ ed è riferito come onorificenza ai più grandi Maestri di Karate dell’ isola di Okinawa tra cui Higaonna Kanryo e uno dei suoi studenti Chojun Miyagi (fondatore dello stile Goju-ryu di karate).

Per quel che riguarda la spada è stato riconosciuto come kensei il famoso spadaccino Miyamoto Musashi.

Resta comunque chiaro che il kensei era una persona dalle leggendarie abilità come spadaccino o guerriero in generale, ma soprattutto il termine era riferito a persone dotate di grandissime doti morali, delle specie di patriarchi, e ricorrono molto spesso in racconti e storie legate alla filosofia Zen come persone molto sagge che evitavano inutili spargimenti di sangue.

Credo che un po’ per lo stile di vita in cui viviamo, un po’ per le ore dedicate effettivamente alla pratica anche da parte dei più assidui e un po’ per la mancanza di doti morali cosi’ elevate il termine kensei attualmente non possa essere riferito a nessuna persona, forse siamo in un’epoca senza ‘santi’….oppure si nascondono molto bene eheheh chi lo sa

Tuesday, November 08, 2011

HAIKU


kami haete
yogan aoshi
satsuki ame

(Basho)

stagione delle piogge:
i miei capelli di nuovo
intorno al pallido viso


Oggi cari amici vi dono un haiku di un grande poeta, per aiutarci a non perdere la poesia nella quotidianità, poche parole per riportare l'attenzione su noi stessi, per non lasciarci travolgere dalla routine quotidiana e per non smettere di apprezzare ogni singolo istante di questa vita cosi' difficile alle volte.

Thursday, November 03, 2011

LIBRI - RACCONTI DEI SAGGI SAMURAI



Che tempi burrascosi !
Si rischia di annerirsi l'animo a contatto con tante brutture, in questi periodi meglio investire in qualcosa che faccia da "balsamo", ho fatto un giro in libreria e mi sono imbattuto in un'altro libro della serie 'racconti dei saggi', di questa collana avevo già acquistato quello dei saggi taoisti e quello dei saggi giapponesi, bellissimi entrambi !

Cosi' mi sono fatto tentare da questo, la grafica è veramente bella e il contenuto mi pare estremamente interessante, ve lo consiglio.

Intanto lascio qualche informazione e una breve sinossi dell'opera.

Racconti dei saggi samurai
Pascal Fauliot


238 pagine
32 illustrazioni a colori
9,5 x 17,5 cm
rilegato in tela con illustrazione incisa
€ 15,00
Attingendo alla tradizione orale, nonché a fonti scritte finora inesplorate, Pascal Fauliot ci propone un’antologia favolosa delle gesta dei samurai, un’élite di gentiluomini che non erano solo guerrieri, ma anche spesso maestri zen e fini letterati. Mettendo in scena i grandi principi delle arti marziali, della strategia, del codice d’onore, della pratica zen, questi racconti dell’età dell’oro dei samurai ci danno lezioni di vita piene di umanesimo e poesia. Ronin, maestri d’armi o fieri daimyo si confrontano con i grandi condottieri della storia del Giappone che furono Oda Nobunaga e Tokugawa Ieyasu.

Monday, October 17, 2011

PROVERBIO CINESE



Mi sono imbattuto casualmente in questo proverbio cinese che ben ricalca la mia situazione attuale:

Bai hei fen ming - lett. [bianco nero dividere chiaro] per dire che si vede nettamente che cosa è bene e che cosa è male, chi ha ragione e chi ha torto...

Nei periodi molto duri della vita possiamo acquisire la consapevolezza e la lucidità di giudizio, possiamo toccare con mano gli abissi e la grettezza dell' animo umano senza nemmeno turbarci più di tanto, ormai non restiamo impreparati o stupiti davanti a ciò ma soprattutto abbiamo imparato quali sono le parole vere dalle false anche se spesso queste ultime possono sembrare allettanti.

Questo essere più vicini alla verità forse è un passo nel Do o Dao...

Monday, October 03, 2011

NEKO TV



Probabilmente alcuni di voi già lo sapranno, comunque vorrei segnalare la recente apertura di questo nuovo canale televisivo sul digitale terrestre.

Si tratta di neko TV e come potete immaginare dal nome è un canale televisivo che si occupa di anime, musica, cosplay e varie dal nostro amato Giappone.

Attualmente in programmazione ho trovato 'Il piccolo guerriero' alias Ninja Sasuke, ma presto ci saranno altri classici, si trovano un po' di info anche in rete e questo è il loro sito in costruzione: NEKOTV

Tuesday, September 20, 2011

IL SUTRA DELLA VITA (QUOTIDIANA)



In qesti momento cosi' difficili la pratica sta facendo il suo buon lavoro, dopo anni di allenamento ecco che posso trarre giovamento dalle ore trascorse nei vari Dojo.

Durante una di queste sessioni di allenamento un amico ha indicato una verità importante che vorrei condividere con voi e che riguarda la recitazione dei sutra..

Non so se vi sia mai capitato di assistere o partecipare o anche solo vedere in un film la recitazione di un sutra, ad un certo punto noterete che il ritmo è scandito in modo sempre più accelerato, in un crescendo quasi ossessivo.
Al di là della cerimonia religiosa, del rituale in se stesso ciò che simboleggia questo cambio di ritmo è in realtà il cambio di ritmo con cui viviamo la nostra vita, magari senza accorgercene, da bambini sembra che tutto scorra lentamente, il tempo non passa ed è magari scandito solo dal trascorrere degli anni scolastici...poi man mano che si cresce il ritmo aumenta, gli oneri anche, fino a che ci ritroviamo da adulti ad essere schiacciati da un ritmo pressante dove non possiamo fare altro che correre, rincorrere le cose e in questa corsa ad ogni passo perdiamo qualcosa di noi, la gioia delle cose semplici, il tempo di un sorriso, la gentilezza e diventiamo sempre più rigidi.

Per chi pratica l'arte marziale (ovviamente senza fini agonistici o rincorrendo glorie e onori) la consapevolezza può essere d'aiuto, e se aggiungiamo alla consapevolezza la verità del gesto quando facciamo un kata con un compagno ecco che ci abitueremo a fare un lavoro e uno studio sull'intenzione che ci farà crescere notevolmente nella pratica e nella vita di tutti i giorni, ci permetterà di guardare il cambio di ritmo e di non lasciarci schiacciare dall' ingranaggio della vita.

Ecco perchè non ha senso cercare di 'fregare' il compagno facendo delle finte, cercando di correre o ricercando degli escamotage per sorprendere, la cosa migliore da fare per migliorare e per permettere all' altro di studiare è portare la tecnica con assoluta sincerità.

Tuesday, September 06, 2011

COMBATTERE



Combattere, cosa significa questa parola?
Per noi marzialisti spesso è una sorta di illusione, pensiamo di saper combattere perchè abbiamo un alto grado, qualche riconoscimento, riusciamo a mettere energia in un kata o nella migliore delle ipotesi ce la caviamo con lo sparring...
E allora ci sentiamo di essere dei 'Fighter' come si usa dire adesso nel gergo..

Poi arriva la vita, l'unico avversario in grado di metterti alla prova sul serio, arriva una malattia grave o più semplicemente (il mio caso) arrivano 75 giorni di attesa prima di una raccomandata con ricevuta di ritorno che comunicherà che siete stati licenziati per un non ben precisato stato di crisi o ridimensionamento aziendale.

In 24 ore, tempo necessario per renderti conto di cosa sta accadendo senti tutte le tue certezze crollare, come un pavimento che si sbriciola sotto ai tuoi piedi...vedi i tuoi progetti che avevi pianificato da tempo dissolversi come una bolla di sapone che sfuma i colori iridescenti e sparisce di botto...poi arriva la fase della consapevolezza, del sentire te stesso e del guardarti con occhi nuovi, disillusi, è come se improvvisamente fossi maturato di 10 anni.

Credo che se riuscirò a fare tesoro di questa esperienza la mia pratica ne gioverà parecchio, dobbiamo sempre tenere a mente che non esistono certezze e nella vita c'è insito il cambiamento, a noi spetta allenarci per cambiare forma come l'acqua che si adatta ad un recipiente.

Friday, August 05, 2011

IL MAESTRO CATTIVO e IL CATTIVO MAESTRO


Mi ripeterò, ma noi occidentali abbiamo un' idea profondamente deformata della figura del maestro di arti marziali e questo rappresenta un pericolo vero e proprio che parte dal mal riporre la nostra fiducia e nel perdere il denaro, e arriva a subire violenze psicologiche o fisiche (come spesso capita tristemente di leggere nelle notizie di cronaca quotidiana) per il carisma che molto spesso possiedono queste persone.

Oppure in realtà semplicemente perchè noi glielo permettiamo e nulla di più, mi è capitato di sentire discorsi fra praticanti donne che tolleravano attenzioni fuori luogo nei loro confronti perchè 'ma si tanto dai lui è il maestro' oppure ancora istruttori (perchè questo è il termine più opportuno) che pur essendo persone piene di problemi si ergono al rango di maestri di vita che si permettono quindi di consigliare gli allievi su questioni personali al di fuori della pratica.

Attenzione, veramente attenzione perchè questo è un gioco che può portare a conseguenze gravi, se io do un consiglio inadeguato ad un allievo poi sarò il responsabile della sciocchezza che gli ho fatto fare, il vero Maestro è quello che conosce la Via, la sta percorrendo e la indica al suo allievo in base alle possibilità che questi ha, non esistono ricatti, forzature, tutto questo è contrario ai principi stessi di armonia delle arti marziali.

Chi insegna si attenga a mostrare la Via con il proprio esempio,le proprie azioni e in tal caso gli allievi non tarderanno a seguirlo, un buon Maestro è degno di rispetto perchè per primo rispetta gli allievi, li può spingere fino al loro limite durante la pratica per addestrare il corpo e la mente ma la coercizione, è un altro discorso.

Da allievi quindi facciamo sempre funzionare il cervello anche durante la pratica !

Wednesday, August 03, 2011

LA POLITICA NELLE ARTI MARZIALI


..e oggi siccome mi sento la mente lucida e serena voglio affrontare un argomento decisamente spinoso: cosa ne pensate della 'politica' nelle arti marziali?

mi spiego meglio, nel panorama italiano per quel che ho potuto notare attorno alla pratica, che dovrebbe essere un qualcosa di esclusivametne benefico per il fisico (e di conseguenza portare energia e positività nella mente), fioriscono contrasti interni, si covano rancori, malesseri che non fanno bene non solo a chi li riceve soprattutto direi nuociono gravemente a chi li architetta e a chi deve assistere a questi penosi spettacolini e la conseguenza finale è che la stessa pratica marziale viene screditata.

ho avuto modo di recente di fare 4 chiacchiare con un collega ex praticante assiduo di Shaolin e oggi appassionato di tennis, la motivazione è sempre la medesima: cocente delusione e diciamocelo francamente pazienza terminata. alla fine è un po' come se ci crollasse un mito tanto allenamento, tanto impegno, tante belle parole per raggiungere il non attaccamento alle cose ... e poi la miseria umana davanti ai nostri occhi.

forse anche questo fa parte della pratica, rendersi conto che in nessun ambiente siamo esonerati dalle delusioni, che molto spesso chi riveste ruoli di "punta" non è un illuminato, anzi forse se è li è proprio grazie alla sua competitività, al suo ego al suo modo di pensare macchiavellico 'il fine giustifica i mezzi' (ecco un altro punto di vista, che ben si discosta all'idea che noi occidentali ci siamo fatti del Maestro)...

penso si debba tornare alla semplicità, lasciando che i rumori di quanto accade attorno siano echi sempre più distanti.

a chi si accosta per le prime volte alle arti marziali consiglio di non lasciarsi trascinare in dispute e diatribe ma di portare sempre la pace, e consiglio di guardare il Maestro, non tanto le abilità o le tecniche che possono impressionare, ma semplicemente come vive, quale è la sua qualità della vita, se irradia gioia di vivere, simpatia, positività, se è circondato da amici e se il clima di pratica è disteso, altrimenti non esitate a cambiare

a chi pratica da molti anni consiglio (e mi dico) di non disperdere energie, di tenere il centro, di conservare la voglia di imparare guardando con gli occhi di un bambino e lasciare glorie e "allori" a quanti li ricercano, magari non diverremo mai numeri 1 ma meglio essere un 999 e trarre benefici in termini di salute e migliorare la vita che esser un 1 tutto solo soletto lassù in cima...

ricordiamo che contano più le azioni che le parole, sono quelle a cui dobbiamo dar peso, Bruce Lee rese molto bene questo concetto racchiuso in questa frase che voglio citare:

"Verrai giudicato in base alle tue azioni. Se farai un asino di te stesso, ci sarà sempre qualcuno pronto a cavalcarti.
L'esibizionismo rappresenta l'idea di gloria dello sciocco"

Thursday, July 28, 2011

LIBRI - La nobile arte dell'insulto di Liang Shiqiu



Di ritorno dalla breve vacanza immerso nella natura mi sono ritrovato catapultato nella jungla cittadina che mi è sembrata ancora più ostile: un mondo fatto di prevaricazione, scarsa educazione e ansie distribuite gratuitamente contro tutto e tutti, quale miglior medicina per l’anima oltre alla pratica, la lettura ! Cosi’ quasi per caso mi sono ritrovato in mano questo librettino dal titolo decisamente particolare eheheh.

Ma non lasciatevi ingannare non si tratta di un libro scherzoso, anzi lo definirei una piccola perla che racchiude molto del pensiero orientale classico taoista, sottile e raffinato merita una lettura attenta perché ha davvero molto da insegnare.

Vi posto una breve sinossi dell’opera:

Liang Shiqiu scrisse nel 1926 questo piccolo trattato che viene qui presentato per la prima volta in traduzione integrale in una lingua europea. "L'intento di questa breve trattazione, - come scrive l'autore, - è quello di offrire un generale aiuto a tutti coloro che vogliano trarre vantaggio in una disputa,illustrando in modo sintetico come sia possibile sviluppare la tecnica dell'invettiva nei suoi vari aspetti". Un libro che affonda le radici nella conoscenza disingannata della vita e nell'arte di stare al mondo di chi ne ha viste di tutti i colori. Una piccola perla dal tagliente sarcasmo, pressoché ignota al di fuori della Cina.

Thursday, July 07, 2011

VA-CAN-ZE !!!!!



E finalmente il Samu se ne parte alla volta del Mediterraneo caldo e accogliente lasciando le desolate lande del nord ;)...ci si risente fra 2 settimane
auguro a tutti voi una estate piena di sole, mare, monti, albe e tramonti da mozzare il fiato ma soprattutto tanta pace, serenità e amore...

Tuesday, July 05, 2011

PROVERBIO GIAPPONESE



勝ちに不思議の勝ち有り
Kachi ni Fushigi no Kachi Ari (ci sono vittorie misteriose)
負けに不思議の負け無し
Make ni Fushigi no Make Nashi (non esistono misteriose sconfitte)

Il senso di questo bel proverbio giapponese, come forse potrete intuire è che la chiave del vero progredire nella pratica è l’umiltà…alle volte posso ‘vincere’ e in tal caso non ha nemmeno senso chiedersi perché, è piuttosto utile interrogarsi invece come mai qualcosa non è andato come desideriamo.

Attualmente la tendenza a cui possiamo assistere nella nostra società, in ambito lavorativo ad esempio è quella non tanto di voler risolvere un problema ma di trovare il colpevole, in tal modo saremo scaricati da qualsiasi responsabilità.
Questo modo di pensare che oggi viene etichettato come un modo molto furbo e intelligente crea delle persone codarde che si privano dell’occasione per migliorare.

Trasportando questo pensiero in ambito marziale immaginiamo quanto sia deleterio un comportamento simile…se io sono sicuro che il mio sho-men è perfetto non lo potrò certo mai migliorare, se quando sbaglio o vengo sconfitto non indago sul vero perchè è accaduta questa cosa sarò destinato a non risolvere la situazione che permarrà in una condizione stagnante fino a che deciderò con coraggio di analizzare i miei errori.

La cosa bella della vita è che ci da possibilità di migliorarci ma sta a noi cogliere l’occasione con la mente serena altrimenti generalmente riproporrà il problema svariate volte sempre con una maggiore gravità quasi ad obbligarci ad una presa di coscienza.

Cerchiamo di essere più severi con noi stessi che con gli altri, soprattutto se ricopriamo una posizione ‘di comando’ o ‘di responsabilità’.

Monday, July 04, 2011

FILM - おくりびと (Okuribito - DEPARTURES)



Un film di tutt'altro genere rispetto a quello descritto nel precedente post è Departures (in giapponese , Okuribito) ,un film giapponese del 2008 diretto da Yojiro Takita.

Il film vincitore di numerosi premi ha superato le aspettative del regista stesso che temeva (dato che l'argomento è considerato un po' tabù in Giappone) non avesse grande successo.

Si tratta infatti di un film con un tema molto impegnativo: l'estremo viaggio, la morte che tuttavia viene affrontata in modo molto sereno, rispettoso e oserei dire amorevole, le cure del tanatoesteta rasentano la premura della madre nei confronti del figlio chiudendo un ciclo di vita e morte che si alterna come le forze dello yin e dello yang.

Vi posto una breve trama per capire di cosa si tratta:

Il film racconta la storia del giovane violoncellista Daigo Kobayashi (Masahiro Motoki), che si trova improvvisamente disoccupato in seguito allo scioglimento dell'orchestra nella quale suonava da anni. Per motivi economici decide di tornare, con la moglie Mika (Ryoko Hirosue), nel suo paese natale, Sakata. Sfogliando il giornale, Daigo trova un annuncio di tale agenzia NK che cattura la sua attenzione: "assistiamo coloro che partono per dei viaggi"; convinto che si tratti di un'agenzia di viaggi, telefona e fissa il colloquio. Il giorno del colloquio Daigo scopre con grande stupore che l'agenzia non si occupa di viaggi, bensì dell'ultimo viaggio, ovvero svolge le tradizionali cerimonie giapponesi di preparazione dei defunti di fronte al resto della famiglia.

Un film che consiglio a persone mature e che abbiano voglia di seguire per 2 ore circa la gestualità raffinata che rasenta la perfezione di un kata eseguito da un maestro.