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Friday, August 05, 2011

IL MAESTRO CATTIVO e IL CATTIVO MAESTRO


Mi ripeterò, ma noi occidentali abbiamo un' idea profondamente deformata della figura del maestro di arti marziali e questo rappresenta un pericolo vero e proprio che parte dal mal riporre la nostra fiducia e nel perdere il denaro, e arriva a subire violenze psicologiche o fisiche (come spesso capita tristemente di leggere nelle notizie di cronaca quotidiana) per il carisma che molto spesso possiedono queste persone.

Oppure in realtà semplicemente perchè noi glielo permettiamo e nulla di più, mi è capitato di sentire discorsi fra praticanti donne che tolleravano attenzioni fuori luogo nei loro confronti perchè 'ma si tanto dai lui è il maestro' oppure ancora istruttori (perchè questo è il termine più opportuno) che pur essendo persone piene di problemi si ergono al rango di maestri di vita che si permettono quindi di consigliare gli allievi su questioni personali al di fuori della pratica.

Attenzione, veramente attenzione perchè questo è un gioco che può portare a conseguenze gravi, se io do un consiglio inadeguato ad un allievo poi sarò il responsabile della sciocchezza che gli ho fatto fare, il vero Maestro è quello che conosce la Via, la sta percorrendo e la indica al suo allievo in base alle possibilità che questi ha, non esistono ricatti, forzature, tutto questo è contrario ai principi stessi di armonia delle arti marziali.

Chi insegna si attenga a mostrare la Via con il proprio esempio,le proprie azioni e in tal caso gli allievi non tarderanno a seguirlo, un buon Maestro è degno di rispetto perchè per primo rispetta gli allievi, li può spingere fino al loro limite durante la pratica per addestrare il corpo e la mente ma la coercizione, è un altro discorso.

Da allievi quindi facciamo sempre funzionare il cervello anche durante la pratica !

Wednesday, August 03, 2011

LA POLITICA NELLE ARTI MARZIALI


..e oggi siccome mi sento la mente lucida e serena voglio affrontare un argomento decisamente spinoso: cosa ne pensate della 'politica' nelle arti marziali?

mi spiego meglio, nel panorama italiano per quel che ho potuto notare attorno alla pratica, che dovrebbe essere un qualcosa di esclusivametne benefico per il fisico (e di conseguenza portare energia e positività nella mente), fioriscono contrasti interni, si covano rancori, malesseri che non fanno bene non solo a chi li riceve soprattutto direi nuociono gravemente a chi li architetta e a chi deve assistere a questi penosi spettacolini e la conseguenza finale è che la stessa pratica marziale viene screditata.

ho avuto modo di recente di fare 4 chiacchiare con un collega ex praticante assiduo di Shaolin e oggi appassionato di tennis, la motivazione è sempre la medesima: cocente delusione e diciamocelo francamente pazienza terminata. alla fine è un po' come se ci crollasse un mito tanto allenamento, tanto impegno, tante belle parole per raggiungere il non attaccamento alle cose ... e poi la miseria umana davanti ai nostri occhi.

forse anche questo fa parte della pratica, rendersi conto che in nessun ambiente siamo esonerati dalle delusioni, che molto spesso chi riveste ruoli di "punta" non è un illuminato, anzi forse se è li è proprio grazie alla sua competitività, al suo ego al suo modo di pensare macchiavellico 'il fine giustifica i mezzi' (ecco un altro punto di vista, che ben si discosta all'idea che noi occidentali ci siamo fatti del Maestro)...

penso si debba tornare alla semplicità, lasciando che i rumori di quanto accade attorno siano echi sempre più distanti.

a chi si accosta per le prime volte alle arti marziali consiglio di non lasciarsi trascinare in dispute e diatribe ma di portare sempre la pace, e consiglio di guardare il Maestro, non tanto le abilità o le tecniche che possono impressionare, ma semplicemente come vive, quale è la sua qualità della vita, se irradia gioia di vivere, simpatia, positività, se è circondato da amici e se il clima di pratica è disteso, altrimenti non esitate a cambiare

a chi pratica da molti anni consiglio (e mi dico) di non disperdere energie, di tenere il centro, di conservare la voglia di imparare guardando con gli occhi di un bambino e lasciare glorie e "allori" a quanti li ricercano, magari non diverremo mai numeri 1 ma meglio essere un 999 e trarre benefici in termini di salute e migliorare la vita che esser un 1 tutto solo soletto lassù in cima...

ricordiamo che contano più le azioni che le parole, sono quelle a cui dobbiamo dar peso, Bruce Lee rese molto bene questo concetto racchiuso in questa frase che voglio citare:

"Verrai giudicato in base alle tue azioni. Se farai un asino di te stesso, ci sarà sempre qualcuno pronto a cavalcarti.
L'esibizionismo rappresenta l'idea di gloria dello sciocco"

Thursday, July 28, 2011

LIBRI - La nobile arte dell'insulto di Liang Shiqiu



Di ritorno dalla breve vacanza immerso nella natura mi sono ritrovato catapultato nella jungla cittadina che mi è sembrata ancora più ostile: un mondo fatto di prevaricazione, scarsa educazione e ansie distribuite gratuitamente contro tutto e tutti, quale miglior medicina per l’anima oltre alla pratica, la lettura ! Cosi’ quasi per caso mi sono ritrovato in mano questo librettino dal titolo decisamente particolare eheheh.

Ma non lasciatevi ingannare non si tratta di un libro scherzoso, anzi lo definirei una piccola perla che racchiude molto del pensiero orientale classico taoista, sottile e raffinato merita una lettura attenta perché ha davvero molto da insegnare.

Vi posto una breve sinossi dell’opera:

Liang Shiqiu scrisse nel 1926 questo piccolo trattato che viene qui presentato per la prima volta in traduzione integrale in una lingua europea. "L'intento di questa breve trattazione, - come scrive l'autore, - è quello di offrire un generale aiuto a tutti coloro che vogliano trarre vantaggio in una disputa,illustrando in modo sintetico come sia possibile sviluppare la tecnica dell'invettiva nei suoi vari aspetti". Un libro che affonda le radici nella conoscenza disingannata della vita e nell'arte di stare al mondo di chi ne ha viste di tutti i colori. Una piccola perla dal tagliente sarcasmo, pressoché ignota al di fuori della Cina.

Thursday, July 07, 2011

VA-CAN-ZE !!!!!



E finalmente il Samu se ne parte alla volta del Mediterraneo caldo e accogliente lasciando le desolate lande del nord ;)...ci si risente fra 2 settimane
auguro a tutti voi una estate piena di sole, mare, monti, albe e tramonti da mozzare il fiato ma soprattutto tanta pace, serenità e amore...

Tuesday, July 05, 2011

PROVERBIO GIAPPONESE



勝ちに不思議の勝ち有り
Kachi ni Fushigi no Kachi Ari (ci sono vittorie misteriose)
負けに不思議の負け無し
Make ni Fushigi no Make Nashi (non esistono misteriose sconfitte)

Il senso di questo bel proverbio giapponese, come forse potrete intuire è che la chiave del vero progredire nella pratica è l’umiltà…alle volte posso ‘vincere’ e in tal caso non ha nemmeno senso chiedersi perché, è piuttosto utile interrogarsi invece come mai qualcosa non è andato come desideriamo.

Attualmente la tendenza a cui possiamo assistere nella nostra società, in ambito lavorativo ad esempio è quella non tanto di voler risolvere un problema ma di trovare il colpevole, in tal modo saremo scaricati da qualsiasi responsabilità.
Questo modo di pensare che oggi viene etichettato come un modo molto furbo e intelligente crea delle persone codarde che si privano dell’occasione per migliorare.

Trasportando questo pensiero in ambito marziale immaginiamo quanto sia deleterio un comportamento simile…se io sono sicuro che il mio sho-men è perfetto non lo potrò certo mai migliorare, se quando sbaglio o vengo sconfitto non indago sul vero perchè è accaduta questa cosa sarò destinato a non risolvere la situazione che permarrà in una condizione stagnante fino a che deciderò con coraggio di analizzare i miei errori.

La cosa bella della vita è che ci da possibilità di migliorarci ma sta a noi cogliere l’occasione con la mente serena altrimenti generalmente riproporrà il problema svariate volte sempre con una maggiore gravità quasi ad obbligarci ad una presa di coscienza.

Cerchiamo di essere più severi con noi stessi che con gli altri, soprattutto se ricopriamo una posizione ‘di comando’ o ‘di responsabilità’.

Monday, July 04, 2011

FILM - おくりびと (Okuribito - DEPARTURES)



Un film di tutt'altro genere rispetto a quello descritto nel precedente post è Departures (in giapponese , Okuribito) ,un film giapponese del 2008 diretto da Yojiro Takita.

Il film vincitore di numerosi premi ha superato le aspettative del regista stesso che temeva (dato che l'argomento è considerato un po' tabù in Giappone) non avesse grande successo.

Si tratta infatti di un film con un tema molto impegnativo: l'estremo viaggio, la morte che tuttavia viene affrontata in modo molto sereno, rispettoso e oserei dire amorevole, le cure del tanatoesteta rasentano la premura della madre nei confronti del figlio chiudendo un ciclo di vita e morte che si alterna come le forze dello yin e dello yang.

Vi posto una breve trama per capire di cosa si tratta:

Il film racconta la storia del giovane violoncellista Daigo Kobayashi (Masahiro Motoki), che si trova improvvisamente disoccupato in seguito allo scioglimento dell'orchestra nella quale suonava da anni. Per motivi economici decide di tornare, con la moglie Mika (Ryoko Hirosue), nel suo paese natale, Sakata. Sfogliando il giornale, Daigo trova un annuncio di tale agenzia NK che cattura la sua attenzione: "assistiamo coloro che partono per dei viaggi"; convinto che si tratti di un'agenzia di viaggi, telefona e fissa il colloquio. Il giorno del colloquio Daigo scopre con grande stupore che l'agenzia non si occupa di viaggi, bensì dell'ultimo viaggio, ovvero svolge le tradizionali cerimonie giapponesi di preparazione dei defunti di fronte al resto della famiglia.

Un film che consiglio a persone mature e che abbiano voglia di seguire per 2 ore circa la gestualità raffinata che rasenta la perfezione di un kata eseguito da un maestro.

Thursday, June 30, 2011

FILM - Jûsan-nin no shikaku - 13 assassini




Ieri sera mi sono concesso una serata al cinema: finalmente un film che non appena uscito aveva suscitato il mio interesse e devo ammettere che questo splendido jidai-geki non ha deluso le mie aspettative.

Attori capaci di emozionare, di suscitare sentimenti, ottime le scene di duelli, veritiero il caos della battaglia,intelligente e strategico come una partita di go non è un film comunque per tutti. Non credo che sia per soli appassionati di spada, piuttosto se da un film sapete apprezzare il fruscio delle vesti, la mimica dei volti, la cura del particolare allora ve lo consiglio altrimenti meglio evitare per non incappare in delusioni.

Pur essendo un film storico a mio avviso si presta veramente bene ad una interpretazione in chiave moderna, l'abuso di potere a cui possiamo assistere disgraziatamente in molti settori (nel campo lavorativo ad esempio o politico) viene delineato dal punto di vista psicologico molto bene, ed in particolare ho apprezzato anche la fine destinata a coloro che hanno la responsabilità di sostenere questi despoti sperando di ricevere qualche ricompensa...ma non vi anticipo nulla.

Vi posto invece una breve trama del film:

Il nobile samurai Shinzaemon Shimada riceve in segreto l'incarico di assassinare il crudele signore feudale Naritsugu in seguito alla sua violenta ascesa al potere. Insieme a un gruppo di abilissimi samurai, Shinzaemon progetta un'imboscata per catturare il feudatario. Naritsugu è protetto da un letale esercito capeggiato dallo spietato Hanbei, acerrimo nemico di Shinzaemon, e gli impavidi samurai sanno che stanno per avventurarsi in una missione suicida.


Monday, June 27, 2011

ANIME E MANGA - Pom Poko (平成狸合戰ぽんぽこ,, Heisei TanukiGassen Ponpoko)




Sabato sera ho avuto modo di fare un giro presso una rivendita di DVD usati post noleggio e solitamente se si ha pazienza frugare nelle ceste può portare a buoni frutti :) , mi aveva colpito la copertina molto simpatica, nel classico stile di animazione giapponese del film POM POKO uscito per l’home video in Italia il 13 febbraio di quest’anno.

Il film è uscito in giappone parecchi anni fa (1994) diretto da Isao Takahata e tratto dal racconto Futago no hoshi di Kenji Miyazawa, lo consiglio ai fans di Miyazaki visto che il produttore esecutivo è proprio questo bravissimo regista di anime, e anche la casa di produzione è la famosa Studio Ghibli con tanto di profilo di Totoro ehehehh (^^).

Come per tutti i film di Miyazaki il tema portante è l’attenzione per la natura e una spiccata vena di denuncia ecologista in più l’anime è popolato da numerosi personaggi tradizionali del folklore giapponese: divinità, spettri…ma anche i protagonisti fanno parte del folklore giapponese infatti si tratta dei Tanuki la cui statua è spesso posta al di fuori dei locali dove si beve sakè…(ehehheeh)…

Vi posto una breve trama trovata in rete:
Il lungometraggio narra della lotta dei tanuki per riconquistare la collina di Tama, nei pressi di Tokyo, strappata agli animali per farne un quartiere residenziale. Questo lungometraggio ci presenta moltissimi tratti caratteristici della cultura, religione e folklore giapponese. Il titolo stesso può essere difficilmente intelligibile ad uno spettatore non avvezzo alla cultura giapponese.
Il film si svolge nell’era Heisei, che abbraccia gli ultimi diciassette anni, dalla morte dell’imperatore Hirohito, che segnò la fine dell’era Showa. Il calendario giapponese dedica il nome dell’era all’imperatore che siede al trono; il conteggio degli anni in un’era inizia dal momento dell’ascesa al trono dell’imperatore e si conclude con la sua morte. L’era Heisei è iniziata nel 1989 con l’ascesa al trono dell’imperatore Akihito; l’anno 2006 corrisponde quindi al 17º anno dell’era Heisei.
I protagonisti sono animali chiamati tanuki, un cane-procione, fisicamente simile al procione ma appartenente alla famiglia dei canidi. I tanuki sono molto diffusi in Giappone e in generale in tutta l’Asia ma non sono presenti in Italia. In Giappone le leggende vogliono che alcuni animali abbiano la capacità di trasformarsi, e si pensa che gli animali più abili siano i kitsune (volpi) e i tanuki. In Heisei tanuki gassen ponpoko, quindi, la capacità di trasformazione dei tanuki non è un mero espediente narrativo per rendere il film più divertente e appetibile, ma è la trasposizione cinematografica di una leggenda millenaria.
La parola Pompoko che troviamo nel titolo non è traducibile invece in italiano. Pom Poko è la trascrizione onomatopeica del rumore che producono i tanuki quando usano i loro stomaci come tamburi, credenza assai diffusa in Giappone.


E’ un film che mi sento di consigliare a tutti gli amanti del Giappone indipendentemente dall’età.

Ps. Forse sono un tanuki anch’io vista la difficoltà di adattarmi alla vita nella grande metropoli ehehhe

Monday, June 13, 2011

ANIME E MANGA - GANON



Sabato ho fatto un giretto nella mia fumetteria di fiducia, e complice anche una grandinata improvvisa mi sono trattenuto un po' più del previsto..cosi' la mia attenzione è stata catturata dalla copertina del primo volume di questo manga storico decisamente accattivante.

Da una prima lettura sembra molto bello, originale che il protagonista combatta con una sorta di naginata e non con la più diffusa spada poi i disegni sono ben fatti e la trama (che vi posto qua sotto assieme a qualche altra info) lo rendono un acquisto che consiglio a tutti gli appassionati del Giappone storico :)

È la vigilia della restaurazione Meiji. La capitale Kyo è precipitata nel caos: assassini misteriosi sbucati dal nulla uccidono senza mostrare pietà decine di samurai! Un guerriero solitario affronta eroicamente il nemico brandendo una naginata dalla strana foggia e diventa l’Oni della vendetta.
Noboru Rokuda, il geniale autore di F e Dash Kappei (Gigi la Trottola), ci catapulta nel Giappone del 1800 con una storia violenta e drammatica che lascerà a bocca aperta i fan dei “gekiga”.

Autore Noboru Rokuda
Formato 13×18, B., B/N
Pagine 216
Euro 6,50

Thursday, June 09, 2011

AH SI?



C'è un racconto Zen, classico che mi ritorna spesso alla mente soprattutto scontrandomi con la quotidianità...molte volte capita che pur essendo persone rette in questa società sopita e aggressiva, vigliacca e maldicente siamo oggetti di vilipendio e offesa.
Difficile non turbarsi, è come se le acque dentro di noi ribollissero è come se ogni parte del nostro essere vorrebbe urlare 'non è vero, non è cosi è una ingiustizia'...ma per qualche ragione o questa cosa non è possibile o comunque non porterebbe nessun frutto...allora difficile lasciar andare vero?
Posto questo raccondo augurando a noi tutti di farcela a essere illuminati al pari del protagonista...

Il maestro di Zen Hakuin era decantato dai vicini per la purezza della sua vita. Accanto a lui abitava una bella ragazza giapponese, i cui genitori avevano un negozio di alimentari. Un giomo, come un fulmine a ciel sereno, i genitori scoprirono che era incinta. La cosa mandò i genitori su tutte le furie. La ragazza non voleva confessare chi fosse l'uomo, ma quando non ne poté più di tutte quelle insistenze, finì col dire che era stato Hakuin. I genitori furibondi andarono dal maestro. « Ah sii » disse lui come tutta risposta. Quando il bambino nacque, lo portarono da Hakuin.Ormai lui aveva perso la reputazione, cosa che lo lasciava indifferente, ma si occupò del bambino con grande sollecitudine. Si procurava dai vicini il latte e tutto quello che occorreva al piccolo. Dopo un anno la ragazza madre non resistette più. Disse ai genitori la verità: il vero padre del bambino era un giovanotto che lavorava al mercato del pesce. La madre e il padre della ragazza andarono subito da Hakuin a chiedergli perdono, a fargli tutte le loro scuse e a riprendersi il bambino. Hakuin non fece obiezioni. Nel cedere il bambino, tutto quel che disse fu : « Ah sì? »..

Tuesday, May 31, 2011

交剣知愛 KO KEN CHI AI


Proseguendo nella pratica e osservando gli errori madornali che vengono compiuti quando manca il giusto sentire, il giusto scopo, soprattutto per chi ha l'onere e l'onore di insegnare, vorrei spendere due parole sul concetto di KO KEN CHI AI.

Ko Ken (交剣) significa 'incrociando le spade', mentre Chi Ai (知愛) significa 'conoscere l'amore'.

No bhè non fraintendete può anche essere che vi troviate la fidanzata sul tatami (^O^) ma il senso della frase non è quello, potrebbe essere tradotto in modo non letterale come 'conoscere l'amore universale attraverso la pratica'.

In parole povere quando pratico devo voler bene al mio compagno in modo da permettergli di studiare e di progredire, non hanno senso gli atteggiamenti vessatori verso chi è più principiante,o comunque (cosa che purtroppo mi è capitato di notare) l'ostacolare il compagno, non permettergli per qualche ragione di portare a buon fine una tecnica.

Molto spesso viene a mancare il concetto che se si progredisce assieme si progredisce tutti, e allora si iniziano a nascondere le tecniche, i kata diventano appannaggio di pochi e diventano 'moneta di scambio' per acquistare qualcosa, credo che tutto ciò sia lontano miglia dal concetto di pratica che porta beneficio e benessere al fisico e alla mente tanto decantato dagli orientali.

Soprattutto chi insegna dovrebbe prestare attenzione al clima presente nel Dojo e incoraggiare l'armonia tra praticanti.

Friday, May 27, 2011

ADATTABILITA'


La vita non è mai ristagno. E' movimento continuo e irregolare, perpetuo cambiamento: le cose vivono muovendosi e nel procedere acquistano forza.

Sii duttile. Quando un uomo è vivo, è elastico e cedevole, quando è morto diviene rigido. L'adattabilità è vita e la rigidità è morte , sia che si parli del corpo, della mente o dello spirito dell'uomo.


(Bruce Lee - Pensieri che colpiscono)

Anche il grade Bruce Lee era consapevole dell'importanza di sapersi adattare nei combattimenti e nella vita di ogni giorno.

Ogni volta che penso a questo concetto mi raffiguro l'elemento base per la vita: l'acqua...quale miglior elemento si adatta completamente , cambia forma a seconda di dove si trova e cambia addirittura stato fisico (da ghiaccio, a vapore acqueo, a pioggia...) in un ciclo continuo.

Mi piace il concetto che esprime questo grande Maestro quando dice che le cose muovendosi acquistano forza, mentre noi spesso le freniamo...basti pensare a quando tiriamo un pugno: se il resto del corpo partecipa all'azione con estrema morbidezza avremo la sensazione che man mano la corsa prosegue il pugno acquisti potenza, al contrario quando tiriamo un pugno rigidi, contratti è come se lo frenassimo contraendo i muscoli.

Se vogliamo invece estrapolare dalla pratica dell'arte marziale questo concetto pensiamo alla vita quotidiana, vi è capitato immagino di opporvi per un periodo di tempo ad una situazione frenandola (per timore o per cercare di controllare il tutto) e poi ad un certo punto lasciate andare e le cose iniziano a fluire liberamente.

Sono tanti i punti di vista a cui possiamo applicare questo principio, la grandezza di Bruce e dei suoi scritti è proprio quella di parlare in modo semplice e diretto a tutti, marzialisti e non, se avete occasione vi consiglio di accostarvi a qualcuno dei suoi libri: contengono validi elementi di riflessione.

Aggiungo anche un piccolo particolare, molti sono i marzialisti che leggono le parole di Bruce, alcuni insegnanti anche, quasi considerassero una specie di discorso a tu per tu tra grandi dell'arte marziale, però poi non ne sono minimamente toccati, restano impermeabili alle parole.

A queste persone do' un consiglio: forse prima di aprire il libro è meglio abbassare l'ego.

Tuesday, May 24, 2011

SORPRESA


...usate tattiche diverse e cogliete l'avversario di sorpresa. Quando il vostro oppositore si aspetta la montagna fategli trovare il mare, quando si aspetta il mare dategli la montagna. Meditate su questo.

Miyamoto Musashi


Questa mattina sono inciampato in questa frase contenuta nel libro che sto leggendo...come spesse volte accade quando leggiamo qualcosa che ci tocca particolarmente iniziamo a rapportarla alle nostre esperienze, in questo caso il pensiero di Musashi mi sembra un elogio alla morbidezza e adattabilità solo cosi' sarà possibile non vincolarsi all' avversario.

Se io mi muovo seguendo una forma prestabilita che ho nella testa sarà molto difficile poter cambiare da montagna a mare, al contrario se io resto più neutro possibile potrò sorprendere chi mi è di fronte facilmente.

Certo io per primo mi rendo conto che la morbidezza non è cosi' semplice da raggiungere, soprattutto quando il nostro avversario magari ci innervosisce.

Altra cosa da tener presente è che non dobbiamo banalizzare, sorprendere qualcuno, soprattutto se si tratta di un avversario esperto non è facile, se penso di usare un effetto a sorpresa attaccando prima con un pugno sinistro e poi un destro o prima lentamente e poi velocemente peccherò di prevedibilità...ecco perchè la pratica di un' arte marziale, come qualunque altra arte implica una dose di creatività, spesso non teniamo conto di questa cosa...

Monday, May 16, 2011

LONGAN



Ieri sera una mia amica cinese mi ha portato dei frutti particolari, si tratta dei 'longan' o 'occhi di drago', il frutto simile al litchi è decisamente gustoso e dolce, il nome 'occhi di drago' deriva dall'aspetto del frutto che assume una volta sbucciato, traslucido e trasparente rivela al suo interno un nocciolo scuro che è simile ad una pupilla...

Cresce in grappoli numerosi che penzolano dai rami, i longan possono anche essere essiccati (cinese: 圓肉; pinyin: yuánròu; letteralmente "carne rotonda") e sono spesso usati nella cucina cinese e nelle zuppe dolci cinesi da dessert. Nella dietetica e nella medicina cinesi, si crede che la pianta abbia un effetto sul rilassamento.
In contrasto con il frutto fresco, che è bianco e succoso, la polpa dei longan essiccati è marrone scura, tendente quasi al nero. Nella medicina cinese il longan, in gran parte come il litchi, è considerato un frutto "caldo".

Viene sovente utilizzato per preparare una zuppa dolce da servire alle donne che hanno partorito per rimetterle in forze.

A me è piaciuto tantissimo, vi consiglio di assaggiarlo...

Monday, May 09, 2011

KOIGUCHI



...e parliamo ancora di carpe, come possiamo vedere le carpe koi sono un tema molto ricorrente nella cultura orientale, simbolo di longevità sono un soggetto anche utilizzato per gli irezuna, i tatuaggi classici giapponesi.

quello che vediamo invece nella foto è un koiguchi, letteralmente 'bocca di carpa' che alcuni attenti praticanti di iaido o di spada giapponese avranno facilmente riconosciuto, altro non è che l'ingresso del saya (fodero).

il koiguchi è un punto sempre oggetto di grande attenzione in quanto a seconda del posizionamento (verticale, orizzonale, a 45°...) consente di estrarre e quindi effettuare il taglio in differenti direzioni e tipi di estrazione, è molto importante anche acquisire sensibilità nell' individuarlo durante la pratica del rinfodero.

Thursday, May 05, 2011

KODOMO NO HI



TANTI AUGURI A TUTTI I BIMBI GIAPPONESI (^O^)Y
oggi è la festa dei bambini, e conclude la Golden Week il periodo più lungo di festività giapponesi, è una festa tradizionale molto antica.

Tipica usanza di questa festa per coloro che hanno avuto la nascita di un bambino maschio è quella di far volare un aquilone a forma di carpa chiamato 'koinobori'.

Tuesday, May 03, 2011

RIFLESSIONI



Con il passare del tempo e dei vari allenamenti, piano piano si delinea sempre di più in me l'idea della pratica a 360 gradi quella che ti porti dietro tutti i giorni...

Praticando con persone differenti credo si senta molto l'esigenza di avere una mente imperturbabile, non-mente...mi sono spesso chiesto da che parte iniziare per arrivare a questo traguardo cosi' "ambizioso".

In questo ammetto che la spada giapponese non mi ha aiutato moltissimo, mi è stato Maestro il kung fu, forse perchè più diretto e verace come un bicchiere di buon vino rosso.

Quello che io ho notato è che il punto di partenza è l'osservazione di chi ho di fronte, una osservazione molto accurata, ma che da informazioni dettagliate con solo uno sguardo (il mio Sifu solo con uno sguardo riesce a capire se sto pesando sul pavimento, se ho 50% più 50% del peso equamente distribuito tra lato destro e sinistro, se mi muoverò con il tantien o meno e quindi se l'attacco andrà o meno a buon fine...)...fronte corrugata, spalle alzate, rigidità denotano una certa tensione oppure mancanza di coraggio a guardarti negli occhi (da parte di un praticante che non sia principiante) denotano una mancanza di sincerità nella pratica (atteggiamento, ahimè diffuso alle volte ).

Una volta acquisita questa mole di dati è importante farne buon uso, mi spiego: io so una cosa che lui non sa e questo è un vantaggio...non sprechiamolo ! Arrivati a questo punto è facile sfociare nel giudizio (quello che ho davanti è uno -bip-) e in tal caso tutto il nostro sforzo, la nostra analisi sarà vanificata perchè di sicuro anche io diventerò rigido, in preda all'ira...e la mente imperturbabile va a farsi friggere, basta un attimo.

Torniamo alla nostra fredda analisi ho i dati, non esprimo giudizi, ho tutto il tempo di reagire ad un comportamento simile
posso stuzzicare il malcapitato, magari prendendolo un po' per i fondelli se il mio spirito è giocoso, posso decidere che non vale la pena reagire, mi basta la soddisfazione dell' analisi, sorridere e pensare 'quanto sei -bip-' con tanto di lampadina che lampeggia, se il mio spirito non è particolarmente aggressivo.

Ma anche questo è un errore....ho impegnato la mente a reagire, ha ragione il mio Sifu quando dice che mi devo allenare di più, che mentre pratico o faccio sparring il mio spirito deve essere come se fossi a casa, seduto sulla poltrona a leggere un libro...in tal caso il corpo sarà flessibile, rapido....ma per ora non vado più in la di questo eheheheh....'tanto tanto keiko'...è proprio vero...

Monday, May 02, 2011

FILM - KUNG FU WING CHUN



Tempo fa presi questo DVD cinese che narra la storia della nascita del kung fu stile wing chun, non sto a riportarvi per intero la storia perchè vi sono numerosi siti in rete che spiegano la nascita di questo bellissimo stile di kung fu vi accennerò solo che il fondatore era una donna, una monaca e già da questo si può intuire l'originalità di questo stile estremamente efficace che non si basa sulla forza o sulla possenza fisica...

Il film che ho visto in cinese con sottotitoli in inglese è davvero ben realizzato, spiritoso quanto basta per non guastare l'atmosfera dei combattimenti, gli attori molto capaci...se siete appassionati di kung fu o praticate come me questa bella arte marziale non esitate a prenderlo vale la pena :)

Thursday, April 28, 2011

PUBBLICITA' (^O^) Y



Due anni fa, una mia cara amica di pratica spinta dal suo Sensei decise di intraprendere l'arduo compito di aprire un Dojo di kenjutsu, dopo notevole impegno per trovare il luogo adatto in una città caotica e business-oriented come Milano ebbe la fortuna di incontrarsi con i gestori del centro Funakoshi, luogo storico per l'insegnamento del karate-do e dello yoga.

Il Dojo cresce bene ed è frequentato da parecchie persone dai 13 ai 50 anni che praticano in armonia e serenità, mi sento quindi di fare un po' di pubblicità alla struttura, se vi va di provare qualche lezione gratuita andate a trovarli di mercoledi' dalle 19.30 alle 21.00.


KEN BU KAN DOJO
presso
FUNAKOSHI CLUB
Milano, P.le Nizza, 5 - Tel.: 02 6887171 - Cell.: 349 2403166

Wednesday, April 27, 2011

三磨の位 SANMA NO KURAI


Una delle scuole più antiche e famose di kenjutsu, la Yagyu Shinkage-ryu (柳生新陰流) aveva individuato questo termine SANMA NO KURAI che letteralmente significa '3 livelli di politura o affilatura' (riferiti alla lama della spada) per indicare i 3 livelli di apprendimento differenti di uno spadaccino.

Il praticante di spada viene paragonato ad una lama da rendere sempre più affilata ed efficace, mi piace questo paragone rende bene l'ida del reale lavoro che dobbiamo fare su noi stessi durante la pratica, in realtà non dobbiamo infatti 'aggiungere' ma 'togliere' abbandonare pesi (mentali) man mano che cresciamo.

Ma vediamo quali sono questi 3 livelli:

1. Narau (習う) – imparare, il processo di acquisizione delle informazioni, quindi andare a lezione, osservare attentamente le spiegazioni del Sensei e osservare i Sempai. Raccogliere materiale, a questo livello viene anche la voglia di documentarsi con libri, riviste, o nei tempi moderni 'navigare' in rete...

2. Keiko (稽古) – praticare, è il momento della 'quantità' bisogna cioè praticare più ore possibili per trasformare le nozioni in abilità pratica, non si sente più cioè con la testa ma con il corpo, questo è senz'altro l'ostacolo maggiore che abbiamo oggi perchè in parte una volta raccolte le informazioni si pensa già di sapere tutto e in parte perchè non si desidera più fare fatica e ogni piccola difficoltà ci fa demordere. Questo è uno dei motivi per cui oggi le arti marziali non sono più 'di moda' : ci si iscrive si acquista il doppio del necessario e poi non si viene più a lezione...

3. Kufu (工夫) – ottenere la profonda conoscenza, essere dentro all' arte e tendere alla perfezione, è la fase della 'qualità' e data l'elevata difficoltà che presenta a mio avviso deve essere un po' l'unione del punto 1 e 2 più qualcosa ancora che in questo momento non ho afferrato...