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Monday, February 20, 2006

LIBRI - Koto ovvero I giovani amanti dell'antica città imperiale


Ecco un altro libro letto un po' di tempo fa, a mio parere bellissimo (ma non faccio testo perchè Kawabata è in assoluto il mio scrittore preferito !) scritto da uno dei maggiori autori di questo secolo (Premio Nobel nel 1968).

KOTO è la storia dolce e triste di due ragazze : Chieko e Naeko.


Caratteristica presente in tutte le opere di Kawabata è mixare abilmente la disperazione con la dolcezza dei sentimenti contribuento in questo modo a dare un tocco di realismo a tutte le sue opere.

Le due ragazze, si incontrano e scoprono di essere gemelle. Hanno però avuto dal destino storie diverse: la prima, abbandonata dai genitori poveri, viene allevata dalla famiglia di un originale e benestante mercante di kimono, mentre la sorella, morti presto la madre e il padre, deve guadagnarsi la vita lavorando nei boschi della montagna. Malgrado il profondo legame che le unisce, alla fine le due sorelle torneranno a percorrere strade diverse.


In tutto il libro possiamo notare l'abilità dell'autore ad analizzare i sentimenti (sempre suggeriti più che espressi) e ovviamente le famose descrizioni raffinate della natura e dei paesaggi, che si fondono bene nella trama.

CONSIGLIATISSIMO !!!!!

4 comments:

bunny chan said...

Lo prendo al volo!!!

samurai73 said...

Si si consigliato anche "bellezza e tristezza" dello stesso autore, mentre non mi ha entusiasmato perchè non ho capito bene a dire il vero "il paese delle nevi"...

Come è andata poi con il kimono ?

ale said...

..mahhhhhhhhh io che sono una gemella sinceramente non l'ho trovato così coinvolgente...per me c'è poca concrettezza, sembra di vivere in un quadro, cioè in una pennellata e non in una natura vera, fatta di elementi solidi e massicci come è la roccia, come è un fiume di montagna, come è un monte impervio...ma sarà forse che il Giappone è così diverso anche fisicamente da noi che tutto ciò che lo riguarda alla fine risulta sempre così etereo e incosistente? anche un libro?

samurai73 said...

Io credo che questa tua sensazione sia solo perchè sei abituata ad un modo di scrivere degli occidentali, dove le situazioni vengono descritte come una trasposizione dei fatti, gli scrittori giapponesi e soprattutto Kawabata descrivono l'oggettività con il filtro dei sentimenti.
Ecco quindi che la natura è vero diventa quadro per come la guardo io con i miei occhi, ma il quadro è diverso se tu la guardi con i tuoi e quindi non esiste una oggettività...
Da qui la sensazione di inconsistenza che si prova leggendo questo libro...a parere mio...