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Thursday, June 30, 2011

FILM - Jûsan-nin no shikaku - 13 assassini




Ieri sera mi sono concesso una serata al cinema: finalmente un film che non appena uscito aveva suscitato il mio interesse e devo ammettere che questo splendido jidai-geki non ha deluso le mie aspettative.

Attori capaci di emozionare, di suscitare sentimenti, ottime le scene di duelli, veritiero il caos della battaglia,intelligente e strategico come una partita di go non è un film comunque per tutti. Non credo che sia per soli appassionati di spada, piuttosto se da un film sapete apprezzare il fruscio delle vesti, la mimica dei volti, la cura del particolare allora ve lo consiglio altrimenti meglio evitare per non incappare in delusioni.

Pur essendo un film storico a mio avviso si presta veramente bene ad una interpretazione in chiave moderna, l'abuso di potere a cui possiamo assistere disgraziatamente in molti settori (nel campo lavorativo ad esempio o politico) viene delineato dal punto di vista psicologico molto bene, ed in particolare ho apprezzato anche la fine destinata a coloro che hanno la responsabilità di sostenere questi despoti sperando di ricevere qualche ricompensa...ma non vi anticipo nulla.

Vi posto invece una breve trama del film:

Il nobile samurai Shinzaemon Shimada riceve in segreto l'incarico di assassinare il crudele signore feudale Naritsugu in seguito alla sua violenta ascesa al potere. Insieme a un gruppo di abilissimi samurai, Shinzaemon progetta un'imboscata per catturare il feudatario. Naritsugu è protetto da un letale esercito capeggiato dallo spietato Hanbei, acerrimo nemico di Shinzaemon, e gli impavidi samurai sanno che stanno per avventurarsi in una missione suicida.


Monday, June 27, 2011

ANIME E MANGA - Pom Poko (平成狸合戰ぽんぽこ,, Heisei TanukiGassen Ponpoko)




Sabato sera ho avuto modo di fare un giro presso una rivendita di DVD usati post noleggio e solitamente se si ha pazienza frugare nelle ceste può portare a buoni frutti :) , mi aveva colpito la copertina molto simpatica, nel classico stile di animazione giapponese del film POM POKO uscito per l’home video in Italia il 13 febbraio di quest’anno.

Il film è uscito in giappone parecchi anni fa (1994) diretto da Isao Takahata e tratto dal racconto Futago no hoshi di Kenji Miyazawa, lo consiglio ai fans di Miyazaki visto che il produttore esecutivo è proprio questo bravissimo regista di anime, e anche la casa di produzione è la famosa Studio Ghibli con tanto di profilo di Totoro ehehehh (^^).

Come per tutti i film di Miyazaki il tema portante è l’attenzione per la natura e una spiccata vena di denuncia ecologista in più l’anime è popolato da numerosi personaggi tradizionali del folklore giapponese: divinità, spettri…ma anche i protagonisti fanno parte del folklore giapponese infatti si tratta dei Tanuki la cui statua è spesso posta al di fuori dei locali dove si beve sakè…(ehehheeh)…

Vi posto una breve trama trovata in rete:
Il lungometraggio narra della lotta dei tanuki per riconquistare la collina di Tama, nei pressi di Tokyo, strappata agli animali per farne un quartiere residenziale. Questo lungometraggio ci presenta moltissimi tratti caratteristici della cultura, religione e folklore giapponese. Il titolo stesso può essere difficilmente intelligibile ad uno spettatore non avvezzo alla cultura giapponese.
Il film si svolge nell’era Heisei, che abbraccia gli ultimi diciassette anni, dalla morte dell’imperatore Hirohito, che segnò la fine dell’era Showa. Il calendario giapponese dedica il nome dell’era all’imperatore che siede al trono; il conteggio degli anni in un’era inizia dal momento dell’ascesa al trono dell’imperatore e si conclude con la sua morte. L’era Heisei è iniziata nel 1989 con l’ascesa al trono dell’imperatore Akihito; l’anno 2006 corrisponde quindi al 17º anno dell’era Heisei.
I protagonisti sono animali chiamati tanuki, un cane-procione, fisicamente simile al procione ma appartenente alla famiglia dei canidi. I tanuki sono molto diffusi in Giappone e in generale in tutta l’Asia ma non sono presenti in Italia. In Giappone le leggende vogliono che alcuni animali abbiano la capacità di trasformarsi, e si pensa che gli animali più abili siano i kitsune (volpi) e i tanuki. In Heisei tanuki gassen ponpoko, quindi, la capacità di trasformazione dei tanuki non è un mero espediente narrativo per rendere il film più divertente e appetibile, ma è la trasposizione cinematografica di una leggenda millenaria.
La parola Pompoko che troviamo nel titolo non è traducibile invece in italiano. Pom Poko è la trascrizione onomatopeica del rumore che producono i tanuki quando usano i loro stomaci come tamburi, credenza assai diffusa in Giappone.


E’ un film che mi sento di consigliare a tutti gli amanti del Giappone indipendentemente dall’età.

Ps. Forse sono un tanuki anch’io vista la difficoltà di adattarmi alla vita nella grande metropoli ehehhe

Monday, June 13, 2011

ANIME E MANGA - GANON



Sabato ho fatto un giretto nella mia fumetteria di fiducia, e complice anche una grandinata improvvisa mi sono trattenuto un po' più del previsto..cosi' la mia attenzione è stata catturata dalla copertina del primo volume di questo manga storico decisamente accattivante.

Da una prima lettura sembra molto bello, originale che il protagonista combatta con una sorta di naginata e non con la più diffusa spada poi i disegni sono ben fatti e la trama (che vi posto qua sotto assieme a qualche altra info) lo rendono un acquisto che consiglio a tutti gli appassionati del Giappone storico :)

È la vigilia della restaurazione Meiji. La capitale Kyo è precipitata nel caos: assassini misteriosi sbucati dal nulla uccidono senza mostrare pietà decine di samurai! Un guerriero solitario affronta eroicamente il nemico brandendo una naginata dalla strana foggia e diventa l’Oni della vendetta.
Noboru Rokuda, il geniale autore di F e Dash Kappei (Gigi la Trottola), ci catapulta nel Giappone del 1800 con una storia violenta e drammatica che lascerà a bocca aperta i fan dei “gekiga”.

Autore Noboru Rokuda
Formato 13×18, B., B/N
Pagine 216
Euro 6,50

Thursday, June 09, 2011

AH SI?



C'è un racconto Zen, classico che mi ritorna spesso alla mente soprattutto scontrandomi con la quotidianità...molte volte capita che pur essendo persone rette in questa società sopita e aggressiva, vigliacca e maldicente siamo oggetti di vilipendio e offesa.
Difficile non turbarsi, è come se le acque dentro di noi ribollissero è come se ogni parte del nostro essere vorrebbe urlare 'non è vero, non è cosi è una ingiustizia'...ma per qualche ragione o questa cosa non è possibile o comunque non porterebbe nessun frutto...allora difficile lasciar andare vero?
Posto questo raccondo augurando a noi tutti di farcela a essere illuminati al pari del protagonista...

Il maestro di Zen Hakuin era decantato dai vicini per la purezza della sua vita. Accanto a lui abitava una bella ragazza giapponese, i cui genitori avevano un negozio di alimentari. Un giomo, come un fulmine a ciel sereno, i genitori scoprirono che era incinta. La cosa mandò i genitori su tutte le furie. La ragazza non voleva confessare chi fosse l'uomo, ma quando non ne poté più di tutte quelle insistenze, finì col dire che era stato Hakuin. I genitori furibondi andarono dal maestro. « Ah sii » disse lui come tutta risposta. Quando il bambino nacque, lo portarono da Hakuin.Ormai lui aveva perso la reputazione, cosa che lo lasciava indifferente, ma si occupò del bambino con grande sollecitudine. Si procurava dai vicini il latte e tutto quello che occorreva al piccolo. Dopo un anno la ragazza madre non resistette più. Disse ai genitori la verità: il vero padre del bambino era un giovanotto che lavorava al mercato del pesce. La madre e il padre della ragazza andarono subito da Hakuin a chiedergli perdono, a fargli tutte le loro scuse e a riprendersi il bambino. Hakuin non fece obiezioni. Nel cedere il bambino, tutto quel che disse fu : « Ah sì? »..

Tuesday, May 31, 2011

交剣知愛 KO KEN CHI AI


Proseguendo nella pratica e osservando gli errori madornali che vengono compiuti quando manca il giusto sentire, il giusto scopo, soprattutto per chi ha l'onere e l'onore di insegnare, vorrei spendere due parole sul concetto di KO KEN CHI AI.

Ko Ken (交剣) significa 'incrociando le spade', mentre Chi Ai (知愛) significa 'conoscere l'amore'.

No bhè non fraintendete può anche essere che vi troviate la fidanzata sul tatami (^O^) ma il senso della frase non è quello, potrebbe essere tradotto in modo non letterale come 'conoscere l'amore universale attraverso la pratica'.

In parole povere quando pratico devo voler bene al mio compagno in modo da permettergli di studiare e di progredire, non hanno senso gli atteggiamenti vessatori verso chi è più principiante,o comunque (cosa che purtroppo mi è capitato di notare) l'ostacolare il compagno, non permettergli per qualche ragione di portare a buon fine una tecnica.

Molto spesso viene a mancare il concetto che se si progredisce assieme si progredisce tutti, e allora si iniziano a nascondere le tecniche, i kata diventano appannaggio di pochi e diventano 'moneta di scambio' per acquistare qualcosa, credo che tutto ciò sia lontano miglia dal concetto di pratica che porta beneficio e benessere al fisico e alla mente tanto decantato dagli orientali.

Soprattutto chi insegna dovrebbe prestare attenzione al clima presente nel Dojo e incoraggiare l'armonia tra praticanti.

Friday, May 27, 2011

ADATTABILITA'


La vita non è mai ristagno. E' movimento continuo e irregolare, perpetuo cambiamento: le cose vivono muovendosi e nel procedere acquistano forza.

Sii duttile. Quando un uomo è vivo, è elastico e cedevole, quando è morto diviene rigido. L'adattabilità è vita e la rigidità è morte , sia che si parli del corpo, della mente o dello spirito dell'uomo.


(Bruce Lee - Pensieri che colpiscono)

Anche il grade Bruce Lee era consapevole dell'importanza di sapersi adattare nei combattimenti e nella vita di ogni giorno.

Ogni volta che penso a questo concetto mi raffiguro l'elemento base per la vita: l'acqua...quale miglior elemento si adatta completamente , cambia forma a seconda di dove si trova e cambia addirittura stato fisico (da ghiaccio, a vapore acqueo, a pioggia...) in un ciclo continuo.

Mi piace il concetto che esprime questo grande Maestro quando dice che le cose muovendosi acquistano forza, mentre noi spesso le freniamo...basti pensare a quando tiriamo un pugno: se il resto del corpo partecipa all'azione con estrema morbidezza avremo la sensazione che man mano la corsa prosegue il pugno acquisti potenza, al contrario quando tiriamo un pugno rigidi, contratti è come se lo frenassimo contraendo i muscoli.

Se vogliamo invece estrapolare dalla pratica dell'arte marziale questo concetto pensiamo alla vita quotidiana, vi è capitato immagino di opporvi per un periodo di tempo ad una situazione frenandola (per timore o per cercare di controllare il tutto) e poi ad un certo punto lasciate andare e le cose iniziano a fluire liberamente.

Sono tanti i punti di vista a cui possiamo applicare questo principio, la grandezza di Bruce e dei suoi scritti è proprio quella di parlare in modo semplice e diretto a tutti, marzialisti e non, se avete occasione vi consiglio di accostarvi a qualcuno dei suoi libri: contengono validi elementi di riflessione.

Aggiungo anche un piccolo particolare, molti sono i marzialisti che leggono le parole di Bruce, alcuni insegnanti anche, quasi considerassero una specie di discorso a tu per tu tra grandi dell'arte marziale, però poi non ne sono minimamente toccati, restano impermeabili alle parole.

A queste persone do' un consiglio: forse prima di aprire il libro è meglio abbassare l'ego.

Tuesday, May 24, 2011

SORPRESA


...usate tattiche diverse e cogliete l'avversario di sorpresa. Quando il vostro oppositore si aspetta la montagna fategli trovare il mare, quando si aspetta il mare dategli la montagna. Meditate su questo.

Miyamoto Musashi


Questa mattina sono inciampato in questa frase contenuta nel libro che sto leggendo...come spesse volte accade quando leggiamo qualcosa che ci tocca particolarmente iniziamo a rapportarla alle nostre esperienze, in questo caso il pensiero di Musashi mi sembra un elogio alla morbidezza e adattabilità solo cosi' sarà possibile non vincolarsi all' avversario.

Se io mi muovo seguendo una forma prestabilita che ho nella testa sarà molto difficile poter cambiare da montagna a mare, al contrario se io resto più neutro possibile potrò sorprendere chi mi è di fronte facilmente.

Certo io per primo mi rendo conto che la morbidezza non è cosi' semplice da raggiungere, soprattutto quando il nostro avversario magari ci innervosisce.

Altra cosa da tener presente è che non dobbiamo banalizzare, sorprendere qualcuno, soprattutto se si tratta di un avversario esperto non è facile, se penso di usare un effetto a sorpresa attaccando prima con un pugno sinistro e poi un destro o prima lentamente e poi velocemente peccherò di prevedibilità...ecco perchè la pratica di un' arte marziale, come qualunque altra arte implica una dose di creatività, spesso non teniamo conto di questa cosa...

Monday, May 16, 2011

LONGAN



Ieri sera una mia amica cinese mi ha portato dei frutti particolari, si tratta dei 'longan' o 'occhi di drago', il frutto simile al litchi è decisamente gustoso e dolce, il nome 'occhi di drago' deriva dall'aspetto del frutto che assume una volta sbucciato, traslucido e trasparente rivela al suo interno un nocciolo scuro che è simile ad una pupilla...

Cresce in grappoli numerosi che penzolano dai rami, i longan possono anche essere essiccati (cinese: 圓肉; pinyin: yuánròu; letteralmente "carne rotonda") e sono spesso usati nella cucina cinese e nelle zuppe dolci cinesi da dessert. Nella dietetica e nella medicina cinesi, si crede che la pianta abbia un effetto sul rilassamento.
In contrasto con il frutto fresco, che è bianco e succoso, la polpa dei longan essiccati è marrone scura, tendente quasi al nero. Nella medicina cinese il longan, in gran parte come il litchi, è considerato un frutto "caldo".

Viene sovente utilizzato per preparare una zuppa dolce da servire alle donne che hanno partorito per rimetterle in forze.

A me è piaciuto tantissimo, vi consiglio di assaggiarlo...

Monday, May 09, 2011

KOIGUCHI



...e parliamo ancora di carpe, come possiamo vedere le carpe koi sono un tema molto ricorrente nella cultura orientale, simbolo di longevità sono un soggetto anche utilizzato per gli irezuna, i tatuaggi classici giapponesi.

quello che vediamo invece nella foto è un koiguchi, letteralmente 'bocca di carpa' che alcuni attenti praticanti di iaido o di spada giapponese avranno facilmente riconosciuto, altro non è che l'ingresso del saya (fodero).

il koiguchi è un punto sempre oggetto di grande attenzione in quanto a seconda del posizionamento (verticale, orizzonale, a 45°...) consente di estrarre e quindi effettuare il taglio in differenti direzioni e tipi di estrazione, è molto importante anche acquisire sensibilità nell' individuarlo durante la pratica del rinfodero.

Thursday, May 05, 2011

KODOMO NO HI



TANTI AUGURI A TUTTI I BIMBI GIAPPONESI (^O^)Y
oggi è la festa dei bambini, e conclude la Golden Week il periodo più lungo di festività giapponesi, è una festa tradizionale molto antica.

Tipica usanza di questa festa per coloro che hanno avuto la nascita di un bambino maschio è quella di far volare un aquilone a forma di carpa chiamato 'koinobori'.

Tuesday, May 03, 2011

RIFLESSIONI



Con il passare del tempo e dei vari allenamenti, piano piano si delinea sempre di più in me l'idea della pratica a 360 gradi quella che ti porti dietro tutti i giorni...

Praticando con persone differenti credo si senta molto l'esigenza di avere una mente imperturbabile, non-mente...mi sono spesso chiesto da che parte iniziare per arrivare a questo traguardo cosi' "ambizioso".

In questo ammetto che la spada giapponese non mi ha aiutato moltissimo, mi è stato Maestro il kung fu, forse perchè più diretto e verace come un bicchiere di buon vino rosso.

Quello che io ho notato è che il punto di partenza è l'osservazione di chi ho di fronte, una osservazione molto accurata, ma che da informazioni dettagliate con solo uno sguardo (il mio Sifu solo con uno sguardo riesce a capire se sto pesando sul pavimento, se ho 50% più 50% del peso equamente distribuito tra lato destro e sinistro, se mi muoverò con il tantien o meno e quindi se l'attacco andrà o meno a buon fine...)...fronte corrugata, spalle alzate, rigidità denotano una certa tensione oppure mancanza di coraggio a guardarti negli occhi (da parte di un praticante che non sia principiante) denotano una mancanza di sincerità nella pratica (atteggiamento, ahimè diffuso alle volte ).

Una volta acquisita questa mole di dati è importante farne buon uso, mi spiego: io so una cosa che lui non sa e questo è un vantaggio...non sprechiamolo ! Arrivati a questo punto è facile sfociare nel giudizio (quello che ho davanti è uno -bip-) e in tal caso tutto il nostro sforzo, la nostra analisi sarà vanificata perchè di sicuro anche io diventerò rigido, in preda all'ira...e la mente imperturbabile va a farsi friggere, basta un attimo.

Torniamo alla nostra fredda analisi ho i dati, non esprimo giudizi, ho tutto il tempo di reagire ad un comportamento simile
posso stuzzicare il malcapitato, magari prendendolo un po' per i fondelli se il mio spirito è giocoso, posso decidere che non vale la pena reagire, mi basta la soddisfazione dell' analisi, sorridere e pensare 'quanto sei -bip-' con tanto di lampadina che lampeggia, se il mio spirito non è particolarmente aggressivo.

Ma anche questo è un errore....ho impegnato la mente a reagire, ha ragione il mio Sifu quando dice che mi devo allenare di più, che mentre pratico o faccio sparring il mio spirito deve essere come se fossi a casa, seduto sulla poltrona a leggere un libro...in tal caso il corpo sarà flessibile, rapido....ma per ora non vado più in la di questo eheheheh....'tanto tanto keiko'...è proprio vero...

Monday, May 02, 2011

FILM - KUNG FU WING CHUN



Tempo fa presi questo DVD cinese che narra la storia della nascita del kung fu stile wing chun, non sto a riportarvi per intero la storia perchè vi sono numerosi siti in rete che spiegano la nascita di questo bellissimo stile di kung fu vi accennerò solo che il fondatore era una donna, una monaca e già da questo si può intuire l'originalità di questo stile estremamente efficace che non si basa sulla forza o sulla possenza fisica...

Il film che ho visto in cinese con sottotitoli in inglese è davvero ben realizzato, spiritoso quanto basta per non guastare l'atmosfera dei combattimenti, gli attori molto capaci...se siete appassionati di kung fu o praticate come me questa bella arte marziale non esitate a prenderlo vale la pena :)

Thursday, April 28, 2011

PUBBLICITA' (^O^) Y



Due anni fa, una mia cara amica di pratica spinta dal suo Sensei decise di intraprendere l'arduo compito di aprire un Dojo di kenjutsu, dopo notevole impegno per trovare il luogo adatto in una città caotica e business-oriented come Milano ebbe la fortuna di incontrarsi con i gestori del centro Funakoshi, luogo storico per l'insegnamento del karate-do e dello yoga.

Il Dojo cresce bene ed è frequentato da parecchie persone dai 13 ai 50 anni che praticano in armonia e serenità, mi sento quindi di fare un po' di pubblicità alla struttura, se vi va di provare qualche lezione gratuita andate a trovarli di mercoledi' dalle 19.30 alle 21.00.


KEN BU KAN DOJO
presso
FUNAKOSHI CLUB
Milano, P.le Nizza, 5 - Tel.: 02 6887171 - Cell.: 349 2403166

Wednesday, April 27, 2011

三磨の位 SANMA NO KURAI


Una delle scuole più antiche e famose di kenjutsu, la Yagyu Shinkage-ryu (柳生新陰流) aveva individuato questo termine SANMA NO KURAI che letteralmente significa '3 livelli di politura o affilatura' (riferiti alla lama della spada) per indicare i 3 livelli di apprendimento differenti di uno spadaccino.

Il praticante di spada viene paragonato ad una lama da rendere sempre più affilata ed efficace, mi piace questo paragone rende bene l'ida del reale lavoro che dobbiamo fare su noi stessi durante la pratica, in realtà non dobbiamo infatti 'aggiungere' ma 'togliere' abbandonare pesi (mentali) man mano che cresciamo.

Ma vediamo quali sono questi 3 livelli:

1. Narau (習う) – imparare, il processo di acquisizione delle informazioni, quindi andare a lezione, osservare attentamente le spiegazioni del Sensei e osservare i Sempai. Raccogliere materiale, a questo livello viene anche la voglia di documentarsi con libri, riviste, o nei tempi moderni 'navigare' in rete...

2. Keiko (稽古) – praticare, è il momento della 'quantità' bisogna cioè praticare più ore possibili per trasformare le nozioni in abilità pratica, non si sente più cioè con la testa ma con il corpo, questo è senz'altro l'ostacolo maggiore che abbiamo oggi perchè in parte una volta raccolte le informazioni si pensa già di sapere tutto e in parte perchè non si desidera più fare fatica e ogni piccola difficoltà ci fa demordere. Questo è uno dei motivi per cui oggi le arti marziali non sono più 'di moda' : ci si iscrive si acquista il doppio del necessario e poi non si viene più a lezione...

3. Kufu (工夫) – ottenere la profonda conoscenza, essere dentro all' arte e tendere alla perfezione, è la fase della 'qualità' e data l'elevata difficoltà che presenta a mio avviso deve essere un po' l'unione del punto 1 e 2 più qualcosa ancora che in questo momento non ho afferrato...

Wednesday, April 20, 2011

BUONA PASQUA





Buona Pasqua e Felice Festa di Primavera, il Samu si ritira per qualche giorno a romper uova di cioccolata....
eh bhè mica sempre si deve solo praticare eheheh

SAGGE PAROLE...



L'azione più potente che si possa compiere è cedere. Occorre maggior forza per non reagire ad una situazione negativa che per reagire e alimentare la negatività.

Friday, April 15, 2011

TAITO


Taito (tai-to) è un comando che viene dato durante le lezioni di spada giapponese, più spesso a kendo, nel kenjutsu si sottointende nell' atto stesso di prendere il kamae, la guardia base.

Taito potrebbe essere tradotto come 'indossare la spada' e cioè posizionare la spada a fianco all'altezza dell' obi (cintura) con il pollice che controlla la tsuba (elsa) con la tsuka kashira (il fondo dell'impugnatura della spada) davanti al seika tanden a protezione, il braccio rilassato e in una posizione naturale.

La tsuka kashira alla fine è un po' il nostro unico scudo, diversamente da altre culture in quella giapponese non esisteva uno scudo per i guerrieri samurai e quindi questo particolare riveste notevole importanza anche perchè la posizione della tsuka kashira è quella che prenderà la lama una volta sfoderata.

Tutta l'operazione di taito lascia intendere anche una preparazione mentale però non solo fisica, ci si prepara idealmente al duello, al kata, alla dimostrazione e quindi ci vuole grande concentrazione e uso dell' intenzione. Molte volte vediamo persone che si mettono in guardia in modo distratto e questo non è un buon inizio !

Come ho già scritto nella spada giapponese e nella vita di tutti i giorni non perdiamo attenzione per le piccole cose, i piccoli gesti, questo aiuterà anche per evitare di cadere nella routine.

Monday, April 11, 2011

LOTTA A TERRA



E' da poco che ho iniziato a studiare lotta a terra, a mio avviso insegna moltissimo:

Se cadi a terra non è detto che questa situazione sia sempre svantaggiosa, se sei in basso puoi tirare giù l'avversario.

Con la calma della mente possiamo ribaltare facilmente le situazioni a nostro vantaggio.

Risparmiare energia, non disperderla dibattendosi inutilmente.

Imparare ad osservare le cose da un'altra prospettiva.

Segui il principio di JU cedevolezza, una cosa rigida si rompe una flessibile si adatta.

Dovremmemo applicare di più la lotta a terra nella nostra vita quotidiana...

Wednesday, April 06, 2011

LIBRI - LA CALMA di Chuang-Tzu


La calma
la quiete del saggio non è semplice inerzia; egli è quieto perchè accoglie tutti.


Il prezioso insegnamento di uno dei più grandi padri della cultura e del pensiero cinesi.
Fondatore, nel IV secolo a.C. , della filosofia taoista.
Come conquistare la calma dello spirito, mantenere un mondo di pace e recuperare l'armonia cosmica oltre la superficie dei conflitti.
Storie divertenti, dialoghi paradossali, favole e sentenze in un capolavoro letterario di ironia e arguzia che arriva dritto al cuore e alla mente dei lettori.


Proprio oggi ho iniziato a leggere questo libro, spero di trarre un buon insegnamento mi piace molto il concetto di calma come accoglienza, come non-contrapposizione che è invece l'esatta cosa che vediamo ogni giorno davanti ai nostri occhi, purtroppo non si sa più accogliere le persone, sembra più facile opporsi e allontanarle...

Tuesday, April 05, 2011

WA



L'ideogramma che vediamo accanto è quello di WA che significa pace, accordo o armonia.

A mio avviso componenti indispensabili per vivere serenamente sia la quotidianità che l'arte marziale, ultimamente molto spesso mi trovo a pensare che la vita di ogni giorno sia insita nell' arte marziale e viceversa, sento sempre di meno quel confine tra quando vesto con tshirt e jeans a quando indosso keikogi e hakama...

Di conseguenza praticare senza pace e armonia o comunque in un ambiente poco sereno mi risulta veramente difficile...perchè alla fine la domanda sorge spontanea: perchè praticare ?
Per essere più forti e dominare gli altri ? Per un grado, un riconoscimento che nutra la nostra autostima ?

Ognuno troverà una sua risposta, non sta a me giudicare quale sia il motivo giusto per percorrere il Do o Dao, posso dare la mia risposta, personalissima:
pratico per divertirmi, per stare bene con me stesso e con gli altri, qualcuno potrebbe giudicare scandalosa la mia risposta, o i miei intenti poco seri e lontano dall'idea di Budo come sofferenza.

Per noi occidentali l'arte marziale è sofferenza, ci piace pensarla cosi', siamo stati bombardati da film dove mostrano come l'arte marziale sia sangue e dolore, cresciamo in bravura facendoci dei nemici da cui poi dobbiamo difenderci, ma siamo sicuri che sia veramente cosi'?

Tempo fa ebbi la fortuna di conoscere un uomo, un grande Maestro di spada, ma al di la della sua bravura tecnica quello che io ricordo di lui, quello che più mi ha toccato è stata la GIOA di praticare insieme e quello che era l'emanazione della sua pratica era AMORE verso chi si accostava a questa disciplina, non timore che qualcuno lo depredasse della sua conoscenza.

E' utopia voler ripercorrere questa via?