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Thursday, October 14, 2010

TANG YUAN



Avete presente i deliziosi mochi giapponesi di pasta di riso?

Ecco questi sono l'equivalente cinese, si chiamano tang yuan (letteralmente "palle rotonde in zuppa") e sono delle palline di farina di riso morbide che vengono buttate nell' acqua bollente, poi dopo qualche minuto al pari dei nostri gnocchi vengono a galla quando son cotte e si possono spolverizzare con zucchero a piacere, solitamente sono ripiene di pasta di sesamo nero....

Se non erro possono essere cotte anche fritte nell'olio per una versione più ricca e calorica ma comunque vanno sempre consumate calde per questo sono un tipico dolce invernale (^^)Y

Tuesday, October 12, 2010

MACCHINA CUOCI-RISO



Settimana scorsa la mia cara amica cinese Lolò mi ha trovato una macchina cuoci-riso che cercavo da un po'...

Nella parte inferiore si mette il riso (1 misurino per persona) e l'acqua in base a delle indicazioni delle tacche in rilievo dentro alla pentola....poi sopra si può mettere un cestello per la cottura delle verdure a vapore cosi' si sfrutta il vapore per cuocere sia il riso che le verdure che possono consumarsi in abbinamento.

Poi con l'annessa palettina si stacca dalla pentola anti-aderente, bisogna prendere un po' la mano sulla quantità di acqua da mettere, se si preferisce un riso più al dente e duretto allora va messa un filo meno di acqua se si preferisce più morbido bisogna abbondare di acqua.

La comodità è che una volta fatta partire la cottura si può fare altro e il riso resterà anche caldo dentro alla pentola per un po' senza scuocere.

Grazie all' aiuto paziente di Lolò sono riuscito anche io a fare del buon riso all' orientale, garantito che il sapore del riso si sente molto di più rispetto alla solita cottura in acqua...

Thursday, October 07, 2010

ANIME e MANGA - SWITCH GIRL



E oggi parliamo di un argomento leggero (alle volte ci vuole...) ho trovato in fumetteria tempo fa questo simpaticissimo manga di Natsumi Aida, in realtà mi aveva attirato la copertina che mostrava la classica bella ragazza curata e benvestita (modalità ON) e la stessa in modalità casalinga-trasandata (modalità OFF)...in un certo senso anche qua si parla di yin e yang ehehehh solo in modo molto molto spiritoso.

In un certo senso il manga ha un fondo di verità credo che non esistano ragazze sempre curate e splendide e altre sempre brutte e trasandate...insomma molto reale questo dualismo indicato dall' autrice.

Vi posto la trama e qualche info aggiuntiva:

Autore: Natsumi Aida
Volumetti: 12
Anno: 2006
Casa Editrice Giapponese: Shueisha
Tipologia: Shoujo
Trama: Nika Tamiya è una studentessa di diciassette anni molto carina, sempre vestita all’ultima moda, ben truccata e assai popolare sia tra i ragazzi che tra le compagne… Ma dietro a questa facciata di ragazza perfetta si nasconde un terribile segreto: quando Nika è a casa, entra nella modalità “OFF” e diventa una rozza, sciatta e trasandata pigrona, che passa tutto il giorno davanti ai videogiochi mangiando patatine. Fino ad oggi l'unica a conoscere il segreto di Nika, e il motivo del suo bizzarro comportamento, era la sua migliore amica, ma un giorno, per puro caso, il suo compagno Arata Kamiyama la coglie “in flagrante”! Il ragazzo potrebbe rovinare la sua reputazione, e metterla in guai seri! Tuttavia, anche lui sembra nascondere un segreto…[Star Comics].

Sunday, October 03, 2010

FILM - HACHIKO



Me lo ero perso quando usci' al cinema qualche mese fa, cosi' ieri sera ho recuperato il DVD di - Hachiko - probabilmente molti di voi lo avranno o comunque sanno di cosa parla, nel caso vi posto brevemente la trama:
"Hachiko è un cucciolo perduto da un facchino sbadato alla stazione. Hachiko è raccolto da Parker Wilson (Richard Gere), professore universitario che va a lavorare in treno.
Hachi ogni giorno accompagna il suo padrone in stazione e va ad attenderlo quando torna la sera.
Tra i due nasce una bella amicizia e si crea un legame molto forte.
Purtroppo Parker un giorno morì di arresto cardiaco mentre era all’università e da quel giorno Hachiko continuò ad andare quotidianamente alla stazione per aspettare il suo padrone, e lo fece per i nove anni successivi.
Con il passare del tempo Hachiko tocca la vita di molte persone che lo vedono ogni giorno alla stazione e gli insegna l’amore, la compassione e soprattutto la fedeltà.
Questo film di Lasse Hallström è tratto da una storia vera e oggi alla stazione di Shibuya in Giappone vi è una statua in bronzo per ricordare Hachiko e la sua fedeltà al proprio padrone.
"

Purtroppo devo dire che è un film che mi ha un poco deluso, forse mi aspettavo di più o forse ormai sono abituato ai ritmi e alla poesia delle pellicole orientali, comunque non l'ho trovato cosi' entusiasmante come invece mi avevano detto alcuni amici.

E' un film che sento piatto, la morte come sempre in occidente viene quasi celata, e privata di ogni significato per poi finire con un happy ending scontato, ripeto non so forse sarò troppo critico ma non mi ha particolarmente emozionato.

Unica nota positiva la bellezza dell' akita protagonista del film: da cucciolo adorabile a serio cagnone :)

Tuesday, September 28, 2010

AKI - AUTUNNO



秋 aki - AUTUNNO

Da qualche giorno vi sarete accorti che le giornate stanno iniziando ad abbreviare le ore di luce, questa mattina quando mi sono alzato alle 6.40 ho avuto la sensazione che fosse ancora notte...

Tempo fa discutevo con un amico sul fatto che d'autunno la natura inizia a rallentare i ritmi proprio per prepararsi all' inverno, mentre l'essere umano in assoluta antitesi a quanto è più naturale inizia a correre, il mese di Settembre ad esempio generalmente viene visto come il mese dove tutte le attività ricominciano frenetiche, i corsi e le attività lavorative ripartono, curioso tutto ciò non trovate? Ecco forse la ragione di tanti malesseri e malumori di questo periodo...

Vorrei comunque condividere con voi questa poesia di un anonimo orientale

Canto d'autunno a mezzanotte

Il vento d'autunno entra dalle finestre
Le tende di seta prendono ad agitarsi mosse dal soffio.
Alzo il capo e guardo la luna che splende,
E provo gioia per i raggi che vengono da migliaia di li.

Monday, September 27, 2010

KOTODAMA



Chi segue la cultura orientale e in particolare quella giapponese non può che rimanare affascinato dalla bellezza e dalla forza della scrittura, i kanji hanno sempre avuto un significato profondo al di là della ricerca estetica in se stessa.

Quando il mio Maestro di spada giapponese era ancora in vita aveva l'abitudine di fare dono agli allievi di alcune sue scritte, questo penso rientrasse molto nel concetto della parola giapponese KOTODAMA, letteralmente "lo spirito insito nelle parole".

Settimana scorsa ho ricevuto un nuovo bokken da utilizzare e per personalizzarlo ho deciso di tracciare l'ideogramma di "shin" sulla kashira (pomello dell'impugnatura), ho scelto questo ideogramam tra alcuni che mi ha aveva suggerito la mia cara amica Ciko perchè era quello che sentivo più vicino a me come significato...

Il kanji di shin è composto da due ideogrammi: uomo e parola e rispecchia fino in fondo il concetto di KOTODAMA e cioè che se le nostre parole sono positive e buone anche il nostro futuro lo sarà in caso contrario la maldicenza e la negatività ricadrà inevitabilmente su chi l'ha proferita.

Shin è una parola dai molteplici significati ma questo kanji ha il significato specifico di credere, essere convinti, avere fiducia, fede, e cosi' credo che potrò avere un aiuto in più a credere veramente nel Do che sto seguendo, nonostante le numerose difficoltà che via via si incontrano nel percorso.

Monday, September 20, 2010

PROVERBIO GIAPPONESE


Oggi la mia amica giapponese Ciko mi ha scritto un bellissimo proverbio che condivido con voi:

"MAKE INU NO TOH BOE"(負け犬の遠吠え)

Letteralmente significa "il cane che abbaia di più è il meno forte" , e questo ben si adatta anche all'animale-uomo, coloro che fanno molto rumore, alzano la voce, si fanno sentire in modo molto sgradevole diciamo lo fanno perchè sono persone insicure e tentano in questo modo di affermare le proprie idee.

Ma l'uomo forte, non ha bisogno di molte parole, i suoi silenzi esprimono tutto di lui e le persone non tarderanno ad apprezzarlo per quello che è, e nel caso sia un Sensei o un Sifu i suoi allievi si ritroveranno a seguirlo senza costrizione alcuna perchè in lui noteranno la pace e serenità che alla fine tutti desideriamo.

Thursday, September 16, 2010

2 DRAGHI



Due draghi litigano per una pietra preziosa.

Quale dei due riuscirà ad averla?

A quello che perde non manca nulla, quello che vince non ne ha bisogno


Mi piace molto questa frase che ho letto...ognuno può trovare il significato che preferisce personalmente ci leggo l'inutilità della lite, oggi l'uomo è diventato molto litigioso perchè pare sia indispensabile avere ragione, questo ci fa sentire soddisfatti, abbiamo nutrito bene il nostro Ego quando abbiamo ragione, ma tutto questo ci rende davvero felici ? Ci serve sul serio ?

Monday, September 06, 2010

DO o DAO - via


"La Via del Guerriero dura tutta la vita, eppure spesso l'abilità consiste semplicemente nel mantenere il sentiero" disse qualcuno molto saggiamente..

E' settembre, tempo di ricominciare la pratica oppure per chi non l'ha mai smessa di affrontare un nuovo anno, un nuovo ciclo di insegnamenti, e mi chiedevo (cercando dentro di me) con quale spirito affrontare la cosa.

Inizialmente quando muoviamo i primi passi nella Via tutto sembra bello, curioso, divertente poi man mano che ci addentriamo vediamo molti compagni che lasciano, altri che assumono uno spirito negativo lasciandosi corrompere dalla competizione, dalla ricerca dei risultati facili e poi abbiamo gli istruttori, i Sifu, i Sensei che vista la loro natura mortale alle volte sbagliano e alimentano le fiamme della maldicenza e dell'insoddisfazione.

Per questo nuovo ciclo di studi non mi pongo traguardi particolari, semplicemente voglio restare nella Via fermo come una montagna e flessibile come un ramo al vento: la cosa più difficile a quanto pare...

Auguro a tutti gli amici del blog di seguire la loro Via personale con questo intento.

Wednesday, July 28, 2010

CHIUSO PER FERIE dal 30/7 al 30/8



e anche il Samu chiude per ferie...a dire il vero le uniche di quest'anno saranno la settimana di stage di kenjutsu che farò a fine mese ma intanto stacco la spina...

auguro a tutti voi di poter avere un periodo di relax e di ricaricarvi di energie positive, magari circondati dalla bellezza della natura...

un abbraccio a tutti, a presto

CONFUCIO



E' un periodo difficile, credo un po' per tutti a livello economico tranne forse pochi fortunati, proprio questa mattina riflettevo su questa bellissima frase di Confucio, è vero quando ci troviamo in grandi difficoltà o preoccupazioni li si nota la differenza tra chi si comporta come una bestia affamata e non ci pensa due volte a sbranare chi gli sta accanto e chi invece in qualunque situazione si sforza di essere dignitoso senza lasciarsi sopraffare dalle ansie, spero di riuscirci sempre, grazie anche a coloro che mi sono vicini.
Vi lascio la frase a cui mi riferivo:

In Chen, in seguito alla mancanza di alimenti, i discepoli
erano deboli e malati, tanto da non potersi neppure alzare.
Zilu, indignato, andò a visitare il Maestro, e gli disse:
“Anche l’uomo superiore deve subire la miseria?”.
Il Maestro disse: “L’uomo superiore rimane identico a se
stesso nella miseria, mentre l’uomo dappoco nel bisogno
si scatena”.

Friday, July 23, 2010

LIBRI - Sotto la foresta di ciliegi in fiore di Sakaguchi Ando



Oggi sono passato a ritirare uno dei libri che avevo ordinato, si tratta di una raccolta di racconti di Sakaguchi Ango a cura di Maria Teresa Orsi...questa volta direi niente di leggero sebbene il libro si presenti sotto forma di racconti pare che i contenuti siano un po' "pesanti", ho avuto pareri molto differenti sull' opera, da un lato chi lo definisce capolavoro, dall' altro chi resta deluso (a dispetto del titolo) della scarsa "poeticità" dell' autore per il suo stile un po' grottesco...a questo punto la mia curiosità era troppa eheheh vi saprò dire le mie impressioni (^^), intanto vi lascio ad una sinossi riportata all'interno della copertina:

Mai ancora tradotto in italiano, Sakaguchi Ango (1906-1955) è autore di opere diverse che vanno dalla saggistica al romanzo poliziesco a storie di sapore leggendario.
A quest'ultimo genere appartengono i racconti qui presentati, nei quali, al di là della presenza di esseri soprannaturali e a dispetto dell'ambientazione in un remoto passato, il motivo dominante resta la concezione pessimistica della vita e della solitudine assoluta dell'uomo. Di tale solitudine si fanno simbolo visibile gli alberi di ciliegio in fiore, bellissimi e misteriosi, capaci di offuscare la mente umana e di ridurla alla disperazione con l'angoscioso silenzio che regna sotto i loro rami.
In questi quattro racconti una straordinaria forza immaginativa si mescola con il gusto per il grottesco e per il macabro, l'innocenza diviene perversione, la bellezza mostruosità demoniaca, l'annientamento unica possibilità di sollievo alla disperazione.

Premio Noma-Kodansha 1994 per la migliore traduzione italiana.

Titoli originali: Kanzan; Murasaki dainagon; Sakura no mori no mankai no shita; Yonaga hime to Mimio.

Thursday, July 22, 2010

ANIME E MANGA - MEIKEN JOLY


classico, 64 episodi
1981 - Belle e Sebastien

Chi di voi se lo ricorda ?

In un piccolo paese dei Pirenei vive con il nonno il giovane Sebastien. Un giorno incontra colui che diverrà il suo inseparabile amico e ne dividerà, nel bene e nel male, le avventure: un enorme cane dei Pirenei di nome Joly. Dopo aver salvato una persona in difficoltà, il mansueto animale era stato accusato di aggressione e per questo era ricercato dalla polizia per essere abbattuto. Sebastien decide cosi' di prendersene cura, e insieme partono alla ricerca della madre del protagonista, sempre in viaggio con il circo presso cui lavora.

L'anime ricalca il gusto in voga negli anni '80 con il protagonista in cerca di un genitore, che vive con il nonno comunque serie gradevolissima soprattutti per gli amanti degli animali :) ...e la sigla poi ? eheheh

Wednesday, July 21, 2010

SPINO - 20/07/2010







corsa nel prato
coda che si agita
soffio spezzato

Monday, July 19, 2010

LIBRI - A morte lo Shogun di Dale Furutani



Ed ecco l'ultimo capitolo della trilogia di Furutani, come per gli altri due volumi, storia intrigante, scrittura gradevole, libro senza troppe pretese ma consigliato agli amanti del Giappone, l'autore stesso (ammiratore di Kurosawa) ammette che in alcuni episodi dei suoi libri si è rifatto ad alcune scene tratte dai film del famoso regista.

Vi posto una breve sinossi dell' opera:

Ha un che di contagioso l'energia che circola per le vie di Edo, l'antica Tokio: un viavai incessante, un grande fiume che scorre giorno e notte. Guardie e mercanti, acrobati e mendicanti, operai, manovali e capannelli animati da pettegolezzi che rimbalzano in infinite nuove versioni, Ieyasu, il nuovo shogun, è scampato per un soffio a un attentato mortale. La notizia si propaga come le onde di un terremoto. I suoi fedeli hanno già un nome per l'attentatore: Matsuyama Kaze. Kaze - letteralmente 'vento nella pineta' - è un samurai viandante, un maestro di spada, non avrebbe mai usato un moschetto per uccidere. Bello come un attore, saggio come un maestro zen, forte e astuto come un guerriero, quest'uomo straordinario si aggira nel luogo dell'attentato per tutt'altra ragione. Ha promesso ai suoi ex signori, rovinati e disonorati proprio dall'avvento di Ieyasu, di ritrovare la loro figlia, una bimba di nove anni, probabilmente finita in un bordello nella 'Città delle bambole', il quartiere a luci rosse della capitale. Costretto a camuffarsi da giocoliere per sfuggire alle guardie imperiali, Kaze fa innamorare un'attrice kabuki, aiuta due balordi a evitare la bancarotta e porta finalmente a compimento la propria missione.

PROVERBIO GIAPPONESE


Chiri tsumotte, yama to naru letteralmente granello dopo granello si forma una montagna

Mi piace molto questo proverbio giapponese, da il senso della pazienza, del saper aspettare e del continuo lavoro per migliorare per ottenere il nostro obiettivo partendo dalle piccole cose...

Wednesday, July 14, 2010

YUUKI - CORAGGIO



La parola 'coraggio' in giapponese viene scritta utilizzando due kanji quello di yuu (coraggio) e quello di ki (energia, ma anche mente o spirito)...quindi alla fine quando si parla di coraggio si vuole indicare uno spirito indomito e coraggioso che fa subito tornare alla mente le gesta dei Bushi...

Il coraggio era infatti uno delle 7 virtù del samurai rappresentate anche dalle 7 pieghe dell'hakama...ma tutto questo all'uomo moderno cosa importa?

Oggi l'idea di coraggio è qualcosa che viene abbinato come un "esporsi inutilmente ad un pericolo" anzi se io sono furbo mi faccio i fatti miei e imparo ad agire solo e strettamente quando qualcosa invade la mia piccola sfera personale, e cosi' assistiamo a una sorta di rassegnazione collettiva "tanto non mi riguarda"...

Ma non solo, prendendo spunto da un brutto fatto accaduto ad un amico che proprio a causa della sua debolezza o mancanza di coraggio non ha saputo opporsi ad un piccolo ostacolo e se ne ritrova ora uno enorme, potrei dire che meditando su questo forse è più pericolosa la mancanza di coraggio !

Friday, July 09, 2010

TOMODACHI - amico



Ieri sera mi sono trovato al parco con un caro amico per allenarmi un po'...come sempre queste occasioni sono bellissime sia perchè praticare kenjutsu all' aperto da una veridicità incredibile al kata che spesso sul tatami non si ritrova perchè risulta un po' troppo artefatto e sia perchè è bello riscoprire che in questo pazzo mondo esiste ancora qualcuno che la pensa come te e ha dei principi incrollabili nella pratica e non si vende al miglior offerente pagando in prima persona questa integrità...

E' molto bello trovarsi dopo un lungo arco di tempo e scambiarsi i progressi e le impressioni apprese da differenti maestri senza mai voler sopraffare l'altra persona ma con garbo e gentilezza...rei gi direi, etichetta marziale che troppo spesso si dimentica dentro al Dojo per lasciare posto all' ego.

Grazie Claudio !

Wednesday, July 07, 2010

LIBRI - VENDETTA AL PALAZZO DI GIADA - Dale Furutani


Matsuyama Kaze, samurai viandante, vaga per le campagne del Giappone sulle tracce della figlia dei suoi Signori, misteriosamente scomparsa. Lungo la via che congiunge Tokyo a Kyoto, salva la vita a un commerciante assalito da un manipolo di banditi. Il ricco Hishigawa lo arruola come guardia del corpo e lo invita nella propria splendida dimora. Ma la dimora, il personale e la bellissima moglie nascondono tranelli, misteri e nefandezze. Sfarzo e decadenza, orrore e poesia si alternano e si potenziano vicendevolmente.

Secondo capitolo della trilogia dello scrittore Furutani, come il primo libro scorrevole, da Samu vacanziero eheheheh.
I puristi degli scrittori giapponesi storceranno un po' il naso ed è ovvio che non siamo di fronte agli scritti di Mishima o Kawabata, tuttavia l'estate porta leggerezza e alle volte anche una lettura poco impegnativa ma gradevole porta ristoro come una brezza serale...

Monday, July 05, 2010

Buon Compleanno al DALAI LAMA !


A Dharamshala, nello Stato indiano dell'Himachal Pradesh, sono iniziati i festeggiamenti per il 75esimo compleanno del Dalai Lama. Migliaia di persone si sono riunite nella città himalayana scelta dal Premio Nobel come residenza e sede del suo governo in esilio dopo l'uscita forzata dal Tibet nel 1959.

La cerimonia è cominciata alle 9 (le 5.30 italiane) nel tempio del quartiere di McLeod Ganj con uno spettacolo di canti e danze.

Mi unisco anche io agli auguri ad un leader spirituale veramente eccezionale altro che i vari predicatori di morte...basta vederlo sorridere per capire di che persona si tratti !

E concludo con una delle sue citazioni che amo di più, soprattutto utili come monito all' uomo moderno: "la mente è come un paracadute, lavora meglio quando è aperta"

YAMA - montagna



Questo weekend sono fuggito dalla città...non tanto dal caldo ma forse più dalle persone sempre più esagitate, e comunque ero in cerca di pace, cosi' ho optato per la montagna...

Anticamente in Giappone sia i monaci che i guerrieri compivano periodi di ritiro/allenamento molto duro vagando per le montagne senza altra fonte di sostentamento che ciò che poteva offrire la natura, dopo questo viaggio si narra che acquisissero forza e pace interiore.

In parte posso capire tutto ciò...tempo fa un amico alpinista mi raccontò che in effetti mentre nella pratica delle arti marziali i risultati si possono in qualche modo "gonfiare" (soprattutto per le persone egocentriche è facile trincerarsi dietro un minimo successo o un grado) con la montagna questo non funziona...

In montagna non si può affrontare un sentiero EE se non si ha la preparazione o l'attrezzatura perchè si paga caro, non su può bluffare, ma la montagna ferocemente ti mette davanti ai tuoi limiti, e per godersela tanto vale capirli e accettarli...

Wednesday, June 30, 2010

HANNYA



Questa impressionante maschera appartiene al demone tradizionale giapponese
Hannya (般若) ed è una maschera usata nel teatro nō per rappresentare un demone femminile geloso.

Possiede due grosse corna taglienti, due occhi abbaglianti e una bocca dal ghigno inquietante.

Questa maschera viene utilizzata per rappresentare una donna così gelosa da essersi trasformata in un demone.

Quanto diventano brutte le donne gelose in modo eccessivo e asfissiante !

Non che l'uomo sia da meno: l'uomo geloso tendenzialmente diventa violento e possessivo ma la donna (forse per questo i giapponesi antichi hanno immaginato questa figura) diventa veramente terribile a livello psicologico !

Per fortuna il Samu non ha di questi problemi (-.-)'

Monday, June 28, 2010

FILM - SANSHIRO SUGATA di A.Kurosawa



Titolo originale Sugata Sanshiro
Paese Giappone
Anno 1943
Durata 80 min


Per cercare di superare il caldo afoso di queste sere mi sono immerso nella visione di questo film che avevo acquistato tempo fa, si tratta della prima opera del famosissimo Kurosawa, una vera chicca.

Vi posto la trama:
L'opera narra la vicenda di un mitico campione di Jūdō vissuto alla fine dell'Ottocento: il Sugata Sanshiro che dà il titolo all'opera. Il romanzo da cui è stato tratto il film è ispirato alla storia di un judoka realmente esistito: Saigo Shiro.

1882, il giovane Sanshiro si reca in una palestra di jujitsu per apprendere le arti marziali; ma rimane colpito dalla mancanza di moralità e di valore negli uomini che vi incontra. Viene invitato ad assistere ad un evento: il maestro Monma vuole dimostrare la superiorità della loro disciplina sul Jūdō sconfiggendo il maestro Yano Shogoro. Tuttavia, quella notte, Yano sconfigge uno dopo l'altro tutti gli sfidanti.

Il giovane è colpito dall'eleganza e dalla forza interiore che traspare dall'uomo e decide di diventare suo apprendista. Superando i difetti della propria personalità, attraverso un continuo e sofferto miglioramento interiore, Sanshiro riesce a rendersi degno degli insegnamenti del maestro (fondamentale la scena in cui, in seguito ad un giusto rimprovero, il giovane trascorre la notte in un lago gelato per dimostrare di essere pronto anche a morire per guadagnarsi la stima di Yano).

In seguito vengono presentati una serie di duelli vinti dal giovane campione contro i maestri della disciplina rivale, fino all'esito finale, in una sfida mortale contro il nobile Higaki nello scenario di una collina squassata dalla tempesta.


Leggendo alcune recensioni ho scoperto che la tempesta dell' ultimo duello era una tempesta vera e che la troupe si è trovata a dover fronteggiare non pochi problemi per girare le scene, questo mi ha fatto riflettere su come anche il cinema un tempo richiedeva doti non indifferenti, oggi è già più facile si maschera tutto con la grafica e gli effettoni speciali, ecco perchè alla fine amo questi film in b/n dove traspare da ogni scena la passione del regista.

Il film mi è comunque piaciuto davvero tanto, il rapporto kohai e sensei era proprio quello di padre e figlio e anche l'altissimo senso dell'onore e del rispetto per l'avversario che oggi pare sepolto e dimenticato dovrebbero essere da esempio soprattutto per i praticanti di arti marziali.

Consiglio questo film non solo ai judoka o agli appassionati del Giappone ma anche a chi desidera un cinema più vero, delicato come quello giapponese sa essere, inoltre la breve durata dell' opera non rischia di annoiare anche i meno appassionati :)

Wednesday, June 23, 2010

KUBI BUKURO



Oggi mi è venuto sotto mano uno scritto riguardante questa parte forse meno conosciuta e più cruenta degli oggetti che il samurai si portava in battaglia: si tratta del KUBI BUKURO (sacco per la testa)...e la testa in questione era quella del nemico ucciso !

Non sapevo di questa usanza ma pare che anche i samurai fossero tagliatori di teste, particolare non poco rilevante visto che spesso ottenuta la testa di qualche nemico importante, disertavano la battaglia, per non correre il rischio di perdere il trofeo nella mischia.

Questa usanza pare fosse diffusa nel periodo Sengoku (1467–1573) a seguire poi per avere meno ingombro e snellire la procedura di trasporto, presentazione e sepoltura delle teste ci si accontentò magari solo di un orecchio o un naso.

Tuesday, June 22, 2010

LIBRI - AGGUATO ALL'INCROCIO di DALE FURUTANI



Il Samu arrivato a fine giugno inizia a non poterne più...voglio andare in vacanza ! possibilmente al mare ma devo pazientare, in attesa di questo ho iniziato a ricercare una serie di letture da spiaggia, niente di impegnativo ma godibili e possibilmente attinenti al nostro amato Giappone.

Mi è stato consigliato un autore: Dale Furutani nato nel 1946, originario dell' isola di Oshima a sud di Hiroshima è stato adottato da una famiglia americana quando proprio l'esercito americano confisca al nonno il peschereggio di famiglia e i Furutani si trovano in condizioni precarie.
Non dimenticando le sue origini Dale pubblica numerosi romanzi di successo e una fortunata trilogia che ha per protagonista il samurai Matsuyama Kaze.

Vi lascio una breve sinossi del primo dei 3 libri che ho acquistato:

L'alba si è appena aperta un varco fra nebbie velate e un intenso profumo di pini. All'incrocio fra quattro strade, un vecchio commerciante di carbone e un samurai incappano nel cadavere di un forestiero, trafitto alle spalle da una freccia di nobile fattura. Il signore del luogo - Manase, raffinato cultore di lettere e arti, incapace di governare il distretto - e il magistrato, Nagato,gretto e frustrato, accumula denaro per comprarsi una concubina - non sembrano molto interessati a individuare l'assassino. La colpa viene appioppata alpovero carbonaio Jiro: per salvarlo dalla crocifissione, il samurai MatsuyamaKaze - in giapponese "ventata di aria fresca" - decide di far luce suldelitto. Leale, fortissimo, pronto a "prevedere l'imprevedibile", Kaze è piùdi un semplice samurai: vaga da tempo per il Giappone alla ricerca di una bambina di nove anni, figlia dei suoi signori e padroni, trucidati dagli emissari del nuovo shogun. Entra nelle grazie dell'infido Manase, si conquista le confidenze di Aoi, la prostituta, e affascina la cameriera della casa da tè. Gli insegnamenti del suo sensei, uniti a fantasiose trovate,gli permettono di stanare menzogne, sventare tranelli, sgominare una banda di malviventi e scoprire il vero colpevole.

Monday, June 21, 2010

NUKI TSUKE (Nuki uchi)



Mi sono spesso chiesto cosa nascondessero i nomi dei kata di iaijutsu del koryu che studio da qualche anno, precisamente la scuola di Katori Shinto, ho notato che ricorrono termini come nuki tsuke e nuki uchi in più di un kata.

Che si tratti di tachi iai (Nuki uchi no tachi) o di suwari iai (Nuki tsuke no ken, Nuki uchi no ken) troviamo appunto sempre presenti questi termini, a quel punto ho condotto una piccola ricerchina sapendo che sicuramente i nomi non sono casuali, al di là della traduzione letterale che possiamo dare al nome del kata ("la spada che estraendo taglia"..ecc) questi due termini corrispondono ad un preciso significato.

E cioè un significato di immediatezza assoluta, come concetto di estrarre la spada dal fodero e di colpire l'avversario in un unico tempo, prima che questi abbia il tempo di estrarre la sua katana e di risolutezza dato che non è prevista una seconda azione o possibilità.

Sicuramente tenendo presente questo sarà possibile eseguire i kata con un differente approccio mentale.

Friday, June 18, 2010

Opera Pechino



E finalmente anche a Milano approdano spettacoli dal sapore orientale, questa sera andrò a vedere l' Opera di Pechino al teatro Piccolo (ecco il sito ).

L'Opera di Pechino è una forma teatrale di Opera cinese sviluppatasi a Pechino a partire dal tardo XVIII secolo, al suo interno mescola arte drammatica, pantomima, musica, canto e danza.

Non ho mai visto un simile spettacolo tuttavia documentandomi un minimo ho notato che ci sono alcune particolarità:l'essenzialità della scenografia, il movimento circolare degli attori anche nello sguardo, il significato dei differenti colori del trucco del viso e la divisione dei personaggi in diverse categorie.

Ad esempio il personaggio maschile Shēng 生 è diviso in tre categorie:

* lǎoshēng 老生, uomo anziano, generalmente un alto ufficiale, con barba scura o bianca a seconda dell'età, indossa abiti con disegni di dragoni. Un tipo di lǎoshēng è lo hóngshēng 红生, uomo anziano dal viso dipinto di rosso, che spesso rappresenta il dio cinese della guerra;
* xiǎoshēng 小生, uomo giovane, che canta con una voce armoniosa e molto artificiale, motivo per cui spesso il ruolo è ricoperto da donne;
* wǔshēng 武生, uomo esperto di arti marziali, la cui teatralità è centrata soprattutto sull'uso delle tecniche acrobatiche.


poi vi sono altre divisioni anche per i personaggi femminili, insomma già da questo si può capire che è un genere teatrale differente dal nostro classico...ammetto di essere parecchio curioso eheheh

Wednesday, June 16, 2010

LIBRI - LA MONTAGNA DELL' ANIMA di Gao Xingjian



Terminato il libro sui koan Zen ho deciso di iniziare a leggere questo volumone che mi avevano regalato due amici per il mio compleanno (più di 6 mesi fa !!!!), ma questo libro non è uno di quelli da leggere distrattamente in metro, quindi ho dovuto attendere il momento giusto per poterlo apprezzare...

Già dalle prime pagine sembra catturare bene l'attenzione del lettore, alternando descrizioni del viaggio reale (paesaggi, incontri, curiosità) a una sorta di viaggio interiore (emozioni, sensazioni)...si prospetta quindi una lettura molto intensa e nonostante la mole del libro, uno di quelli che si divorano velocemente eheheh...

Due parole sull' autore che ho trovato in rete:

Gao Xingjian, narratore, saggista, drammaturgo, traduttore e pittore, è nato nel 1940 a Ganzhou (provincia del Jiangxi), nella Cina sudorientale. Dopo aver studiato letteratura francese all'università di Pechino e aver tradotto alcuni classici del Novecento, e dopo cinque anni di «rieducazione» imposti dalla rivoluzione culturale, si afferma sulla scena letteraria con il Primo saggio sull'arte del romanzo moderno (1981) e con alcune opere teatrali come Fermata d'autobus (1983). In un clima politico sempre più ostile e soffocante, Gao decide nel 1987 di lasciare la Cina e nel 1988 approda a Parigi, dove vive tuttora. Qui conclude il suo capolavoro, La Montagna dell'Anima (1990), e dopo i fatti di Tian'anmen scrive il dramma La Fuga (1989). Dal 1998 è cittadino francese. Nel 1999 pubblica il suo secondo grande romanzo autobiografico, Il libro di un uomo solo. Nel 2000 Gao ottiene in Italia il premio Feronia; in ottobre, l'Accademia Reale di Svezia gli assegna il Nobel per la letteratura. Nel 2001 Rizzoli ha iniziato la traduzione integrale delle sue opere con i racconti di Una canna da pesca per mio nonno e Per un'altra estetica, il catalogo di una mostra della sua produzione figurativa.

E sulla recensione del libro:

La Montagna dell'Anima è l'opera monumentale che ha consacrato Gao Xingjian come uno dei maestri del nostro tempo. È il racconto di un lungo viaggio tra le montagne, le foreste, le riserve naturali, i villaggi della Cina del sud e del sud-ovest, narrato, a capitoli alterni, in seconda e in prima persona: un tu che, sul treno, ascolta un altro viaggiatore parlare delle meraviglie di Lingshan - la Montagna dell'Anima, dove tutto è allo stato originario - e decide di gettarsi alla sua ricerca; e un io che, come Gao, è uno scrittore perseguitato dal regime, ha dovuto allontanarsi da Pechino e ha completamente cambiato la propria visione del mondo dopo che un medico, per errore, gli ha diagnosticato un cancro al polmone. Il viaggio è dunque l'occasione di un bilancio esistenziale e la fonte inesauribile di nuove esperienze. E l'autobiografia diviene romanzo picaresco in cui si intrecciano avventure di feroci briganti e tristi vicende di fanciulle suicide per amore, saggio enciclopedico (sugli animali e le piante della foresta vergine, sugli usi, le credenze, le leggende delle popolazioni tribali, sui fossili degli ominidi più antichi e sulle tracce della presenza dell'«uomo selvatico»), storia della Cina dalle antiche dinastie alla Lunga Marcia, dalla tabula rasa della Rivoluzione culturale al presente (e precario) compromesso fra sviluppo economico e autoritarismo politico, riflessione sul senso e lo scopo della letteratura, tormentata storia d'amore, ricerca filosofica della natura dell'anima, della propria identità, della verità dell'essere, di Dio che nell'ultimo capitolo si manifesta in forma di minuscola rana e parla il linguaggio incomprensibile di una palpebra che si alza e si abbassa… Erede sia della tradizione letteraria cinese sia delle più inquiete esperienze europee del Novecento, Gao riesce a fondere i diversi materiali narrativi grazie al supremo controllo dello stile. E questo romanzo, uno dei più importanti degli ultimi vent'anni, diventa un'appassionata professione di fede nella necessità della letteratura.

Tuesday, June 15, 2010

CHINMOKU - silenzio



Non sono sparito, solo solo rimasto in silenzio...alle volte mi capita di voler parlare di nuove tecniche apprese, di piccole 'illuminazioni' o progressi da condividere, di nuovi stage a cui ho partecipato e che mi hanno offerto un altro punto di vista, e poi mi guardo in giro...

Vedo che tutti postano foto dei proprio successi sui social network, viaggi costosi magari in Cina o Giappone per garantirsi brillanti occasioni di pratica, in realtà tutto questo rumore egocentrico mi lascia perplesso.

E'come se anche la pratica che dovrebbe essere una Via spirituale per come la intendo, nella quale investiamo risorse fatica tempo e denaro alla fine non sia differente dal mondo del lavoro o dalle ambizioni quotidiane...

Mi dico ma possibile che l'uomo moderno non riesca a staccarsi dal modo di vivere la vita cosi' consumistico ed erosivo? In questo caso l'arte marziale che dovrebbe farci vivere più sereni, non porta a nulla se non ad uno stress ulteriore che è quello di arrivare sempre più in alto con traguardi da mostrare sempre di più 'rumorosi'.

Tutto questo mi porta a pensare che il silenzio abbia un valore veramente grande e che chi riesce a mantenere un silenzio dignitoso sia in realtà una persona che ha molto da dire.

Tuesday, May 04, 2010

FILM - 36° camera dello Shaolin


1978 - Hong Kong
Regia: Chia-Liang Liu


Ieri sera vista la pioggia e il traffico ho deciso di restare a casa a godermi questo film cinese di parecchi anni fa acquistato in edicola: "36° camera dello Shaolin" facendo riferimento al metodo di allenamento del monastero Shaolin secondo cui ogni stanza veniva dedicata ad un particolare tipo di allenamento, le stanze erano in totale 35 e la 36°esima viene aperta e inaugurata dal protagonista che crea una nuova arma: il nunchaku a 3 sezioni e apre lo studio del kung fu anche ai laici.

La trama è la seguente:
Il giovane studente Yu Te (Gordon Liu) aiuta il suo maestro a recapitare messaggi della resistenza contro gli oppressori tartari attraverso il negozio di pesce di suo padre. Scoperto il trucco, i messaggi venivano inseriti nei pesci, i funzionari del governo distruggono la scuola ed il negozio uccidendo il padre di Yu Te il maestro ed i suoi compagni di scuola.

Yu Te ferito si reca al tempio Shaolin dove ha saputo che i monaci conoscono e praticano le arti marziali. Nel tempio ci sono 35 camere, ed in ognuna si insegna una tecnica del kung fu in un crescendo di difficoltà. Superate tutte le prove gli viene offerto di guidare una delle camere, ma uno dei maestri non è d'accordo perché pensa non sia ancora pronto e lo sfida dandogli la possibilità di scegliere l'arma con cui combattere. Yu Te perde la sfida, ma questo è uno stimolo per lui a migliorarsi e si allena, sfidando il maestro cambiando ogni volta arma e cercando di adattarsi alla tecnica dell'avversario.

Yu Te crea allora una nuova arma (un San jie gun) con cui riesce a sconfiggere il maestro: a questo punto, vuole che gli sia data la possibilità di creare la 36° camera per poter insegnare il kung fu anche ai non monaci. Al rifiuto dell'abate e all'insistenza di Yu Te l'abate decide di punirlo. La punizione consiste nell'uscire dal tempio per raccogliere offerte.

Yu Te riesce a portare a termine la sua vendetta ed a reclutare i primi allievi che faranno parte della 36° camera dello Shaolin creata.


Il film è molto gradevole e appassiona soprattutto perchè man mano che passano le "camere" si vogliono vedere i diversi metodi di allenamento, consigliato però solo a chi è interessato alle arti marziali.

Friday, April 30, 2010

SUDOKU & ZEN



Oggi pausa pranzo tutta nipponica, sushi e sudoku...ehhehe
E' da un po' di tempo a questa parte che mi sono appassionato di SUDOKU, mi porto questa versione poket sui mezzi e quando c'è caos o qualche situazione sgradevole mi immergo alla ricerca del numerino e magicamente mi accorgo di essere arrivato alla fermata giusta...

Cosi' riflettevo sul fatto che alla fine concentrarsi nella ricerca del numero giusto da collocare nella griglia alla fine è un po' una attività "zen"...svuota la mente, ci impedisce di soffermarci troppo ad ascoltare sensazioni magari non troppo piacevoli ma soprattutto personalmente trovo porti sollievo alla mente che, come per la pratica, resta concentrata li e quindi quando si finisce "l'esercizio" si prova un senso generale di piacere e di benessere...

Mi sono detto...ma, sarà un caso che questo passatempo venga dal Giappone??? mah...

Thursday, April 29, 2010

LE ARTI MARZIALI E LO ZEN


In questi giorni il Samu lo avrete capito è meditativo....
Ho trovato questo scritto che riporto fedelmente senza alcun commento, lasciando che agisca come agiscono le foglie di tè nell' acqua e lo condivido con voi:

"Le tre specie nella via dell'arte marziale sono : l'arte marziale dell'intellettuale, l'arte marziale del pretenzioso e l'arte marziale del Budo. Nell'arte marziale dell'intellettuale, si pensa ai vari modi di allenamento e li si cambia spesso senza approfondire. Si conoscono numerose tecniche, ma la pratica è come una danza e si è incapaci di applicarle in combattimento.

Nell'arte marziale del pretenzioso, ci si agita molto senza allenarsi realmente, tuttavia si parla spesso delle proprie imprese "gloriose". Si provocano delle zuffe e si offendono gli altri. Secondo le circostanze si rischia di distruggersi o di disonorare la propria famiglia.

Nell'arte marziale del Budo, le cose vanno a buon fine con un'elaborazione permanente, si resta calmi anche quando gli altri sono agitati e si vince dominando il proprio spirito e quello del proprio avversario. maturando la propria arte, si arriva a manifestare le proprie capacità superiori e sottili, a restare senza turbamento in ogni situazione, a non essere al di fuori di sè. E se si tratta di lealtà e di fedeltà verso il proprio signore e i propri genitori, si diventa una tigre feroce, un'acquila piena di dignità; avendo la rapidità di visione di un uccello, si può vincere qualunque nemico.

L'obiettivo dell'arte marziale consiste nel dominare la violenza, nel rendere inutili i soldati, nel proteggere il popolo, nello sviluppare le qualità della persona, nell'assicurare al popolo la tranquillità, nel creare un armonia tra i gruppi e poi nell'accrescere i beni della società.

Sono le sette virtù dell'arte marziale di cui il sacro Maestro (Confucio) fa l'elogio. Sicchè il principio è unico per lo studio e per l'arte marziale. Inutili sono le arti marziali dell'intellettuale e del pretenzioso.

Wednesday, April 28, 2010

MOSHUTOKU


Esite un termine nello Zen che esprime un concetto che per noi occidentali è qualcosa di molto difficile da comprendere e ancora di più da perseguire, si tratta di Moshutoku, la parola significa letteralmente "Senza Spirito di Ottenimento".

Moshutoku indica che quando facciamo qualcosa dobbiamo abbandonare il fine e trovare purezza di intenti nei gesti e nelle azioni che compiamo, questo non per un senso moralistico che non è mai presente nella cultura orientale (il senso di colpa, la contrapposizione bene e male sono sono un bagaglio nostro), ma perchè
quanto più il praticante sa essere limpido e trasparente, tanto più immediato e facile è per il Ki, l’energia vitale, compiere liberamente il suo lavoro.

Pratica a parte nella vita di tutti i giorni evitare di agire per secondi fini ci permette di vivere senza aspettative e quindi con meno stress oltre che di essere persone migliori.

Sicuramente Moshutoku non è molto "di moda" soprattutto in questi ultimi anni e in questa nostra società dove non si fa mai niente per niente, anche (e tristemente) sul tatami che è poi un piccolo spezzato di mondo.
Chi mi conosce sa da quale fatto prende spunto questa mia riflessione che ho voluto condividere con voi tutti e ancora una volta dobbiamo essere come il fiore di loto che si erge in tutto il suo splendore sopra le acque torbide.

Wednesday, April 21, 2010

TENOUCHI
















Sono alcuni anni che seguo la pratica della spada giapponese e mi sono spesso imbattuto nel termine TENOUCHI che si sente nominare molto sovente sia nel kendo che nel kenjutsu e recentemente ho scoperto anche nel kyudo (ancora una volta emerge come tutte queste discipline abbiano un comun denominatore)...

Comunque analizzando il significato letterale del termine vediamo che è composto da TE-mano NO-di UCHI-interno, quindi potremmo tradurre come mano che stringe all' interno, una sorta di grip che si fa sulla tsuka della spada ad esempio.

Tuttavia il termine potrebbe essere fuorviante perchè in realtà quando impugnamo un bokken, uno shinai o uno iaito non dobbiamo serrare le mani sempre, ma al contrario lasciarle con una certa morbidezza : te-no-uchi interviene nel momento del colpo e ancora di più nel momento del taglio ad esempio nel caso del batto-do.

Tenouchi permette di controllare il colpo, renderlo potente e effettuare un taglio preciso e efficace, tecnicamente tenouchi (che va allenato per molto tempo prima di essere "automatico") nel caso della spada si effettua stringendo il dito mignolo e anulare.

Oggi il Samu si sente "tecnico" eheheh

Monday, April 19, 2010

TAMESHIGIRI



Ieri mattina si è svolto un allenamento con taglio delle paglie, per chi è potuto essere presente (anche solo come spettatore) si è rivelato un interessante momento di studio della spada giapponese.

In particolare è emersa l'importanza del taglio a 45° e soprattutto del controllo della spada con un buon kime, prima di tutto per ragioni di sicurezza personale e dei compagni, e poi per poter effettuare tagli in precisione.

Sono state messe a disposizioni shinken di provenienza varia (una lama c.steel americana, alcune lame giapponesi 'polite' da un artigiano e ristrutturate, alcune lame cinesi, ecc..) molto interessante la differenza di impatto con il makiwara (paglione da tagliare) e il differente approccio del taglio.

E' passato quasi un anno dalla mia ultima occasione per provare a fare batto-do, e mi sono reso conto che forse grazie a tante esperienze che sto facendo il mio modo di tagliare è cambiato ma forse potrei dire il modo di camminare e di presentarmi davanti al makiwara è differente, sicuramente un minimo di tensione e adrenalina era con me anche questa volta ma mi sono preso i miei tempi, non ho tagliato con fretta e nonostante alcuni errori iniziali ho potuto tagliare in modo più preciso e sentire molte sensazioni, e sempre resto stupito del fatto che non si deve tagliare con forza...in realtà forse semplicemente la spada va accompagnata al bersaglio e poi va controllata, tentare di imprimere una ulteriore spinta provoca un taglio non preciso, insicuro e un po' ricurvo (effetto a cucchiaiata) sul paglione...

Thursday, April 15, 2010

CONCERTO DI TAISHO KOTO



Segnalato da una amica:

Il 17 Maggio 2010 presso il Teatro Dal Verme a Milano ci sarà un concerto di Arpa Giapponese.
INGRESSO GRATUITO ore 20:00 (apertura porte 19.30 fino a esaurimento posti)

"Kinshu-kai" & "Angelfish", "Alessandro Sironi" al Pianoforte

Teatro dal Verme
Via S.Giovanni sul Muro,2
MILANO

Tuesday, April 13, 2010

NERI GOMA



E torniamo a parlare di cibo giapponese, ieri sera ho cucinato del tofu (facendolo solamente saltare) e mentre pensavo a come insaporirlo oltre che con la classica salsa di soja, ho trovato una bustina di neri-goma che mi aveva regalato la mia amica giapponese Ciko.

Sempre molto precisa mi aveva scritto un bigliettino incollato sopra con scritto "NERI GOMA, senza sale si può usare come la pasta di noci in Italia, in Giappone la usiamo per l'insalata, il tofu, il pollo alla griglia, puoi assaggiare anche mescolando con un po' di salsa di soja"....bhè a questo punto non ho saputo resistere e l'ho assaggiata.

Devo dire che è veramente deliziosa e si sposa benissimo con i sapori delicati, ho scoperto che esiste anche una versione più scura che si chiama "neri goma kuro" fatta con il sesamo nero presumo.

Se vi capita assaggiatela (^^)Y

FILM - IP MAN



Periodaccio ragazzi, causa problemi in famiglia di influenza varia ho dovuto perdere l'incontro con lo stage di Shodo...che conto comunque di rimandare, e cosi' ieri mi sono consolato con la visione di questo stupendo film cinese.

Tutto il film (realizzato nel 2008) è una sorta di biografia del grandissimo Sifu Ip Man il maestro di kung fu celebre per aver diffuso lo stile del wing chun e per essere stato il primo insegnante di Bruce Lee.

Al di la' della bellezza delle scene di combattimento che ci fanno vedere l'efficacia dei "3 veleni" del w.chun e dell'esecuzione delle forme con tanto di applicazione emerge la figura di un uomo che sullo sfondo dell' occupazione giapponese è Sifu ma anche e soprattutto come accade per i grandi Maestri una persona molto sensibile e attenta alle esigenze degli altri.

Purtroppo oggi è davvero difficile trovare persone con un simile spirito anche tra molti praticanti di arti marziali cerchiamo di non dimenticare il vero senso della pratica e non riduciamola a pura ricerca di gradi e successi personali altrimenti a mio avviso alla lunga stanca...

Friday, April 09, 2010

STAGE SHODO



Si è parlato spesso del rapporto tra spada e pennello, in particolare sulla similitudine della morbidezza del polso nello scrivere e nel tagliare, tanto che ad un certo punto mi son deciso di provare questa sensazione...

Domenica 11 aprile proverò l'esperienza di fare shodo, letteralmente "via della scrittura" è ovvio che in un solo giorno non potrò capire più di tanto e non me lo aspetto nemmeno, tuttavia forse potrò cogliere il profumo anche di questo fiore.

Lunedi' vi posterò le mie impressioni, intanto se qualcuno di voi ha provato già questa esperienza sia libero di lasciarmi un commento :)

Buon week-end a tutti :)

Tuesday, April 06, 2010

LIBRI - LO ZEN DEI SAMURAI



Qualche anno fa avevo acquistato questo libro contenente parecchi koan dello Zen di Kamakura rivolti in particolar modo a guerrieri, Bushi, per temprare le loro menti e condurre il guerriero ad uno stato di calma e consapevolezza necessaria al combattimento.

Come informazioni sul libro dirò solo che è un libro di Leggett Trevor pubblicato da Astrolabio Ubaldini nella collana Civiltà dell'Oriente.

All'epoca in cui acquistai il libro (in quel periodo ero un entusiasta per tutto quello che riguardava la cultura giapponese in particolar modo i samurai) lessi due o tre koan e non capii nulla, rimisi in libro in mezzo ad altri e accantonai il problema pensando di aver comprato qualcosa di quantomeno inutile...

Passò un po' di tempo e il libro sbucò nuovamente fuori...nel frattempo ero entrato in contatto con parecchi concetti dello Zen, attraverso le arti marziali, una breve ma significativa esperienza dello Shiatsu...o semplicemente attraverso esperienze di amici che praticano lo Zen come meditazione...lessi due o tre koan, ne capii qualcuno seppur non ero in grado di dare risposte, arrivai a metà libro e lo rimisi in mezzo agli altri...

Settimana scorsa forse complici le pulizie di primavera il libro dei koan sbucò nuovamente fuori...ho iniziato a leggerlo e mi trovo a sorridere su parecchie cose e alle volte forse in modo pretenzioso mi viene una risposta da dare al koan...

Francamente non mi importa se sia giusta o sbagliata, forse questo libro, lo Zen agisce cosi' con lo scorrere del tempo e il percorrere della Via, sia essa spirituale o marziale...

Oggi forse il Samu è troppo meditativo...ehehehh

Friday, April 02, 2010

BUONA PASQUA !



Buona Pasqua e Felice Primavera a voi tutti (^^)Y ci risentiamo prestissimo...
un abbraccio

Wednesday, March 31, 2010

HIKI



Stavo riflettendo su come il concetto di yin e yang sia permeato nelle arti marziali orientali,
questo si nota molto nelle tecniche di spada denominate HIKI...nel kendo ad esempio è possibile fare punto
con un hiki men o un hiki kote, cioè dei colpi alla testa o al polso portati andando indietro ma con l'intenzione,
il tanden (sede dell'energia collocato due dita sotto l'ombelico), potremmo dire sempre rivolto in avanti.
Questo dualismo (avanti-indietro) rende la tecnica molto spettacolare ma abbastanza complessa da portare: il rischio
è che andando indietro si perda l' "intenzione" del colpo.



Queste tecniche HIKI sono presenti ovviamente anche nei koryu più tradizionali, magari non evidenti a livelli base omote
sono insite nelle tecniche più avanzate dove anche grazie alla distanza più ravvicinata è possibile portare ad esempio
HIKI KUBI (taglio del collo andando indietro).

Monday, March 29, 2010

ANIME E MANGA - AI NO GAKKO CUORE MONOGATARI


1981 - CUORE
Classico
26 episodi

Oggi mi è venuto in mente un vecchio anime che ricalcava le storie dell' italianissimo libro Cuore...mi ricordo che aveva un bel seguito nei primi anni '80, voi lo ricordate?

Dal libro di Edmondo de Amicis, la Nippon Animation adatta le commoventi avventure di un gruppo di compagni di scuola dell' Italia umbertina.

Riprendendo fedelmente le situazioni del testo originale, l'animazione assume spesso toni drammatici, anche se ben controbilanciati da alcune trovate dello sceneggiatore, atte a far risaltare la spensieratezza e il forte legame che unisce i ragazzi in età scolare.

Friday, February 26, 2010

EVENTO GIAPPONE A MILANO



Con largo anticipo la mia amica Ciko mi ha segnalato questa serie di eventi sulla cultura giapponese a Milano.

Si tratta ancora di un progetto ma consiglio di non perdere d'occhio il sito

Wednesday, February 17, 2010

LA SPADA E IL PENNELLO



So che il blog è principalmente improntato sul Giappone ma alle volte non si può parlare di Giappone senza citare qualcosa della cultura cinese, oggi vorrei condividere con voi un articolo che ho trovato sulla rivista Enertao del Dicembre 2009.
Penso verrà apprezzato da tutti i numerosi praticanti di Taiji.

Antica poesia del poeta Li Bai (701-762)
sui principi del taiji

il corpo è come una montagna.
i muscoli e la pelle sono come una cascata altissima.
l'intenzione è come il sole che fa evaporare l'acqua.
il vapore è energia che forma l'arcobaleno.
l'energia riempie l'universo,
tu sei l'universo.


Prima di praticare il taiji si è rigidi e bloccati, man mano che ci si allena e ci si rilassa il corpo si scioglie come una cascata e scende a terra.
La nostra intenzione è come il sole che fa evaporare l'acqua che risale e riempie l'universo.
In questo modo con l'esercizio del Taiji Quan ci si rilassa e la nostra energia si espande nell' universo.

Thursday, February 11, 2010

PRINCIPIO DI SAGGEZZA nr 6


Colui che è saggio è dolce e dignitoso. L'una cosa è anche l'altra.
Non v'è dolcezza senza dignità, nè dignità senza dolcezza.
Dolcezza senza dignità è cedere a tutto.
Dignità senza dolcezza è superbia verso tutto.
Colui che è saggio prende esempio dalla natura. Questa con il suo divenire parla senza parole, vede senza guardare, e permane eterna in dolce dignità e dignitosa dolcezza.


Oggi riflettevo su questo principio....inizialmente dolcezza e dignità mi sembravano due parole apparentemente scollegate, se penso alla dignità mi viene in mente un volto austero...e invece c'è del vero in quanto detto, lo si può applicare in molti campi della vita, io ultimamente sto riflettendo sull' insegnamento nelle arti marziali...

Troppo spesso si vedono istruttori (e non uso volutamente la parola Maestro) che per timore di non essere presi seriamente invece di essere autorevoli (quindi dignotosi con dolcezza) diventano superbi e autoritari e questo causa un fuggi fuggi generale, una perdita di allievi e di entusiasmo nella pratica.

Dolcezza e dignità vanno sapeientemente dosate...yin e yang ancora una volta si dosano e si mescolano in un intreccio indissolubile e che la natura ci mostra con facilità mentre per noi esseri umani è tutto cosi' complesso.

Wednesday, February 10, 2010

DORAYAKI



Bhè per proseguire la carrellata di prodotti cibarecci che ho ricevuto dal Giappone non potevano mancare i mitici DORAYAKI...che dire li adoro !

Ormai penso li conoscerete tutti, ma forse non tutti sanno che [notizie trovate in rete]:

In origine il dorayaki aveva un solo strato; la forma attuale a due strati fu inventata nel 1914 da Ueno Usagiya.

In giapponese dora significa "gong", e probabilmente la forma simile a quella dello strumento musicale ha dato origine al nome del dolce.

Sebbene la ricetta originale del ripieno preveda l'anko(salsa di fagioli azuki), ne esistono numerose varianti come alla crema di castagne o al cioccolato.

I dorayaki sono noti per essere il piatto preferito del gatto-robot Doraemon, protagonista dell'omonima serie animata. Diversamente da quanto potrebbe sembrare, il nome "Doraemon" non deriva da dorayaki bensì da doraneko ("gatto vagabondo" in giapponese).

Monday, February 08, 2010

AMANATTO



E continuiamo a vedere il contenuto del pacco regalo di Ciko....dunque oggi abbiamo una bella confezione di AMANATTO (no non c'entra niente con il NATTO ehehehhe quel cibo un po' viscido che non ho mai assaggiato ma di cui ho letto in vari blog sul Giappone eheheh).

Questi sono fagioli di vario tipo e dimensione ricoperti con una glassa di zucchero....lo so che a noi italiani l'abbinamento fagioli/dolce può sembrare strano però teniamo presente che moltissimi dolci giapponesi utilizzano la marmellata di fagioli rossi(azuki), e comunque il gusto è veramente buono.

Questa sera come suggerito da Ciko offrirò al Dojo una delle due scatole omaggio vediamo un po' se piacciono o meno eheheheh, farò un piccolo sondaggio ;)