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Wednesday, December 13, 2006

ANIME E MANGA - GINGA TETSUDO 999


Galaxy Express
fantascienza 113 episodi
1978-1981

Il giovane Tetsuro Hoshino, povero di nascita, per migliorare la proprio condizione sociale decide di intraprendere un lungo viaggio a bordo di un treno spaziale in stile '800. che lo porterà in un lontano pianeta per procurarsi un corpo meccanico e con esso l'immortalità.

Ben presto il protagonista incontra Maeter, anche lei diretta su quel pianeta, che gli offre di accompagnarlo donandogli persino uno dei costosi biglietti.

Dopo mille avventure Tetsuro arriva finalmente a destinazione, ma qui ha una amara sorpresa: Maeter è in realtà la figlia della regina, mandata nello spazio, nel tentatico di trovare giovani valorosi che trasformati in cyborg possano servire la madre nella sua sete di conquista.
Grazie a Tetsuro Maeter capisce di aver fatto uno sbaglio e si ribella alla madre uccidendola. Maturato dagli avvenimenti, il giovane terrestre abbandona il progetto iniziale e ritorna al suo pianeta natale.

Cosi' termina la serie ideata da Reiji Matsumoto, diretta da Nobutaka Nishizawa e caratterizzata in collaborazione prima da Shingo Araki e poi da Tomonori Kogawa con lo pseudonimo di Shigeru Kogawa.

Personalmente non ho seguito questa famosissima serie però mi ricordo bene la sigla ehehhe...

3 comments:

bunny chan said...

Bello questo anime,ì: molto, ma molto dark! Tra i miei preferiti.

Ti ho contagiato con le sigle, eh ;-)!!
Galaxyyyy, galaxyy, galaxyyyyyyyyyy!

luca said...

bellissimo ginga tetsudo
ne parlo ankio nel mio blog

leiji said...

La siglaitaliana, come la maggior parte delle nostre versioni, era passabile, ma niente di più.
Come al solito quella giapponese era molto più bella. Ma erano soprattutto strepitose le altre musiche, che spesso facevano da sorta di "tappeto emotivo" e, permettevano, anche senza dialogo, di entrare nel mood del momento. Una serie bellissima, forse la migliore di Matsumoto, profonda, filosofica e surreale. Una serie di fantaasicenz autentica. Niente a che fare, insomma, coi soliti robottoni o quant'altro.