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Monday, July 05, 2010

YAMA - montagna



Questo weekend sono fuggito dalla città...non tanto dal caldo ma forse più dalle persone sempre più esagitate, e comunque ero in cerca di pace, cosi' ho optato per la montagna...

Anticamente in Giappone sia i monaci che i guerrieri compivano periodi di ritiro/allenamento molto duro vagando per le montagne senza altra fonte di sostentamento che ciò che poteva offrire la natura, dopo questo viaggio si narra che acquisissero forza e pace interiore.

In parte posso capire tutto ciò...tempo fa un amico alpinista mi raccontò che in effetti mentre nella pratica delle arti marziali i risultati si possono in qualche modo "gonfiare" (soprattutto per le persone egocentriche è facile trincerarsi dietro un minimo successo o un grado) con la montagna questo non funziona...

In montagna non si può affrontare un sentiero EE se non si ha la preparazione o l'attrezzatura perchè si paga caro, non su può bluffare, ma la montagna ferocemente ti mette davanti ai tuoi limiti, e per godersela tanto vale capirli e accettarli...

Wednesday, June 30, 2010

HANNYA



Questa impressionante maschera appartiene al demone tradizionale giapponese
Hannya (般若) ed è una maschera usata nel teatro nō per rappresentare un demone femminile geloso.

Possiede due grosse corna taglienti, due occhi abbaglianti e una bocca dal ghigno inquietante.

Questa maschera viene utilizzata per rappresentare una donna così gelosa da essersi trasformata in un demone.

Quanto diventano brutte le donne gelose in modo eccessivo e asfissiante !

Non che l'uomo sia da meno: l'uomo geloso tendenzialmente diventa violento e possessivo ma la donna (forse per questo i giapponesi antichi hanno immaginato questa figura) diventa veramente terribile a livello psicologico !

Per fortuna il Samu non ha di questi problemi (-.-)'

Monday, June 28, 2010

FILM - SANSHIRO SUGATA di A.Kurosawa



Titolo originale Sugata Sanshiro
Paese Giappone
Anno 1943
Durata 80 min


Per cercare di superare il caldo afoso di queste sere mi sono immerso nella visione di questo film che avevo acquistato tempo fa, si tratta della prima opera del famosissimo Kurosawa, una vera chicca.

Vi posto la trama:
L'opera narra la vicenda di un mitico campione di Jūdō vissuto alla fine dell'Ottocento: il Sugata Sanshiro che dà il titolo all'opera. Il romanzo da cui è stato tratto il film è ispirato alla storia di un judoka realmente esistito: Saigo Shiro.

1882, il giovane Sanshiro si reca in una palestra di jujitsu per apprendere le arti marziali; ma rimane colpito dalla mancanza di moralità e di valore negli uomini che vi incontra. Viene invitato ad assistere ad un evento: il maestro Monma vuole dimostrare la superiorità della loro disciplina sul Jūdō sconfiggendo il maestro Yano Shogoro. Tuttavia, quella notte, Yano sconfigge uno dopo l'altro tutti gli sfidanti.

Il giovane è colpito dall'eleganza e dalla forza interiore che traspare dall'uomo e decide di diventare suo apprendista. Superando i difetti della propria personalità, attraverso un continuo e sofferto miglioramento interiore, Sanshiro riesce a rendersi degno degli insegnamenti del maestro (fondamentale la scena in cui, in seguito ad un giusto rimprovero, il giovane trascorre la notte in un lago gelato per dimostrare di essere pronto anche a morire per guadagnarsi la stima di Yano).

In seguito vengono presentati una serie di duelli vinti dal giovane campione contro i maestri della disciplina rivale, fino all'esito finale, in una sfida mortale contro il nobile Higaki nello scenario di una collina squassata dalla tempesta.


Leggendo alcune recensioni ho scoperto che la tempesta dell' ultimo duello era una tempesta vera e che la troupe si è trovata a dover fronteggiare non pochi problemi per girare le scene, questo mi ha fatto riflettere su come anche il cinema un tempo richiedeva doti non indifferenti, oggi è già più facile si maschera tutto con la grafica e gli effettoni speciali, ecco perchè alla fine amo questi film in b/n dove traspare da ogni scena la passione del regista.

Il film mi è comunque piaciuto davvero tanto, il rapporto kohai e sensei era proprio quello di padre e figlio e anche l'altissimo senso dell'onore e del rispetto per l'avversario che oggi pare sepolto e dimenticato dovrebbero essere da esempio soprattutto per i praticanti di arti marziali.

Consiglio questo film non solo ai judoka o agli appassionati del Giappone ma anche a chi desidera un cinema più vero, delicato come quello giapponese sa essere, inoltre la breve durata dell' opera non rischia di annoiare anche i meno appassionati :)

Wednesday, June 23, 2010

KUBI BUKURO



Oggi mi è venuto sotto mano uno scritto riguardante questa parte forse meno conosciuta e più cruenta degli oggetti che il samurai si portava in battaglia: si tratta del KUBI BUKURO (sacco per la testa)...e la testa in questione era quella del nemico ucciso !

Non sapevo di questa usanza ma pare che anche i samurai fossero tagliatori di teste, particolare non poco rilevante visto che spesso ottenuta la testa di qualche nemico importante, disertavano la battaglia, per non correre il rischio di perdere il trofeo nella mischia.

Questa usanza pare fosse diffusa nel periodo Sengoku (1467–1573) a seguire poi per avere meno ingombro e snellire la procedura di trasporto, presentazione e sepoltura delle teste ci si accontentò magari solo di un orecchio o un naso.

Tuesday, June 22, 2010

LIBRI - AGGUATO ALL'INCROCIO di DALE FURUTANI



Il Samu arrivato a fine giugno inizia a non poterne più...voglio andare in vacanza ! possibilmente al mare ma devo pazientare, in attesa di questo ho iniziato a ricercare una serie di letture da spiaggia, niente di impegnativo ma godibili e possibilmente attinenti al nostro amato Giappone.

Mi è stato consigliato un autore: Dale Furutani nato nel 1946, originario dell' isola di Oshima a sud di Hiroshima è stato adottato da una famiglia americana quando proprio l'esercito americano confisca al nonno il peschereggio di famiglia e i Furutani si trovano in condizioni precarie.
Non dimenticando le sue origini Dale pubblica numerosi romanzi di successo e una fortunata trilogia che ha per protagonista il samurai Matsuyama Kaze.

Vi lascio una breve sinossi del primo dei 3 libri che ho acquistato:

L'alba si è appena aperta un varco fra nebbie velate e un intenso profumo di pini. All'incrocio fra quattro strade, un vecchio commerciante di carbone e un samurai incappano nel cadavere di un forestiero, trafitto alle spalle da una freccia di nobile fattura. Il signore del luogo - Manase, raffinato cultore di lettere e arti, incapace di governare il distretto - e il magistrato, Nagato,gretto e frustrato, accumula denaro per comprarsi una concubina - non sembrano molto interessati a individuare l'assassino. La colpa viene appioppata alpovero carbonaio Jiro: per salvarlo dalla crocifissione, il samurai MatsuyamaKaze - in giapponese "ventata di aria fresca" - decide di far luce suldelitto. Leale, fortissimo, pronto a "prevedere l'imprevedibile", Kaze è piùdi un semplice samurai: vaga da tempo per il Giappone alla ricerca di una bambina di nove anni, figlia dei suoi signori e padroni, trucidati dagli emissari del nuovo shogun. Entra nelle grazie dell'infido Manase, si conquista le confidenze di Aoi, la prostituta, e affascina la cameriera della casa da tè. Gli insegnamenti del suo sensei, uniti a fantasiose trovate,gli permettono di stanare menzogne, sventare tranelli, sgominare una banda di malviventi e scoprire il vero colpevole.

Monday, June 21, 2010

NUKI TSUKE (Nuki uchi)



Mi sono spesso chiesto cosa nascondessero i nomi dei kata di iaijutsu del koryu che studio da qualche anno, precisamente la scuola di Katori Shinto, ho notato che ricorrono termini come nuki tsuke e nuki uchi in più di un kata.

Che si tratti di tachi iai (Nuki uchi no tachi) o di suwari iai (Nuki tsuke no ken, Nuki uchi no ken) troviamo appunto sempre presenti questi termini, a quel punto ho condotto una piccola ricerchina sapendo che sicuramente i nomi non sono casuali, al di là della traduzione letterale che possiamo dare al nome del kata ("la spada che estraendo taglia"..ecc) questi due termini corrispondono ad un preciso significato.

E cioè un significato di immediatezza assoluta, come concetto di estrarre la spada dal fodero e di colpire l'avversario in un unico tempo, prima che questi abbia il tempo di estrarre la sua katana e di risolutezza dato che non è prevista una seconda azione o possibilità.

Sicuramente tenendo presente questo sarà possibile eseguire i kata con un differente approccio mentale.

Friday, June 18, 2010

Opera Pechino



E finalmente anche a Milano approdano spettacoli dal sapore orientale, questa sera andrò a vedere l' Opera di Pechino al teatro Piccolo (ecco il sito ).

L'Opera di Pechino è una forma teatrale di Opera cinese sviluppatasi a Pechino a partire dal tardo XVIII secolo, al suo interno mescola arte drammatica, pantomima, musica, canto e danza.

Non ho mai visto un simile spettacolo tuttavia documentandomi un minimo ho notato che ci sono alcune particolarità:l'essenzialità della scenografia, il movimento circolare degli attori anche nello sguardo, il significato dei differenti colori del trucco del viso e la divisione dei personaggi in diverse categorie.

Ad esempio il personaggio maschile Shēng 生 è diviso in tre categorie:

* lǎoshēng 老生, uomo anziano, generalmente un alto ufficiale, con barba scura o bianca a seconda dell'età, indossa abiti con disegni di dragoni. Un tipo di lǎoshēng è lo hóngshēng 红生, uomo anziano dal viso dipinto di rosso, che spesso rappresenta il dio cinese della guerra;
* xiǎoshēng 小生, uomo giovane, che canta con una voce armoniosa e molto artificiale, motivo per cui spesso il ruolo è ricoperto da donne;
* wǔshēng 武生, uomo esperto di arti marziali, la cui teatralità è centrata soprattutto sull'uso delle tecniche acrobatiche.


poi vi sono altre divisioni anche per i personaggi femminili, insomma già da questo si può capire che è un genere teatrale differente dal nostro classico...ammetto di essere parecchio curioso eheheh

Wednesday, June 16, 2010

LIBRI - LA MONTAGNA DELL' ANIMA di Gao Xingjian



Terminato il libro sui koan Zen ho deciso di iniziare a leggere questo volumone che mi avevano regalato due amici per il mio compleanno (più di 6 mesi fa !!!!), ma questo libro non è uno di quelli da leggere distrattamente in metro, quindi ho dovuto attendere il momento giusto per poterlo apprezzare...

Già dalle prime pagine sembra catturare bene l'attenzione del lettore, alternando descrizioni del viaggio reale (paesaggi, incontri, curiosità) a una sorta di viaggio interiore (emozioni, sensazioni)...si prospetta quindi una lettura molto intensa e nonostante la mole del libro, uno di quelli che si divorano velocemente eheheh...

Due parole sull' autore che ho trovato in rete:

Gao Xingjian, narratore, saggista, drammaturgo, traduttore e pittore, è nato nel 1940 a Ganzhou (provincia del Jiangxi), nella Cina sudorientale. Dopo aver studiato letteratura francese all'università di Pechino e aver tradotto alcuni classici del Novecento, e dopo cinque anni di «rieducazione» imposti dalla rivoluzione culturale, si afferma sulla scena letteraria con il Primo saggio sull'arte del romanzo moderno (1981) e con alcune opere teatrali come Fermata d'autobus (1983). In un clima politico sempre più ostile e soffocante, Gao decide nel 1987 di lasciare la Cina e nel 1988 approda a Parigi, dove vive tuttora. Qui conclude il suo capolavoro, La Montagna dell'Anima (1990), e dopo i fatti di Tian'anmen scrive il dramma La Fuga (1989). Dal 1998 è cittadino francese. Nel 1999 pubblica il suo secondo grande romanzo autobiografico, Il libro di un uomo solo. Nel 2000 Gao ottiene in Italia il premio Feronia; in ottobre, l'Accademia Reale di Svezia gli assegna il Nobel per la letteratura. Nel 2001 Rizzoli ha iniziato la traduzione integrale delle sue opere con i racconti di Una canna da pesca per mio nonno e Per un'altra estetica, il catalogo di una mostra della sua produzione figurativa.

E sulla recensione del libro:

La Montagna dell'Anima è l'opera monumentale che ha consacrato Gao Xingjian come uno dei maestri del nostro tempo. È il racconto di un lungo viaggio tra le montagne, le foreste, le riserve naturali, i villaggi della Cina del sud e del sud-ovest, narrato, a capitoli alterni, in seconda e in prima persona: un tu che, sul treno, ascolta un altro viaggiatore parlare delle meraviglie di Lingshan - la Montagna dell'Anima, dove tutto è allo stato originario - e decide di gettarsi alla sua ricerca; e un io che, come Gao, è uno scrittore perseguitato dal regime, ha dovuto allontanarsi da Pechino e ha completamente cambiato la propria visione del mondo dopo che un medico, per errore, gli ha diagnosticato un cancro al polmone. Il viaggio è dunque l'occasione di un bilancio esistenziale e la fonte inesauribile di nuove esperienze. E l'autobiografia diviene romanzo picaresco in cui si intrecciano avventure di feroci briganti e tristi vicende di fanciulle suicide per amore, saggio enciclopedico (sugli animali e le piante della foresta vergine, sugli usi, le credenze, le leggende delle popolazioni tribali, sui fossili degli ominidi più antichi e sulle tracce della presenza dell'«uomo selvatico»), storia della Cina dalle antiche dinastie alla Lunga Marcia, dalla tabula rasa della Rivoluzione culturale al presente (e precario) compromesso fra sviluppo economico e autoritarismo politico, riflessione sul senso e lo scopo della letteratura, tormentata storia d'amore, ricerca filosofica della natura dell'anima, della propria identità, della verità dell'essere, di Dio che nell'ultimo capitolo si manifesta in forma di minuscola rana e parla il linguaggio incomprensibile di una palpebra che si alza e si abbassa… Erede sia della tradizione letteraria cinese sia delle più inquiete esperienze europee del Novecento, Gao riesce a fondere i diversi materiali narrativi grazie al supremo controllo dello stile. E questo romanzo, uno dei più importanti degli ultimi vent'anni, diventa un'appassionata professione di fede nella necessità della letteratura.

Tuesday, June 15, 2010

CHINMOKU - silenzio



Non sono sparito, solo solo rimasto in silenzio...alle volte mi capita di voler parlare di nuove tecniche apprese, di piccole 'illuminazioni' o progressi da condividere, di nuovi stage a cui ho partecipato e che mi hanno offerto un altro punto di vista, e poi mi guardo in giro...

Vedo che tutti postano foto dei proprio successi sui social network, viaggi costosi magari in Cina o Giappone per garantirsi brillanti occasioni di pratica, in realtà tutto questo rumore egocentrico mi lascia perplesso.

E'come se anche la pratica che dovrebbe essere una Via spirituale per come la intendo, nella quale investiamo risorse fatica tempo e denaro alla fine non sia differente dal mondo del lavoro o dalle ambizioni quotidiane...

Mi dico ma possibile che l'uomo moderno non riesca a staccarsi dal modo di vivere la vita cosi' consumistico ed erosivo? In questo caso l'arte marziale che dovrebbe farci vivere più sereni, non porta a nulla se non ad uno stress ulteriore che è quello di arrivare sempre più in alto con traguardi da mostrare sempre di più 'rumorosi'.

Tutto questo mi porta a pensare che il silenzio abbia un valore veramente grande e che chi riesce a mantenere un silenzio dignitoso sia in realtà una persona che ha molto da dire.

Tuesday, May 04, 2010

FILM - 36° camera dello Shaolin


1978 - Hong Kong
Regia: Chia-Liang Liu


Ieri sera vista la pioggia e il traffico ho deciso di restare a casa a godermi questo film cinese di parecchi anni fa acquistato in edicola: "36° camera dello Shaolin" facendo riferimento al metodo di allenamento del monastero Shaolin secondo cui ogni stanza veniva dedicata ad un particolare tipo di allenamento, le stanze erano in totale 35 e la 36°esima viene aperta e inaugurata dal protagonista che crea una nuova arma: il nunchaku a 3 sezioni e apre lo studio del kung fu anche ai laici.

La trama è la seguente:
Il giovane studente Yu Te (Gordon Liu) aiuta il suo maestro a recapitare messaggi della resistenza contro gli oppressori tartari attraverso il negozio di pesce di suo padre. Scoperto il trucco, i messaggi venivano inseriti nei pesci, i funzionari del governo distruggono la scuola ed il negozio uccidendo il padre di Yu Te il maestro ed i suoi compagni di scuola.

Yu Te ferito si reca al tempio Shaolin dove ha saputo che i monaci conoscono e praticano le arti marziali. Nel tempio ci sono 35 camere, ed in ognuna si insegna una tecnica del kung fu in un crescendo di difficoltà. Superate tutte le prove gli viene offerto di guidare una delle camere, ma uno dei maestri non è d'accordo perché pensa non sia ancora pronto e lo sfida dandogli la possibilità di scegliere l'arma con cui combattere. Yu Te perde la sfida, ma questo è uno stimolo per lui a migliorarsi e si allena, sfidando il maestro cambiando ogni volta arma e cercando di adattarsi alla tecnica dell'avversario.

Yu Te crea allora una nuova arma (un San jie gun) con cui riesce a sconfiggere il maestro: a questo punto, vuole che gli sia data la possibilità di creare la 36° camera per poter insegnare il kung fu anche ai non monaci. Al rifiuto dell'abate e all'insistenza di Yu Te l'abate decide di punirlo. La punizione consiste nell'uscire dal tempio per raccogliere offerte.

Yu Te riesce a portare a termine la sua vendetta ed a reclutare i primi allievi che faranno parte della 36° camera dello Shaolin creata.


Il film è molto gradevole e appassiona soprattutto perchè man mano che passano le "camere" si vogliono vedere i diversi metodi di allenamento, consigliato però solo a chi è interessato alle arti marziali.

Friday, April 30, 2010

SUDOKU & ZEN



Oggi pausa pranzo tutta nipponica, sushi e sudoku...ehhehe
E' da un po' di tempo a questa parte che mi sono appassionato di SUDOKU, mi porto questa versione poket sui mezzi e quando c'è caos o qualche situazione sgradevole mi immergo alla ricerca del numerino e magicamente mi accorgo di essere arrivato alla fermata giusta...

Cosi' riflettevo sul fatto che alla fine concentrarsi nella ricerca del numero giusto da collocare nella griglia alla fine è un po' una attività "zen"...svuota la mente, ci impedisce di soffermarci troppo ad ascoltare sensazioni magari non troppo piacevoli ma soprattutto personalmente trovo porti sollievo alla mente che, come per la pratica, resta concentrata li e quindi quando si finisce "l'esercizio" si prova un senso generale di piacere e di benessere...

Mi sono detto...ma, sarà un caso che questo passatempo venga dal Giappone??? mah...

Thursday, April 29, 2010

LE ARTI MARZIALI E LO ZEN


In questi giorni il Samu lo avrete capito è meditativo....
Ho trovato questo scritto che riporto fedelmente senza alcun commento, lasciando che agisca come agiscono le foglie di tè nell' acqua e lo condivido con voi:

"Le tre specie nella via dell'arte marziale sono : l'arte marziale dell'intellettuale, l'arte marziale del pretenzioso e l'arte marziale del Budo. Nell'arte marziale dell'intellettuale, si pensa ai vari modi di allenamento e li si cambia spesso senza approfondire. Si conoscono numerose tecniche, ma la pratica è come una danza e si è incapaci di applicarle in combattimento.

Nell'arte marziale del pretenzioso, ci si agita molto senza allenarsi realmente, tuttavia si parla spesso delle proprie imprese "gloriose". Si provocano delle zuffe e si offendono gli altri. Secondo le circostanze si rischia di distruggersi o di disonorare la propria famiglia.

Nell'arte marziale del Budo, le cose vanno a buon fine con un'elaborazione permanente, si resta calmi anche quando gli altri sono agitati e si vince dominando il proprio spirito e quello del proprio avversario. maturando la propria arte, si arriva a manifestare le proprie capacità superiori e sottili, a restare senza turbamento in ogni situazione, a non essere al di fuori di sè. E se si tratta di lealtà e di fedeltà verso il proprio signore e i propri genitori, si diventa una tigre feroce, un'acquila piena di dignità; avendo la rapidità di visione di un uccello, si può vincere qualunque nemico.

L'obiettivo dell'arte marziale consiste nel dominare la violenza, nel rendere inutili i soldati, nel proteggere il popolo, nello sviluppare le qualità della persona, nell'assicurare al popolo la tranquillità, nel creare un armonia tra i gruppi e poi nell'accrescere i beni della società.

Sono le sette virtù dell'arte marziale di cui il sacro Maestro (Confucio) fa l'elogio. Sicchè il principio è unico per lo studio e per l'arte marziale. Inutili sono le arti marziali dell'intellettuale e del pretenzioso.

Wednesday, April 28, 2010

MOSHUTOKU


Esite un termine nello Zen che esprime un concetto che per noi occidentali è qualcosa di molto difficile da comprendere e ancora di più da perseguire, si tratta di Moshutoku, la parola significa letteralmente "Senza Spirito di Ottenimento".

Moshutoku indica che quando facciamo qualcosa dobbiamo abbandonare il fine e trovare purezza di intenti nei gesti e nelle azioni che compiamo, questo non per un senso moralistico che non è mai presente nella cultura orientale (il senso di colpa, la contrapposizione bene e male sono sono un bagaglio nostro), ma perchè
quanto più il praticante sa essere limpido e trasparente, tanto più immediato e facile è per il Ki, l’energia vitale, compiere liberamente il suo lavoro.

Pratica a parte nella vita di tutti i giorni evitare di agire per secondi fini ci permette di vivere senza aspettative e quindi con meno stress oltre che di essere persone migliori.

Sicuramente Moshutoku non è molto "di moda" soprattutto in questi ultimi anni e in questa nostra società dove non si fa mai niente per niente, anche (e tristemente) sul tatami che è poi un piccolo spezzato di mondo.
Chi mi conosce sa da quale fatto prende spunto questa mia riflessione che ho voluto condividere con voi tutti e ancora una volta dobbiamo essere come il fiore di loto che si erge in tutto il suo splendore sopra le acque torbide.

Wednesday, April 21, 2010

TENOUCHI
















Sono alcuni anni che seguo la pratica della spada giapponese e mi sono spesso imbattuto nel termine TENOUCHI che si sente nominare molto sovente sia nel kendo che nel kenjutsu e recentemente ho scoperto anche nel kyudo (ancora una volta emerge come tutte queste discipline abbiano un comun denominatore)...

Comunque analizzando il significato letterale del termine vediamo che è composto da TE-mano NO-di UCHI-interno, quindi potremmo tradurre come mano che stringe all' interno, una sorta di grip che si fa sulla tsuka della spada ad esempio.

Tuttavia il termine potrebbe essere fuorviante perchè in realtà quando impugnamo un bokken, uno shinai o uno iaito non dobbiamo serrare le mani sempre, ma al contrario lasciarle con una certa morbidezza : te-no-uchi interviene nel momento del colpo e ancora di più nel momento del taglio ad esempio nel caso del batto-do.

Tenouchi permette di controllare il colpo, renderlo potente e effettuare un taglio preciso e efficace, tecnicamente tenouchi (che va allenato per molto tempo prima di essere "automatico") nel caso della spada si effettua stringendo il dito mignolo e anulare.

Oggi il Samu si sente "tecnico" eheheh

Monday, April 19, 2010

TAMESHIGIRI



Ieri mattina si è svolto un allenamento con taglio delle paglie, per chi è potuto essere presente (anche solo come spettatore) si è rivelato un interessante momento di studio della spada giapponese.

In particolare è emersa l'importanza del taglio a 45° e soprattutto del controllo della spada con un buon kime, prima di tutto per ragioni di sicurezza personale e dei compagni, e poi per poter effettuare tagli in precisione.

Sono state messe a disposizioni shinken di provenienza varia (una lama c.steel americana, alcune lame giapponesi 'polite' da un artigiano e ristrutturate, alcune lame cinesi, ecc..) molto interessante la differenza di impatto con il makiwara (paglione da tagliare) e il differente approccio del taglio.

E' passato quasi un anno dalla mia ultima occasione per provare a fare batto-do, e mi sono reso conto che forse grazie a tante esperienze che sto facendo il mio modo di tagliare è cambiato ma forse potrei dire il modo di camminare e di presentarmi davanti al makiwara è differente, sicuramente un minimo di tensione e adrenalina era con me anche questa volta ma mi sono preso i miei tempi, non ho tagliato con fretta e nonostante alcuni errori iniziali ho potuto tagliare in modo più preciso e sentire molte sensazioni, e sempre resto stupito del fatto che non si deve tagliare con forza...in realtà forse semplicemente la spada va accompagnata al bersaglio e poi va controllata, tentare di imprimere una ulteriore spinta provoca un taglio non preciso, insicuro e un po' ricurvo (effetto a cucchiaiata) sul paglione...

Thursday, April 15, 2010

CONCERTO DI TAISHO KOTO



Segnalato da una amica:

Il 17 Maggio 2010 presso il Teatro Dal Verme a Milano ci sarà un concerto di Arpa Giapponese.
INGRESSO GRATUITO ore 20:00 (apertura porte 19.30 fino a esaurimento posti)

"Kinshu-kai" & "Angelfish", "Alessandro Sironi" al Pianoforte

Teatro dal Verme
Via S.Giovanni sul Muro,2
MILANO

Tuesday, April 13, 2010

NERI GOMA



E torniamo a parlare di cibo giapponese, ieri sera ho cucinato del tofu (facendolo solamente saltare) e mentre pensavo a come insaporirlo oltre che con la classica salsa di soja, ho trovato una bustina di neri-goma che mi aveva regalato la mia amica giapponese Ciko.

Sempre molto precisa mi aveva scritto un bigliettino incollato sopra con scritto "NERI GOMA, senza sale si può usare come la pasta di noci in Italia, in Giappone la usiamo per l'insalata, il tofu, il pollo alla griglia, puoi assaggiare anche mescolando con un po' di salsa di soja"....bhè a questo punto non ho saputo resistere e l'ho assaggiata.

Devo dire che è veramente deliziosa e si sposa benissimo con i sapori delicati, ho scoperto che esiste anche una versione più scura che si chiama "neri goma kuro" fatta con il sesamo nero presumo.

Se vi capita assaggiatela (^^)Y

FILM - IP MAN



Periodaccio ragazzi, causa problemi in famiglia di influenza varia ho dovuto perdere l'incontro con lo stage di Shodo...che conto comunque di rimandare, e cosi' ieri mi sono consolato con la visione di questo stupendo film cinese.

Tutto il film (realizzato nel 2008) è una sorta di biografia del grandissimo Sifu Ip Man il maestro di kung fu celebre per aver diffuso lo stile del wing chun e per essere stato il primo insegnante di Bruce Lee.

Al di la' della bellezza delle scene di combattimento che ci fanno vedere l'efficacia dei "3 veleni" del w.chun e dell'esecuzione delle forme con tanto di applicazione emerge la figura di un uomo che sullo sfondo dell' occupazione giapponese è Sifu ma anche e soprattutto come accade per i grandi Maestri una persona molto sensibile e attenta alle esigenze degli altri.

Purtroppo oggi è davvero difficile trovare persone con un simile spirito anche tra molti praticanti di arti marziali cerchiamo di non dimenticare il vero senso della pratica e non riduciamola a pura ricerca di gradi e successi personali altrimenti a mio avviso alla lunga stanca...

Friday, April 09, 2010

STAGE SHODO



Si è parlato spesso del rapporto tra spada e pennello, in particolare sulla similitudine della morbidezza del polso nello scrivere e nel tagliare, tanto che ad un certo punto mi son deciso di provare questa sensazione...

Domenica 11 aprile proverò l'esperienza di fare shodo, letteralmente "via della scrittura" è ovvio che in un solo giorno non potrò capire più di tanto e non me lo aspetto nemmeno, tuttavia forse potrò cogliere il profumo anche di questo fiore.

Lunedi' vi posterò le mie impressioni, intanto se qualcuno di voi ha provato già questa esperienza sia libero di lasciarmi un commento :)

Buon week-end a tutti :)

Tuesday, April 06, 2010

LIBRI - LO ZEN DEI SAMURAI



Qualche anno fa avevo acquistato questo libro contenente parecchi koan dello Zen di Kamakura rivolti in particolar modo a guerrieri, Bushi, per temprare le loro menti e condurre il guerriero ad uno stato di calma e consapevolezza necessaria al combattimento.

Come informazioni sul libro dirò solo che è un libro di Leggett Trevor pubblicato da Astrolabio Ubaldini nella collana Civiltà dell'Oriente.

All'epoca in cui acquistai il libro (in quel periodo ero un entusiasta per tutto quello che riguardava la cultura giapponese in particolar modo i samurai) lessi due o tre koan e non capii nulla, rimisi in libro in mezzo ad altri e accantonai il problema pensando di aver comprato qualcosa di quantomeno inutile...

Passò un po' di tempo e il libro sbucò nuovamente fuori...nel frattempo ero entrato in contatto con parecchi concetti dello Zen, attraverso le arti marziali, una breve ma significativa esperienza dello Shiatsu...o semplicemente attraverso esperienze di amici che praticano lo Zen come meditazione...lessi due o tre koan, ne capii qualcuno seppur non ero in grado di dare risposte, arrivai a metà libro e lo rimisi in mezzo agli altri...

Settimana scorsa forse complici le pulizie di primavera il libro dei koan sbucò nuovamente fuori...ho iniziato a leggerlo e mi trovo a sorridere su parecchie cose e alle volte forse in modo pretenzioso mi viene una risposta da dare al koan...

Francamente non mi importa se sia giusta o sbagliata, forse questo libro, lo Zen agisce cosi' con lo scorrere del tempo e il percorrere della Via, sia essa spirituale o marziale...

Oggi forse il Samu è troppo meditativo...ehehehh

Friday, April 02, 2010

BUONA PASQUA !



Buona Pasqua e Felice Primavera a voi tutti (^^)Y ci risentiamo prestissimo...
un abbraccio

Wednesday, March 31, 2010

HIKI



Stavo riflettendo su come il concetto di yin e yang sia permeato nelle arti marziali orientali,
questo si nota molto nelle tecniche di spada denominate HIKI...nel kendo ad esempio è possibile fare punto
con un hiki men o un hiki kote, cioè dei colpi alla testa o al polso portati andando indietro ma con l'intenzione,
il tanden (sede dell'energia collocato due dita sotto l'ombelico), potremmo dire sempre rivolto in avanti.
Questo dualismo (avanti-indietro) rende la tecnica molto spettacolare ma abbastanza complessa da portare: il rischio
è che andando indietro si perda l' "intenzione" del colpo.



Queste tecniche HIKI sono presenti ovviamente anche nei koryu più tradizionali, magari non evidenti a livelli base omote
sono insite nelle tecniche più avanzate dove anche grazie alla distanza più ravvicinata è possibile portare ad esempio
HIKI KUBI (taglio del collo andando indietro).

Monday, March 29, 2010

ANIME E MANGA - AI NO GAKKO CUORE MONOGATARI


1981 - CUORE
Classico
26 episodi

Oggi mi è venuto in mente un vecchio anime che ricalcava le storie dell' italianissimo libro Cuore...mi ricordo che aveva un bel seguito nei primi anni '80, voi lo ricordate?

Dal libro di Edmondo de Amicis, la Nippon Animation adatta le commoventi avventure di un gruppo di compagni di scuola dell' Italia umbertina.

Riprendendo fedelmente le situazioni del testo originale, l'animazione assume spesso toni drammatici, anche se ben controbilanciati da alcune trovate dello sceneggiatore, atte a far risaltare la spensieratezza e il forte legame che unisce i ragazzi in età scolare.

Friday, February 26, 2010

EVENTO GIAPPONE A MILANO



Con largo anticipo la mia amica Ciko mi ha segnalato questa serie di eventi sulla cultura giapponese a Milano.

Si tratta ancora di un progetto ma consiglio di non perdere d'occhio il sito

Wednesday, February 17, 2010

LA SPADA E IL PENNELLO



So che il blog è principalmente improntato sul Giappone ma alle volte non si può parlare di Giappone senza citare qualcosa della cultura cinese, oggi vorrei condividere con voi un articolo che ho trovato sulla rivista Enertao del Dicembre 2009.
Penso verrà apprezzato da tutti i numerosi praticanti di Taiji.

Antica poesia del poeta Li Bai (701-762)
sui principi del taiji

il corpo è come una montagna.
i muscoli e la pelle sono come una cascata altissima.
l'intenzione è come il sole che fa evaporare l'acqua.
il vapore è energia che forma l'arcobaleno.
l'energia riempie l'universo,
tu sei l'universo.


Prima di praticare il taiji si è rigidi e bloccati, man mano che ci si allena e ci si rilassa il corpo si scioglie come una cascata e scende a terra.
La nostra intenzione è come il sole che fa evaporare l'acqua che risale e riempie l'universo.
In questo modo con l'esercizio del Taiji Quan ci si rilassa e la nostra energia si espande nell' universo.

Thursday, February 11, 2010

PRINCIPIO DI SAGGEZZA nr 6


Colui che è saggio è dolce e dignitoso. L'una cosa è anche l'altra.
Non v'è dolcezza senza dignità, nè dignità senza dolcezza.
Dolcezza senza dignità è cedere a tutto.
Dignità senza dolcezza è superbia verso tutto.
Colui che è saggio prende esempio dalla natura. Questa con il suo divenire parla senza parole, vede senza guardare, e permane eterna in dolce dignità e dignitosa dolcezza.


Oggi riflettevo su questo principio....inizialmente dolcezza e dignità mi sembravano due parole apparentemente scollegate, se penso alla dignità mi viene in mente un volto austero...e invece c'è del vero in quanto detto, lo si può applicare in molti campi della vita, io ultimamente sto riflettendo sull' insegnamento nelle arti marziali...

Troppo spesso si vedono istruttori (e non uso volutamente la parola Maestro) che per timore di non essere presi seriamente invece di essere autorevoli (quindi dignotosi con dolcezza) diventano superbi e autoritari e questo causa un fuggi fuggi generale, una perdita di allievi e di entusiasmo nella pratica.

Dolcezza e dignità vanno sapeientemente dosate...yin e yang ancora una volta si dosano e si mescolano in un intreccio indissolubile e che la natura ci mostra con facilità mentre per noi esseri umani è tutto cosi' complesso.

Wednesday, February 10, 2010

DORAYAKI



Bhè per proseguire la carrellata di prodotti cibarecci che ho ricevuto dal Giappone non potevano mancare i mitici DORAYAKI...che dire li adoro !

Ormai penso li conoscerete tutti, ma forse non tutti sanno che [notizie trovate in rete]:

In origine il dorayaki aveva un solo strato; la forma attuale a due strati fu inventata nel 1914 da Ueno Usagiya.

In giapponese dora significa "gong", e probabilmente la forma simile a quella dello strumento musicale ha dato origine al nome del dolce.

Sebbene la ricetta originale del ripieno preveda l'anko(salsa di fagioli azuki), ne esistono numerose varianti come alla crema di castagne o al cioccolato.

I dorayaki sono noti per essere il piatto preferito del gatto-robot Doraemon, protagonista dell'omonima serie animata. Diversamente da quanto potrebbe sembrare, il nome "Doraemon" non deriva da dorayaki bensì da doraneko ("gatto vagabondo" in giapponese).

Monday, February 08, 2010

AMANATTO



E continuiamo a vedere il contenuto del pacco regalo di Ciko....dunque oggi abbiamo una bella confezione di AMANATTO (no non c'entra niente con il NATTO ehehehhe quel cibo un po' viscido che non ho mai assaggiato ma di cui ho letto in vari blog sul Giappone eheheh).

Questi sono fagioli di vario tipo e dimensione ricoperti con una glassa di zucchero....lo so che a noi italiani l'abbinamento fagioli/dolce può sembrare strano però teniamo presente che moltissimi dolci giapponesi utilizzano la marmellata di fagioli rossi(azuki), e comunque il gusto è veramente buono.

Questa sera come suggerito da Ciko offrirò al Dojo una delle due scatole omaggio vediamo un po' se piacciono o meno eheheheh, farò un piccolo sondaggio ;)

TE' NERO LUPICIA



E oggi invece parliamo di tè nero...Ciko mi aveva già spedito del tè nero della marca Lupicia, che pare essere molto diffusa in Giappone, questi due della foto sono "white Christmas" ed è tè nero con cioccolato bianco e sentore di albicocca, e "carol" alla fragola e vaniglia.

Le confezioni contengono 8 bustine pratiche da utilizzare magari a lavoro, e hanno un profumo molto goloso :)

Questo è il sito della Lupicia

Friday, February 05, 2010

TE' VERDE di CIKO



E come promesso continuo a mostrarvi il contenuto del pacco regalo di Ciko, questo che vedete nella foto è una confezione di tè verde (che ancora non ho provato) confezionato come un biglietto augurale di Capodanno (NENGA-JO) e visto che il 2010 è l'anno della tigre riporta una allegra famigliola di tigri (^^)

Wednesday, February 03, 2010

I 10 PRINCIPI DI SAGGEZZA



Il millepiedi viveva felice e tranquillo, finchè un giorno il calabrone gli disse per scherzo :"in che ordine camminano i tuoi piedi?". Il millepiedi ora giace immobile e perplesso, sta riflettendo su come muoversi.
Egli non sa di essere dominato da un problema inesistente.
Colui che è saggio, sa che per i viventi, tanto è facile creare l'artificio, quanto difficile è contrariare lo spontaneo.
Il saggio non cerca artifici per ciò che spontaneamente sviluppa la propria essenza.

(Principio nr. 10)


Ho trovato questa frase che mi è molto piaciuta e ho voluto condividerla, credo che quanto detto sopra sia molto vero, nel mondo delle arti marziali (e ovviamente nella vita quotidiana), troppo spesso ci facciamo mettere in crisi da un gesto, da una parola, e questo facendoci cadere in uno stato confusionale, impedisce i nostri progressi...
Semplificare credo sia la parola chiave per poter praticare anche in mezzo ai veleni, e alla piccolezza dell' animo umano solo cosi' potremo muoverci e proseguire per il nostro DO...
Oggi il Samu è meditativo ehehheeh (^^)

Tuesday, February 02, 2010

KUKICHA - TE'



Nella regione di Uji, che ha prodotto per secoli i più rinomati tè giapponesi, vengono coltivate ancora oggi in modo tradizionale le piante utilizzate per produrre il tè della qualità "KUKICHA".

Kuki Cha in giapponese significa "te di rametti" ma questa apprezzata bevanda è anche popolarmente chiamata "tè di 3 anni", per via della sua preparazione.

Il kukicha è infatti preparato utilizzando una miscela di rametti della pianta del tè che abbiano almeno 3 anni di età. Dopo la raccolta i rametti sono messi ad asciugare all' aria aperta per una settimana e quindi riposti per un anno affinchè sviluppino tutto il loro sapore.
Al termine di questo periodo, sono infine delicatamente tostati ed confezionati, questo accurato procedimento assicura al kukicha un sapore pieno e morbido, inoltre si sente molto bene il sentore della pianta, con un retrogusto di legno molto gradevole e particolare.

Considerato la migliore bevanda quotidiana dalla scuola macrobiotica, il kukicha è eccellente sia lontano che durante i pasti.

In Italia ho trovato che lo distribuisce la finestra sul cielo

Monday, February 01, 2010

YUZU KOSHO



Settimana scorsa ho ricevuto un bellissimo pacco regalo dal Giappone dalla mia cara amica Ciko, vorrei piano piano condividerne il contenuto con voi :)

Vediamo oggi cosa ho trovato....il tubettino nella foto è "YUZU KOSHO" cioè "pepe di Yuzu", in realtà questa pasta salata (ma non eccessivamente piccate tipo wasabi per intenderci) non contiene pepe ma è una pasta estratta dall' agrume giapponese Yuzu.

Utilizzata per zuppe, pasta, carne da al piatto un gusto particolare io l'ho provata ieri con degli spiedini di carne e devo dire che è molto gustosa :), se vi capita provatela...

Wednesday, January 27, 2010

LAO-TZU



Essere amati profondamente da qualcuno ci rende forti; amare profondamente ci rende coraggiosi.

Monday, January 25, 2010

TAIKO NO KOE



Ieri una amica è stata a vedere uno spettacolo o meglio un "duello armonico" tra due suonatrici di taiko ( i tamburi giapponesi) e una ballerina di flamenco..interessante fusion per due culture cosi' particolari presso gli
amici della musica

Thursday, January 07, 2010

SHINKEN SHOBU


Shinken Shobu è un termine che significa letteralmente "duello con spada vera,affilata", può avere anche il significato di duello all' ultimo sangue o comunque nel quale ci si impegna al massimo.
Un tempo i rappresentanti dei vari Ryu (scuole) di kenjutsu verificavano l'efficacia delle loro tecniche con questi duelli che terminavano con la morte di uno dei due bushi o in alcuni casi di entrambi, tale pratica era cosi' diffusa che furono emanati alcuni editti che vietavano tale pratica e il bokken (spada di legno) divenne il sostituto naturale della spada nei duelli e sebbene non tagliasse provocava gravi danni ed in alcuni casi anche la morte.
Il famoso Myamoto Musashi vinse più di 60 duelli molti dei quali usando un bokken contro armi reali.

Monday, January 04, 2010

ANIME E MANGA - OHAYO SPANK


OHAYO SPANK
1981-1982 – Hello Spank
Umoristico 63 episodi

E chi non conosce il mitico Spank ! In Italia ormai amatissimo, circolano gadget di ogni tipo, t-shirt, cinture e un sacco di materiale per i fans di questo dolcissimo e simpatico cagnolino pasticcione che negli anni 80 ha rubato il cuore a un sacco di ragazzi e ragazze.
Prodotta da Yutaka Fujoka , la serie, tratta dal manga sceneggiato da Shun’ichi Yukimuro e disegnato da Shizue Takanashi, si basa sulle avventure del cagnolino Spank e dei suoi amici.
La trama è molto semplice:dopo la misteriosa scomparsa del padre, avvenuta a causa di un incidente in mare, la piccola Aiko incontra il cucciolo e decide di prendersene cura.
La sceneggiatura del cartoon vede la partecipazione di Hiroshi Kaneko, che lavora a fianco dell’ autore originale per mantenere inalterata l’atmosfera del fumetto, mentre Shigetsugu Yoshida sovrintende la regia e Takao Kozai i disegni.
La direzione artistica e le scenografie sono di Noboru Tatsuike, la fotografia di Hirokata Takashi e le musiche di Koji Magaino.

Tuesday, December 29, 2009

BUONE FESTE !



...a tutti voi tantissimi auguri per un buon 2010 ! Nella speranza che il nuovo anno della Tigre porti pace e armonia in questo mondo troppo spesso difficile...un abbraccio

Monday, December 28, 2009

FILM - IL POTERE DELLA SPADA (2005)


Titolo originale: Shadowless Sword
Genere: Azione / Fantasy
Durata: 104 min.
Regia : Young-jun Kim

In questi giorni ho finalmente trovato il tempo per vedere questo film coreano acquistato tempo fa usato da Blockbuster (se un film non mi convince e voglio comunque vederlo spesso utilizzo questo metodo...ehehheh).

Si tratta di un film del 2005 uscito nelle sale italiane attorno ad aprile di quest'anno e probabilmente rimasto pochi giorni, tutto sommato se piace il genere "cappa e spada" è godibile, una nota di merito del film che mi è piaciuta è stato che cerca di far passare il concetto che la spada non viene sempre e solo visto come strumento di morte ma che anzi va utilizzata unicamente per proteggere.

Comunque bhè lo consiglio solo se siete proprio appassionati del genere eheheh

Vi posto la trama:
Corea, 926 d.C.: l'esercito ribelle delle Spade Assassine, sotto il comadno del rinnegato Gun Hwa-Pyung (Hyeon-jun Shin) e della bella e letale Mae (Ki-yong Lee) entra a palazzo reale ed elimina il principe Dae Soo-Hyun della dinastia Balhae, sottraendogli la mitica Mooyonggum, la spada senz'ombra.

Dopo questa efferata impresa, Gun, Mae e l'esercito delle Spade Assassine si dedicano alla sistematica eliminazione di tutti i membri della famiglia reale.

Il primo ministro Lim Sunji, a capo dell'esercito, ancora fedele alla dinastia Balhae, ricorre allora a un'ultima disperata misura: invia uno dei suoi migliori guerrieri, l'avvenente, quanto letale So-Ha (So-yi Yoon), a recuperare l'esiliato principe Jeonghyun.

Ovviamente Gun, Mae e gli altri ribelli non hanno alcuna intenzione di vedere questa missione andare a buon fine...

Wednesday, December 23, 2009

HAIKU - Matsuo Basho



Inverno desolato
nel mondo dì un solo colore
il suono del vento

Matsuo Basho (1644-1694)

Tuesday, December 22, 2009

HAIKU - Yosa Buson


...e oggi sotto questa città sommersa dalla neve, un piccolo spazio alla poesia, un haiku che mi è piaciuto molto di Yosa Buson (1716-1783):

Datemi alloggio per la notte
e l'uomo getta la spada.
Tormenta di neve.


Ciò che mi piace di questo haiku è che sembra di poter vivere la scena, immagino la locanda, immagino l'uomo che entra intirizzito dal freddo tanto da non curarsi nemmeno della propria spada e preoccuparsi solo di trovare riparo...

A distanza di millenni l'uomo non è cambiato.

Friday, December 18, 2009

SURIMONO - negozio articoli giapponesi


Se vi trovate a Milano vale la pena di dare un occhio a Surimono, si tratta di un negozio di artigianato giapponese dove potete trovare decorazioni d'interni, abiti, gioielli, calligrafie ma anche piccoli oggettini per un pensiero (visto che siamo in tema di regali eheheh).
Il negozio è in Corso Monforte 20/25.

Wednesday, December 16, 2009

COMPLEANNO !


....e oggi il Samu diventa più vecchio !

Tuesday, December 15, 2009

ANIME E MANGA - KAZUKO ROBINSON - FUSHIGINA SHIMA NO FLONE



1981-1982
classico, 50 episodi

Letteralmente "il naufragio della famiglia Robinson nella meravigliosa isola di Flone", mentre il titolo con cui è arrivato in Italia questo simpatico anime era "Flò la piccola Robinson", ve lo ricordate?

A me piaceva un sacco forse perchè mi ricordava proprio il celebre romanzo "Robinson Crusoe" che da piccolo avevo divorato e rileggevo spesso.

La trama abbastanza intuibile è la seguente: una famiglia composta da Hernest,Anna e dai tre figli Franz, Jack e Flone (alias Flò), naufraga su un'isola deserta dopo una terribile tempesta. Privi di ogni mezzo di sussistenza, i cinque componenti della famiglia Robinson si destreggiano per sopravvivere alle avversità della natura sino al termine della storia, che li vede reinseriti nella società (anche se io l'episodio finale non l'ho mai visto eheheh...)

Monday, December 14, 2009

STAGE COMMEMORATIVO


Domenica scorsa, 13 dicembre presso lo Zanshin Dojo si è tenuto uno stage alla memoria del Maestro Hatakeyama Goro scomparso recentemente, oltre a ricordarlo con un breve discorso tenuto dal M.Andrea Re ed altre iniziative abbiamo condiviso una lunga ed intensa pratica (6 ore) che era forse il pensiero più riccorente del Maestro che ripeteva istancabilmente "tanto tanto KEIKO"....(keiko = allenamento).
Un po' il concetto espresso con la parola KUNG FU in cinese, cioè duro lavoro...

Thursday, December 10, 2009

LUTTO nel KATORI SHINTO RYU




Martedi' 8 dicembre alle ore 22.00 Hatakeyama Sensei ci ha lasciati, con lui se ne vanno non solo un maestro di altissima levatura, ed un esperto nell' arte della katana ma un uomo di una simpatia e di una umanità eccezionale, chi ha avuto modo di conoscerlo personalmente sa a cosa mi riferisco.

La sua disponibilità verso i principianti, la sua semplicità, il suo rispetto verso le donne nel mondo delle arti marziali (cosi' troppo spesso maschilista) erano da esempio e guida.

Lo ricordo mentre sfogliava sorridendo il manga Vagabond, o mentre mi correggeva bonariamente ma con cipiglio severo, lo ricordo mentre scherzava con i bambini dei genitori che partecipavano ai suoi stage, lo ricordo come vero uomo del Budo non avido nè di denaro nè di spiegazioni...

Lo ricordo felice di aver conosciuto un uomo unico, uno degli ultimi grandi Maestri che per quanto possibile ci devono essere di esempio ogni volta che veniamo fuorviati dalla meschinità insita nell' uomo moderno.

Domo Arigatou Sensei...

MOSTRA GIAPPONE - MILANO


Periodo decisamente fortunato per gli amanti del Giappone a Milano, dopo la mostra sulla pittura Shunga il mese scorso ecco un altra mostra a Palazzo Reale decisamente interessante.

Il titolo della mostra POTERE E SPLENDORE indica una serie di oggetti (paraventi, anche di imponenti dimensioni, rotoli verticali e orizzontali dipinti su carta e seta, ma anche preziose lacche e ceramiche, armature, tessuti e maschere...) alcuni dei quali considerati Tesoro Nazionale mai visti in Italia che vanno dal periodo di Momoyama (1568-1615) al periodo di Edo (1615-1868).

Dal 7.12.2009 all' 8.03.2010 direi di non lasciarcela sfuggire (^^)Y