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Wednesday, August 03, 2011

LA POLITICA NELLE ARTI MARZIALI


..e oggi siccome mi sento la mente lucida e serena voglio affrontare un argomento decisamente spinoso: cosa ne pensate della 'politica' nelle arti marziali?

mi spiego meglio, nel panorama italiano per quel che ho potuto notare attorno alla pratica, che dovrebbe essere un qualcosa di esclusivametne benefico per il fisico (e di conseguenza portare energia e positività nella mente), fioriscono contrasti interni, si covano rancori, malesseri che non fanno bene non solo a chi li riceve soprattutto direi nuociono gravemente a chi li architetta e a chi deve assistere a questi penosi spettacolini e la conseguenza finale è che la stessa pratica marziale viene screditata.

ho avuto modo di recente di fare 4 chiacchiare con un collega ex praticante assiduo di Shaolin e oggi appassionato di tennis, la motivazione è sempre la medesima: cocente delusione e diciamocelo francamente pazienza terminata. alla fine è un po' come se ci crollasse un mito tanto allenamento, tanto impegno, tante belle parole per raggiungere il non attaccamento alle cose ... e poi la miseria umana davanti ai nostri occhi.

forse anche questo fa parte della pratica, rendersi conto che in nessun ambiente siamo esonerati dalle delusioni, che molto spesso chi riveste ruoli di "punta" non è un illuminato, anzi forse se è li è proprio grazie alla sua competitività, al suo ego al suo modo di pensare macchiavellico 'il fine giustifica i mezzi' (ecco un altro punto di vista, che ben si discosta all'idea che noi occidentali ci siamo fatti del Maestro)...

penso si debba tornare alla semplicità, lasciando che i rumori di quanto accade attorno siano echi sempre più distanti.

a chi si accosta per le prime volte alle arti marziali consiglio di non lasciarsi trascinare in dispute e diatribe ma di portare sempre la pace, e consiglio di guardare il Maestro, non tanto le abilità o le tecniche che possono impressionare, ma semplicemente come vive, quale è la sua qualità della vita, se irradia gioia di vivere, simpatia, positività, se è circondato da amici e se il clima di pratica è disteso, altrimenti non esitate a cambiare

a chi pratica da molti anni consiglio (e mi dico) di non disperdere energie, di tenere il centro, di conservare la voglia di imparare guardando con gli occhi di un bambino e lasciare glorie e "allori" a quanti li ricercano, magari non diverremo mai numeri 1 ma meglio essere un 999 e trarre benefici in termini di salute e migliorare la vita che esser un 1 tutto solo soletto lassù in cima...

ricordiamo che contano più le azioni che le parole, sono quelle a cui dobbiamo dar peso, Bruce Lee rese molto bene questo concetto racchiuso in questa frase che voglio citare:

"Verrai giudicato in base alle tue azioni. Se farai un asino di te stesso, ci sarà sempre qualcuno pronto a cavalcarti.
L'esibizionismo rappresenta l'idea di gloria dello sciocco"

5 comments:

ale said...

...se farai di te un asino, ci sarà sempre qualcuno pronto a cavalcarti! stupende parole; mio nonno diceva sempre che il rispetto non puoi richiederlo, ma meritarlo con il tuo atteggiamento; e quando in Africa, in campo di concentramento gli inglesi gli chiedevano se era fascista, lui rispondeva sempre e solo con "italiano" perchè se avesse risposto di no lo avrebbero picchiato i fascisti rinchiusi con lui e se avesse detto di sì lo avrebbero picchiato gli inglesi..
perciò non facciamo cavalcare da soli...
ale

Alessandra said...

L'ho vissuto indirettamente con mio marito,che dopo anni di Kendo ha lasciato per esasperazione.
Tante belle parole,pochi fatti.
Solo che seguire guide confuse non credo porti nulla di buono.
Peccato...c'è l'armatura nell'armadio lì in attesa :)

P.s.
ho letto il libro di Bruce Lee!!Devo dire che mi ha colpito alquanto.

samurai73 said...

Capisco tuo marito: anche io ex praticante di kendo, per fortuna il bogu (l'armatura) l'ho venduta ad una amica di Trieste che insegna al di fuori della federazione.

Il problema comunque non è il kendo, ma appena gira quanche soldo, io credo che ci siano molti allievi desiderosi di imparare nelle arti marziali, è la scarsità di veri Maestri che mi preoccupa..

Ma questa forse è la ricerca della vita, magari per un periodo si deve restare 'ronin', infondo anche gli antichi guerrieri imparavano molte tecniche proprio cosi'...è una fase dell' apprendimento.

L'importante è non perdere l'entusiasmo...

Marco said...

Anche io pratico ancora il Kendo, ho cominciato quest'anno a sentire l'inadeguatessa del mio Sensei ed ho cominciato a cercare la risposta in altri Dojo.
Il Kendo mi piace moltissimo, ma questa volta non so se a Settembre me la sentirò di continuare e sarebbe un peccato.
Tu perchè hai smesso?

samurai73 said...

Ho smesso principalmente perchè ho toccato con mano la corruzione degli esami, quando ti viene suggerito all'orecchio 'è meglio che dai questo esame in un altra città dove sai magari li non ti conosce nessuno...' in quel preciso istante tutto è crollato, all'epoca 7 anni fa ero molto più inesperto della vita e incline all'ira e arrivato a casa per la rabbia feci a pezzi tutto quello che riguardava il kendo,giurando di non volerne più sapere della spada giapponese, questo accadde a giugno...

ai primi di luglio mi ritrovai con il bokken in mano in una scuola di kenjutsu che faceva ancora due lezioni prima della chiusura...

ma l'esistenza è ciclica e il caso vuole che forse ora mi ritrovi di fronte alla medesima situazione... buffo eh ?