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Tuesday, April 18, 2006

LIBRI - La casa delle belle addormentate


E rieccomi nuovamente qua a parlare di libri, grazie alle vacanze di Pasqua sono riuscito a terminare il libro "Morte di mezza estate" di Mishima di cui vi dicevo qualche post fa..

A parte il racconto truculento di "Patriottismo", il libro è assolutamente gradevole e originale soprattutto come conclusione delle storie, quindi mi sento di consigliarlo anche a chi non ama eccessivamente Mishima dato che si tratta di un libro tutto sommato leggero e poco impegnativo ma allo stesso tempo molto brillante...

Ma passiamo al mio nuovo "pasto" letterario...sono tornato al mio scrittore preferito : KAWABATA !
Questa volta con un romanzo veramente insolito: "la casa delle belle addormentate" (che ha anche una postfrazione di Mishima), già dalle prime pagine (ne avrò lette solo una trentina) si capisce che si tratta di un libro "ermetico" con significati nascosti da trovare dentro alle parole...

Tanto per farvi capire di cosa si tratta copio qua sotto un piccolo spunto che ho trovato in rete: "La casa delle belle addormentate" è un raffinato racconto erotico centrato sulle visite del vecchio Eguchi a un inconsueto postribolo in cui gli ospiti possono passare la notte con giovanissime donne addormentate da un narcotico. Il regolamento, che vieta di svegliarle, esalta il fascino quasi magico emanato dalle fanciulle e permette a Eguchi, attraverso una delicata rapsodia di sensazioni e di ricordi, di riappacificarsi con se stesso in un viaggio tra i più misteriosi recessi della psiche, evocati con segni incredibilmente semplici, rarefatti e luminosi. "

Qualcuno di voi l'ha letto ? Che impressioni ha avuto ? Io per ora lo trovo un libro davvero stranissimo...e alle volte un po' inquietante...

8 comments:

bunny chan said...

A me era piaciuto tantissimo: credo sia uno dei miei preferiti di Kawabata!

Venerdì partooooooo!!!

Un bacio,
B.

samurai73 said...

Eh me lo stavo proprio chiedendo l'altro giorno quando sono venuto a farti visita sul sito...

Mamma mia che emozione ! Te l'ho già detto vero che ti invidio (in senso buono) da morire? (>.>)...

Tra l'altro in questo periodo un sacco di amici/amiche stanno partendo per il Giappone buaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa e io son sempre qua come un cactus ! (rende l'idea eh..)

bunny chan said...

Un saluto da Tokyo!

samurai73 said...

ahhh eccola li ehehhehe, come va ? Hai già visto i sakura fioriti ? Dai dai racconta !!!!

Bea said...

Non è il mio preferito di Kawabata (fra tutti Il Paese delle Nevi!)tuttavia mi ha molto colpito di questo libro il fatto che l’azione, o meglio i pensieri del protagonista, si svolgono in una camera dalla luce fioca, dentro una casa “segreta”, racchiusa da un giardino quasi sempre buio, come in un gioco di scatole cinesi dove, percorrendo il cammino inverso, l’ultima scatola, quella più piccola, è lo stesso Eguchi, con i suoi ricordi, con i quali, se si vuole, ricomincia il gioco.

Poi il tema della sessualità senile e dei ricordi che sopravvivono nonostante il "decadimento" fisico ispirano sempre commozione.

Questo libro ha ispirato anche un racconto di N.P. di Banana Yoshimoto.

Bea

samurai73 said...

Eccomi, ho terminato proprio ieri di leggere il libro, e devo confermare un po' tutto quello che avete scritto, grande capolavoro estetico e esoterico, con 1000 significati celati dall'autore, e poi comunque ribadisco con un tocco inquietante ;)

Mi presento said...

Ho letto "La casa..." molti anni fa e mi è piaciuto parecchio, anche perchè appartiene ad un filone narrativo meno "classicheggiante" rispetto ai grandi affreschi familiari come quello offerto da "Il paese delle nevi" e più esoterico e di "fomazione" per il protagonista (cosa del resto rilevata dallo stesso Mishima nel suo commento al testo).
Di recente, è uscito in Italia un romanzo che si ispira esplicitamente alla "Casa delle belle addormentate" (Carmen Scotti, Il vizio, Aliberti editori). Non si tratta di un banale "copycat": l'impianto narrativo è complesso e, attraverso la duplicazione dei punti di vista, rende omaggio anche ad un altra grande opera della letteratura inglese contemporanea(a dire il vero, poco conosciuta) che è "Il collezionista" di John Fowles.

samurai73 said...

Molto interessante, grazie ;)